Kristian Nairn, Hodor in Game of Thrones, vuole entrare in politica per sostenere i diritti LGBT e il matrimonio egualitario

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La star di Game Of Thrones ha fatto coming out nel 2014.

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Se seguite Game of Thrones non potete esservi dimenticati di lui: il suo personaggio (Hodor) ha fatto scendere più di una lacrima ai fan di tutto il mondo. Ora Kristian Nairn, dopo il suo addio alla celebre serie, potrebbe abbracciare la politica per lottare a favore dei diritti LGBT.

Kristian Nairn è un gigante di 2 metri e 10 che debutta sulla scena pubblica come dj nella sua Irlanda del Nord, ma è solo con l’interpretazione di Hodor che entra nel cuore del pubblico; dopo la tragica morte del suo personaggio ora l’attore classe 1975 vorrebbe occuparsi di politica, spinto dalla mancanza di progressi sulle questioni relative al matrimonio egualitario nel suo Paese.

Nairn recentemente ha commentato il fallimento in Irlanda del Nord del tentativo di approvazione di una legge per regolamentare il matrimonio tra persone dello stesso sesso definendola “una disgrazia“.

“Io davvero non capisco perché l’Irlanda del Nord rimanga l’unica piccola enclave del Paese in cui non esistono i matrimoni gay – ha dichiarato l’attore al Belfast Telegraph – non vedo il motivo per cui le persone sono così preoccupate per quello che gli altri fanno a porte chiuse, nel proprio letto. Mi auguro che si possa rientrare presto in linea con il resto d’Europa e del Regno Unito“.

Nairn, che ha fatto coming out qualche anno fa e ora vive alla periferia di Lurgan, afferma che sta valutando di entrare in politica in futuro, soprattutto a causa nella nuova ondata di omofobia e leggi anti-gay nel mondo: Stanno accadendo un sacco di cose orribili nel mondo, ci sono Paesi dove la situazione peggiora di minuto in minuto e per troppe persone questa rappresenta l’ultima delle loro preoccupazioni. Io penso che questa questione vada risolta e nel più breve tempo possibile“.


L’intera famiglia di Nairn è impegnato nella lotta per i diritti LGBT: sua madre infatti lavora per il Progetto Rainbow, un servizio di supporto per gay e bisessuali nel Regno Unito, anche lei è d’accordo con il figlio e si “molto triste” per i continui casi di omofobia e per l’opposizione al matrimonio omosessuale in Irlanda del Nord. “Mi è passato per la testa più volte di entrare in politica. Di certo non intendo farlo ora, ma in futuro chi lo sa? È la politica il solo modo per far si che tutti siano trattati allo stesso modo; pensate che sia una posizione progressista? Non è progressismo, è semplicemente umano. E non si tratta solo dei diritti delle persone omosessuali, si tratta anche delle donne, degli immigrati, delle persone di etnie diverse. Io non vedo il motivo per cui le persone debbano essere trattate in modo diverso, è semplicemente sbagliato

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