Raffaello Tonon: “A chi interessa la mia sessualità?”

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Raffaello Tonon mette fine alle tante domande sulla sua sessualità e parla, per la prima volta, delle sue aspettative una volta uscito dalla casa del Grande Fratello Vip.

Raffaello Tonon
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Certi contenitori televisivi non sono necessariamente trash, o almeno così dirà più volte Raffaello Tonon nel corso della nostra chiacchierata. Dalla sua ottica, i reality show, sono delle vere e proprie opportunità da sfruttare per chi, come lui, si nutre di visibilità. Dopo aver vinto nel 2005 il reality La Fattoria, Tonon torna alla ribalta per aver partecipato all’ultima edizione del Grande Fratello Vip e per la prima volta parla di precarietà televisiva, della popolarità feroce, ma anche della morbosità nei confronti della sua sessualità.

È passato un mese dalla fine del Grande Fratello Vip, com’è stato tornare alla vita di tutti i giorni?

Molto semplice, perché la libertà non ha prezzo, anche se nella casa, tutto sommato, non si stava poi così male. 

Raffaello Tonon
Raffaello Tonon, catapultato in corsa nella Casa del GF Vip, è stato comunque uno dei concorrenti più amati dell’ultima edizione.

Cosa l’ha spinta ad accettare di entrare a far parte di un meccanismo televisivo come quello?

La necessità, e la consapevolezza, che la popolarità è come una pianta: va concimata, nutrita e potata. Un professore universitario può nutrire la sua carriera a suon di pubblicazioni, noi possiamo farlo solamente attraverso la visibilità.

E cos’è per lei la visibilità?

L’opportunità di farmi conoscere e apprezzare dal grande pubblico. Il GF è stato un contenitore che mi ha permesso di fare entrambe le cose e io, mi creda, ne avevo bisogno come il pane. Mai mi sarei aspettato una seconda chiamata dopo quello che avevo già fatto e vinto. 

Parla de La Fattoria?

Sì, anche se son due reality molto diversi. È come paragonare il reparto di Dermatologia con quello della Terapia Intensiva, ecco. 

Raffaello Tonon
Raffaello Tonon ai tempi de La Fattoria.

Non ha paura che la popolarità feroce, garantita da programmi come questi, possa poi affievolirsi all’inizio di una nuova edizione?

Non ne ho paura perché so già che accadrà.

Ad esempio, in questi giorni, si leggeva il suo nome assieme a quello di Luca Onestini, come possibile coppia all’Isola dei Famosi…

Non saprei. Il mio nome viene spesso accostato al mondo dei reality perché, probabilmente, in questo preciso momento della mia carriera, funziono in quei meccanismi lì.

E non teme di restarci intrappolato?

Purtroppo, ad oggi, non ci sono più provini e se i reality sono necessari per farmi arrivare alla conduzione, o ad una co-conduzione, che ben vengano. Oggi per cercare di emergere, o di restare a galla, i reality sono delle vere e proprie opportunità che io non posso permettermi di non “sfruttare”. Sono anni che faccio la gavetta ma credo, visti i tempi che corrono, che ne dovrò fare ancora molta. 

Lei, quando non appare in video, di cosa si occupa?

Di televendite e presentazioni di libri. E poi, a dire il vero, dal 2005 ad oggi, son sempre apparso in video. Oggi, grazie al GF, sono arrivate anche le serate in discoteca e le dirò: che ben vengano.  

La precarietà televisiva non la spaventa?

No, perché l’ho sempre messa in conto e spero di riuscire, quanto prima, a realizzarmi. Laddove non dovessi riuscirci, magari tornerò ad un mio grande amore.

Ovvero?

La gestione alberghiera. In passato ho gestito un hotel a Rimini: l’anno più faticoso, difficile e bello di tutta la mia vita. Poi, se per questo, avrei potuto fare anche l’Avvocato. Praticavo in uno studio matrimoniale, legale e civilista.

Raffaello Tonon
Che futuro aspetta il “Conte” Raffaello Tonon?

Mentre era nella casa, come ben saprà, si è parlato molto della sua vita privata. La disturba come cosa?

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Non lo trovo necessario. La popolarità ha tantissimi pregi e ritengo che ci dovrebbe essere anche quello di avere la possibilità di decidere se rendere pubblica anche la propria vita, o meno.

Si è mai chiesto il perché di tutta questa morbosità nei confronti della sua sessualità?

Forse perché ho dei modi molto affettati? Ad ogni modo, quando mi rivolgo ad uno chef, ad un otorino-laringoiatra o ad un meccanico, non sto lì a pensare se è sposato, se ha figli, se è etero, gay e chi più ne ha, più ne metta. Mi rapporto con lui per quello che mi ha offerto e non per quello che succede nella sua vita più privata. 

Non trovò morbosa neanche la domanda di Signorini quando le chiese se fosse innamorato di Luca?

No, perché in tutta sincerità, a Signorini, delle mie passioni, non credo interessi molto. In quel momento, e nel ruolo che rivestiva, ha dovuto far quella domanda per placare le morbosità altrui.

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