Storico a Oxford: LGBT, femministe e comunità nera saranno tra i ritratti storici

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Dopo le accuse di poca inclusività, la storica università inglese rinnova la collezione dei ritratti di personaggi illustri per fornire modelli alle minoranze.

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(In copertina una foto scattata qualche giorno fa a Oxford dal nostro direttore)

Una serie di nuovi ritratti in arrivo a Oxford, vero e proprio tempio del sapere britannico: dopo essere stata accusata di essere troppo poco inclusiva, la storica università inglese ha deciso di cambiare energicamente rotta, a partire dall’estetica. Tutto è iniziato al Wadham College, uno dei collegi costituenti l’Università di Oxford: nel tentativo di suggerire un ruolo alle tante iscritte che altrimenti non si sentirebbero rappresentate, il Wadham  ha affisso i ritratti i Amelia Gentleman e Hari Kunzru, due giornaliste e scrittrici femministe che potrebbero ispirare molte giovani studentesse.

E così il Wadham College ha instaurato un trend per tutta Oxford: anche per rispondere alle accuse di razzismo che nel 2013 il deputato laburista David Lammy,mosse all’Università, basandosi sui dati ottenuti dal Freedom of Information Act, pubblicati sul quotidiano The Guardian, che suggerivano che gli studenti bianchi avrebbero il doppio delle possibilità di essere ammessi rispetto ai loro colleghi neri.

Così per salvare la reputazione la Oxford University oggi si dà un’aria più contemporanea e democratica commissionando, al prezzo di 900 sterline l’uno, una serie di nuovi ritratti di icone della comunità LGBT, di quella nera e di pioniere storiche del femminismo. L’obiettivo è quello di offrire a tutti gli studenti, di qualsiasi etnia, colore, orientamento o genere, dei modelli di riferimento che possano motivarli e ispirarli.

“Sì”, commenta Naomi Wolf, giornalista, scrittrice femminista, ex studentessa ed ex consulente dell’amministrazione Clinton, “perché quando camminavo per i prestigiosi corridoi e vedevo intorno a me solo ritratti di uomini bianchi appesi alle pareti mi era difficile immaginare di poter avere un posto nella storia“.

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Il primo nuovo ritratto realizzato è stato quello di Libby Lane (foto sopra da corriere.it), la prima donna nominata vescovo della Chiesa d’Inghilterra, consacrata nel 2015, dopo che il sinodo generale nel luglio 2014 decise di aprire questa carriera anche al genere femminile. Tra i ritratti in arrivo: Sir Hugh Springer (1913-1995), avvocato, originario delle Barbados, Ved Mehta (nato nel 1934), scrittore indiano che perse la vista da bambino, Mary Fairfax Somerville (1780-1872), matematica e astronoma, Lucy Banda Sichone (1954-1998), attivista per i diritti umani, Dame Fiona Caldicott, psichiatra, psicoterapeuta e prima donna a presiedere il Royal College of Psychiatrists.

Contributo fondamentale alla decisione di riqualificazione della collezione di ritratti è stato anche il movimento sudafricano Rhodes Must Fall composto da studenti neri, che si è già battuto per rimuovere la statua dell’imperialista britannico Cecil Rhodes dall’Oriel College, un altro dei collegi dell’Università di Oxford.

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