Maurizia Paradiso: “Sto facendo lo sciopero dei farmaci. Rischio di morire”

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"A sessantadue anni sono stata cacciata, sfruttata, non pagata e indotta alla prostituzione. Ora non ho più nulla: aiutatemi!".

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Il telefono squilla da un po’. È Maurizia Paradiso.

Pronto?

Mi deve aiutare: tutti devono sapere quello che mi sta succedendo. Lei me lo deve! Sto chiamando qualsiasi agenzia, ma tutti mi rimbalzano da una parte all’altra.

Che succede?

Sto facendo lo sciopero dei farmaci da tre giorni. Io non mi curerò più. Ora sto andando in ospedale, al San Gerardo di Monza in via Pergolesi, ad informare tutti i medici che mi hanno seguita negli ultimi anni. Ieri avevo la minima a 180. Sto impazzendo. Oggi avrei dovuto fare una TAC, ma non la farò. 

Per quale motivo ha deciso una cosa simile?

Perché sono stata sfruttata, umiliata, indotta alla prostituzione e non pagata. Io ho una dignità e per colpa sua sono stata costretta a prostituirmi. Io sono malata di leucemia e guardi cosa sono costretta a fare a sessantadue anni.

Da chi è stata sfruttata, mi scusi?

Da un noto locale vicino Brescia. Sono stata cacciata, non pagata e trattata come una disgraziata. Mi hanno persino frustata.

Che tipo di locale era?

Un locale per scambisti. Un night come tanti. 

E pensa che sia utile una protesta del genere?

Certo. Perché Pannella sì, ed io no? Ho smesso di prenderli, in primis, per il terrorismo psicologico che ho ricevuto. Io, oggi, non ho più una lira. Non ho soldi. Non ho nulla. Sono sola al mondo. Chi ci pensa a me? Dove mangerò? Morire di fame o morire perché non assumo farmaci non le sembra la stessa cosa?

Beh, non direi…

Per me è la stessa cosa. Lì ricevevo solo acconti, nessuna fattura, ed oggi rischio la vita. Finte associazioni no profit che intascano soldi a volontà. Che schifo.

Perché non ha mai preteso il suo cachet serata per serata?

L’ho sempre preteso, ma non ho mai ottenuto nulla. Rimandavano il pagamento. Era pur sempre un locale di scambisti…

Ho capito, ma ci lavorava lei e non io…

Io ero costretta. Non avevo altro tra le mani. Si figuri se mi sarei rimessa a fare certe cose…

Smettendo di curarsi non ha paura di morire?

Neanche per scherzo. Io la morte l’ho già vista in faccia in passato e il buon Dio mi salverà anche questa volta.

Lei sta avvisando la stampa, ma con i medici ne ha parlato?

Solo con il dottor Porcellana e qualche psicanalista incontrato in queste ultime ore dopo che sono finita, per l’ennesima volta, in ospedale. Ora sto andando ad avvisare gli altri medici in ospedale. Aiutami. Aiutatemi amici gay. Io non ho più nulla.

https://www.gay.it/gay-life/news/maurizia-paradiso-<a href="http://www.gay.it/tag/intervista">intervista</a>

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