Intervista a Roberta Giarrusso: “Vi racconto la mia prima volta con una donna”

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L'attrice parla, in esclusiva, del nuovo film Attesa e Cambiamenti e di quelle volte in cui alcune donne...

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Roberta Giarrusso, dal vivo non è bella. È bellissima. Tutti la guardano, anche quelli che non sanno minimamente chi sia, come i diversi turisti in giro per la capitale, nella zona del Vaticano. L’appuntamento è alle dieci e quando arrivo al suo bar di fiducia, la Giarrusso del cinema italiano, è già lì. Assieme a lei l’inseparabile make up artist Gennaro Marchese dal quale, la protagonista del film Attesa e Cambiamenti, non si separa davvero mai. Il film, per la regia di Sergio Colabona e in uscita, domani, in tutti i cinema italiani, affronterà tematiche importanti e molto vicine al mondo gay. Infatti, la sexyssima Roberta si trasformerà in una ragazza lesbica che, come unico desiderio, ha quello di diventare mamma e, tra una domanda e l’altra, l’attrice si è lasciata sfuggire anche dei particolari  molto piccanti  avvenuti sul set…

Come si è trovata a calarsi, per il cinema, nei panni di una donna lesbica?

È stato un personaggio. Un personaggio come tanti altri. Sono un’attrice, per cui interpretare una poliziotta, una moglie di un boss malavitoso o una lesbica, per me, non fa alcuna differenza. Ho cercato, piuttosto, di rappresentare una ragazza, come tante, che conduce una vita normalissima. Lesbica, sinceramente, è un termine che uso per convenzione, a me piace dire che il personaggio che interpreto è una donna che ama un’altra donna!

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Che effetto le ha fatto scambiarsi baci e carezze con un’altra donna?

(Ride, ndr) Baciare una donna è piacevole, soprattutto perché non punge! All’inizio, scherzi a parte, c’era un po’ di imbarazzo, ma poi è avvenuto tutto in un modo molto naturale. Sul set c’è sempre un po’ di vergogna quando si devono fare certe scene, anche se le devi girare con un attore del sesso opposto ovviamente; ma alla fine, timidezze a parte, siamo professionisti per cui ci comportiamo come tali.

Ma erano baci baci o baci da set?

Questo lo lascerò decidere e scoprire al pubblico.

IMMAGINI ?FILM ATTESA E CAMBIAMENTI?

Ha mai ricevuto avances da parte di una donna?

Si, spessissimo…

E come ha reagito?

La verità? Mi ha fatto sempre molto piacere, ricevere i complimenti da un uomo è scontato, fa parte della quotidianità, mentre quelli di una donna, almeno per me, non sono all’ordine del giorno. Ad ogni modo ho fatto capire, con la massima educazione, che non ero interessata, come faccio normalmente anche con gli uomini che non mi interessano.  Non c’è differenza in questo. 

Attesa e Cambiamenti, gira intorno a due coppie. Una etero e una lesbo. Recitando, ha notato delle differenze tra le due nell’affrontare la quotidianità?

Rivedendo il film ci siamo resi conto che, attraverso la commedia leggera, siamo riusciti a raccontare delle grandi verità. Abbiamo cercato di evitare stereotipi che, purtroppo, ancora esistono nell’immaginario comune di chi pecca di ignoranza. Un esempio è quello di pensare che omosessualità sia solo degrado e trasgressione, noi, invece, raccontiamo una coppia di due donne che si ama e che ha, come unico desiderio, quello di costruire una famiglia con tutte le difficoltà che comporta avere un figlio, soprattutto per una coppia omosessuale. 

Nel film si parla anche di fecondazioni alternative. Qual è la sua posizione a tal riguardo?

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Riguardo all’utero in affitto, alla fecondazione assistita e a tutti i nuovi metodi di concepimento, mi permetto di dire che per me un figlio ha bisogno solo di amore e di educazione. A livello scientifico e medico, abbiamo fatto dei passi da giganti. Abbiamo la possibilità di realizzare il sogno di fare e dare un figlio anche a chi non può, e cosa c’è di così sbagliato? Vedo tante famiglie, cosiddette tradizionali, dove ci sono genitori che non sono in grado di fare i genitori e con figli sbandatissimi. Non mi piace fare esempi, ma veda il caso di Marco Prato: mi pare che provenisse, anche lui, da un padre e una madre. In giro è pieno di donne che abbandonano i propri figli nei cassonetti e di genitori  che abusano dei propri figli. Questi per me non sono degni di essere definiti genitori, né, tantomeno, esseri umani! Ci sono anche orfanotrofi che pullulano di bambini, soli, che non vorrebbero altro che un po’ d’amore. Io sono figlia di genitori separati e sono stata cresciuta da due donne: mamma e nonna. Gli insegnamenti ricevuti da loro sono il dono più grande che porterò sempre con me.

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E si è mai chiesta come mai molte donne son così contrarie alle tante pratiche?

No! Più che altro, non riesco a farmene una ragione. Forse per un fatto religioso? O forse perché gli è stato inculcato dalle famiglie o da terze persone? Penso solo che fortunatamente esiste una parte che la pensa diversamente, proprio come me.

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