Tricyclo ASD, intervista ai ciclisti gay di Milano: ‘giriamo l’Italia senza nasconderci dietro un inutile “machismo”’

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Torna l'appuntamento con la nostra domenica sportiva grazie ai ciclisti omosessuali (e non) di Tricyclo ASD.

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Dopo aver intervistato i pallavolisti, i tennisti e i nuotatori, nell’ormai consueta nostra domenica sportiva gay di oggi incrociamo il mondo dei ciclisti omosessuali.

I ragazzi di Tricyclo ASD, associazione sportiva LGBT di Milano, da noi intercettati per bocca di Marco Condorelli, a cui abbiamo fatto alcune domande legate al mondo del ciclismo LGBT.

Ciclisti gay. Come vi è venuto in mente di ritrovarvi in un’associazione sportiva ad hoc. Quando e perché siete nati.

Prima che una ASD, Tricyclo era semplicemente un gruppo di amici che si organizzava autonomamente per uscire in bici’.
Il tutto è nato nel 2006. Uno dei nostri, che ai tempi giocava nella squadra gay di pallavolo, il GATE, positivamente colpito dalla realtà sportiva gay milanese ha pensato di condividere la propria passione per la bici con altri amici. Attingendo alle mailing List degli altri gruppi ha iniziato a raccogliere persone interessate a pedalare proponendo uscite di media difficoltà. Visto il discreto successo della cosa con il tempo ci siamo organizzati, con un nome ufficiale, TriCyclo appunto, un logo, un sito, un’immagine ben definita.
Da subito si è delineato il profilo del nostro gruppo: ciclo escursionismo indirizzato alla comunità gay milanese ma assolutamente aperto anche agli amici etero con l’obiettivo di creare un gruppo assolutamente integrato dove l’etichetta LGBT non fosse motivo di esclusione. Oggi siamo al 4° anni di ASD, continuiamo a fare le cose che abbiamo sempre fatto con energia, professionalità ed entusiasmo e siamo particolarmente felici perché abbiamo anche un piccolo seguito eterosessuale di soci‘.

Con l’arrivo della primavera immagino che la vostra stagione prenda ufficialmente forma. Qual è il programma completo di Tricyclo ASD, come si sviluppa, in quali mesi e con quanta costanza, tra gare e allenamenti.

Premesso che il ciclismo è uno sport che, con il giusto abbigliamento tecnico, può essere praticato in qualunque periodo dell’anno, con l’arrivo della primavera tutto diventa più facile e la voglia di uscire fuori per le strade, in mezzo alle campagne e ai boschi prende il sopravvento su ogni reticenza e pigrizia invernale. Lo scorso 10 marzo è stata aperta ufficialmente la stagione con il nostro, ormai consueto, Opening Party; è stata una gran bella festa – organizzata in collaborazione con il Pride Sport Milano – cui ha partecipato tanta gente e nella quale abbiamo ufficialmente presentato il programma annuale 2018. La nostra attività è prevalentemente legata al ciclo escursionismo, ovvero fare sport all’aria aperta – senza particolari velleità agonistiche – e visitare le bellezze del nostro paese (e non solo!). Prevede uscite settimanali, tendenzialmente il sabato ma spesso nell’intero week end. Nel corso dell’anno, in particolare in occasione di ponti lunghi, offriamo attività più strutturate. Quest’anno prevediamo di girare in lungo e in largo l’Italia: percorreremo una parte della Via Francigena a pasqua, voleremo in Sicilia nel ponte del 25 aprile, affronteremo il mitico Stelvio e l’affascinante Eroica, e riscopriremo il Parco dei Cento laghi nell’appennino Emiliano. Ma abbiamo in programma ben due viaggi internazionali: percorreremo le strade delle Fiandre e dell’Olanda durante la nostra ciclo vacanza estiva e – per la prima volta nella storia dell’ASD.- festeggeremo tutti insieme capodanno al caldo di Lanzarote nelle Isole Canarie. L’anno scorso infine abbiamo sperimentato, con un discreto successo, la formula delle “Mini ride”, ovvero uscite infra settimanali, molto corte e in zone prossime alla nostra città, per pedalare prima o dopo il lavoro: abbiamo scoperto la magia di percorrere le nostre campagne all’alba o al tramonto. Quindi pedaleremo tutto l’anno, da marzo fino a capodanno 2019 e poi torneremo a riposare (ma solo ufficialmente) nei mesi di gennaio e febbraio‘.

 

Insieme al calcio e alla corsa, probabilmente, il ciclismo è uno degli sport più facilmente praticabili. Basta una bici, un caschetto, una strada e tanta voglia di sudare. Quanto aiuta, nel vostro caso, vivere in una città come Milano che negli anni ha investito molto sulle piste ciclabili. In una città come Roma la vita del ciclista è quotidianamente a rischio.

Assolutamente d’accordo! Il ciclismo è uno sport che fa un po’ fa parte del nostro corredo genetico. Tutti noi, da bambini, siamo saliti su una bici almeno una volta, abbiamo avuto la paura di cadere, abbiamo provato l’eccitazione di togliere le rotelline e “andare da soli”, abbiamo scorrazzato per le strade della nostra città o della nostra casa di villeggiatura, tutti noi siamo caduti e ci siamo sbucciati le ginocchia, ma impavidi siamo risaliti subito in sella per riprovare quel senso di libertà che la bici ti regala. Fa parte del nostro DNA! Milano sta sicuramente facendo tanto per i ciclisti, con opere infrastrutturali urbane, con nuovi e diversificati servizi di bike-sharing, ma ancora tanto può essere fatto. Mi riferisco soprattutto all’approccio e all’atteggiamento di tante persone che vedono il ciclista come un “impedimento alla libera circolazione”. Purtroppo non abbiamo ancora raggiunto la consapevolezza di molti paesi del nord Europa. Milano, infine, è una città splendida per cominciare, per approcciarsi a questo meraviglioso sport: strade pianeggianti e piste ciclabili che partono direttamente dal centro della città; mi riferisco ad esempio alla ciclabile della Martesana e a quelle del Naviglio Pavese e del Naviglio Grande. Ma Milano consente anche di allenare gambe e fiato in salite di tutto rispetto, essendo localizzata a due passi dalle Alpi, da percorsi montani e panorami mozzafiato‘.

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