BISEX = PERVERSIONE? SE LO DICE LEI..

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Fare un'esperienza non vuol dire esser perversi. E provare attrazione per uomini e donne non vuol dire "ficcare" dove capita. Ma se l'amore vero è solo tra uomo...

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La Binetti accetta un’intervista su Gay.it e dice esattamente quello che ti potresti aspettare da una così. Da persona democratica ho piacere che il sito per il quale scrivo dia spazio anche alle sue opinioni, per quanto io non sia mai stato intervistato da Avvenire né dall’Osservatore.
Pure, non posso esimermi dal sottolineare alcuni passaggi della senatrice, in fondo solo una delle tante imposte al popolo italiano dalla legge “porcata”. Lo faccio per confrontare alcune idee sul sesso, le sue derivanti non so da cosa, le mie dall’esperienza diretta o dai racconti attendibili di lettori e di amici.
Io credo nel potere della realtà, nella massima mai banale che la vita è davvero incredibile e che ci insegna più di tutto, basta osservarla con attenzione. E anche il sesso.
Ci si può perdere a ragionar di luoghi comuni, lo ammetto, ma bisogna fare uno sforzo e tenere l’attenzione desta. Come quando monsignor Vecchi con estrema disinvoltura ha collegato le violenze subite dai due ragazzi gay con la loro sessualità disordinata. Bisogna essere attenti, ascoltare, leggere, non lasciarsi sfuggire allusioni e messaggi tra le righe. E non credere alle facili smentite. Non sono tutti dei sempliciotti maneschi i nostri avversari, non sono tutti iscritti a Forza Nuova o alla Lega Nord.
Così, non posso non rimanere sbigottito davanti alla leggiadria della Binetti quando tira in ballo i bisessuali. Per quanto non mi ritenga un bisessuale solo per essere stato a letto con alcune ragazze, ho conosciuto persone che si definiscono tali e ci credono. Non usano questa etichetta solo per non accettarsi come gay o per fare i fighetti in chat. E non tutti si sposano e vivono doppie vite non certo edificanti per soddisfare le loro pulsioni senza confessarlo alla coniuge.
Fatto sta che la Binetti ha detto: “Se una persona cercasse il rapporto con l’altro solo per fare un’esperienza allora rientrerebbe in quel tipo di perversione di cui parlavamo prima e che però possono essere di chiunque, non certo solo dell’omosessuale. Tant’è che quel tipo di perversioni molte volte si ha in soggetti che sono bisessuali”.
Ma siamo pazzi? I bisessuali sono solo dei perversi?? E perché?
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Ma siamo pazzi? I bisessuali sono solo dei perversi?? E perché? Magari perché cercano di capire qualcosa di se stessi, visto che il mondo esterno si divide in etero e gay e loro si sentono a metà? Fanno qualche esperienza, magari tenera, ma sono dei perversi per questo? E poi, fosse anche fine a se stessa, perché dovrebbe essere una perversione?
La leggerezza moraleggiante di certi cattolici sul sesso contrasta con il mondo che li circonda non più che con loro stessi. Non dimentichiamo infatti che queste dichiarazioni provengono da chi da un lato puntualizza come l’amore vero si ottenga solo col completamento uomo/donna, e dall’altro non trova assurdo aver scelto la Castità. Perché chi si ciba di bei discorsi sul matrimonio non si sposa, invece di rompere i coglioni al prossimo?
Sono le stesse contraddizioni di sempre. Contraddizioni, quando non imposture velate o i ben più gravi silenzi, pesanti come macigni. O menzogne esplicite, come le citazioni, i dati medici e psicologici utilizzati per l’essere gay, per le coppie gay o per i figli dei gay, dati sempre a conferma delle loro tesi, che ignorano qualunque altra fonte non li sostenga.
Una tecnica nota in questi ambienti. E noi gay non siamo abbastanza forti da combattere uniti contro di loro. Per difendere il diritto a fare sesso. Per non dover essere giudicati sui propri sentimenti. Per non sentirsi chiamare perversi da chi ha fatto del sesso il simbolo stesso del proprio potere, un nemico da combattere, presente nelle parole e nei pensieri più dell’amore.
Non c’è da stupirsi allora se i soldatini di quell’esercito usino parole a caso, gravi e offensive, ma certo meno pericolose di quelle dei loro generali. Perché basta leggere tra le righe e ci si può perfino divertire. Come quando la Binetti, politico che dovrebbe avere a cuore i diritti della gente, ci invita in pratica a ricorrere alla ben nota italica arte di arrangiarsi.
O come quando Monsignor Vecchi, vescovo ausiliario di Bologna, dice: “No agli assalti, ma la violenza è cugina della trasgressione.” Perché offendersi? In fondo anche loro sono in qualche modo imparentati con Gesù. E si sa che tra parenti spesso non ci si somiglia in nulla.
Flavio Mazzini, trentenne, giornalista, ha deciso di prostituirsi con uomini per raccontare le proprie esperienze nel libro “Quanti padri di famiglia” (Castelvecchi, 2005). Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.
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di Flavio Mazzini

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