Da ragazzi timidi a star del porno

Il lavoro di Manfred Speer è quello di trasformare semplici ragazzi, all’apparenza insicuri, in vere celebrità del mondo del porno. «Amo vederli crescere e diventare delle stars».

Manfred Speer è stato uno dei modelli più famosi della celebre Colt per quasi dieci anni. Quando ha sentito che era giunto il momento di lasciare il suo ruolo di modello e di passare oltre non ha comunque voluto lasciare la casa di produzione. Attualmente il suo ruolo è quello di trovare nuovi modelli e di farne da ragazzi insicuri delle  star del porno di successo.

Per  quanto tempo sei stato tu stesso un modello?

Ho cominciato il 7 magio 1967. Quando sei un COLT Man lo sei per sempre quindi posso dire che non ho mai smesso.

Come hai cominciato?

Già conoscevo la COLT e il bellissimo lavoro di Jim French (il fotogtrafo, ndr). È inutile dirvi che ero un suo fan. Il mio ragazzo all’epoca era il COLT Man George Paine, fu lui a presentarmi a Jim French. Appena ci siamo conosciuti Jim mi ha proposto di posare per un servizio fotografico. Ero lusingato e imbarazzato allo stesso tempo, non pensavo avrei potuto essere materiale COLT.

In che modo è cambiato il significato nel tempo di essere un COLT Man?

L’idea di COLT Man non cambia. Il COLT Man è maschio, muscoloso, duro e deciso. Cosi è e così sempre sarà.

Veniamo alla domanda piccante. Come trovi nuovi modelli?

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Prima dell’avvento di internet li trovavo nelle palestre, nei bar o semplicemente passeggiando per il Santa Monica Boulevard (Rick Wolfmier and Mike Betts, per esempio). Li avvicinavo e gli davo il mio biglietto da visita. Oggi giorno la maggior parte dei modelli li trovo su internet, per me è molto più facile. Semplicemente guardo i profili dei ragazzi sui siti e se lo ritengo opportuno gli mando una mail. Così ho trovato anche te, ricordi?

Ogni modello ha probabilmente la sua personalità, preferisci avere a che fare con modelli che già hanno avuto un esposizione al mondo del porno o preferisci avere a che fare con i “novizi” meno professionali ma con un ego meno sviluppato?

Personalmente preferisco i new comers. Innocenti, insicuri e ascoltano ciò che gli consiglio. Amo vederli crescere e diventare delle stars.

Cosa non dovrebbe mai scrivere una persona che si sta proponendo alla COLT nella sua lettera di presentazione? E cosa invece tu auspicheresti di trovare?

Non è tanto cosa le persone scrivono, è più il tipo di foto che mandano. Alcuni mandano foto professionali molto ritoccate o con ombreggiature che lasciano troppo spazio all’immaginazione. Altri pensano che averlo molto grosso farà di loro dei COLT Man. Sbagliato, è ben altro che cerchiamo qui. Quando ricevo un e-mail la prima cosa che vorrei trovare è l’onestà. Vorrei anche che le persone che si propongono avessero coscienza di se stesse e del fatto che stanno cercando di diventare parte della porn industry.

Ti senti legato affettivamente ai ragazzi che hai fatto diventare modelli? Ti senti “responsabile” per loro? Ti senti parte del loro successo?

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Anche se cerco di essere distaccato e il più professionale possibile sono un essere umano quindi la mia risposta è sì, mi sento affettivamente legato ai modelli. Gli voglio bene e voglio il meglio per ognuno di loro.

Io non mi sento, io sono parte del successo di ogni singolo ragazzo e della COLT nella sua interezza (ne ho fatto parte per più di trenta anni). Sono i ragazzi a rendermi partecipe di ogni loro conquista.

Ti sei mai innamorato di uno dei ragazzi che hai reso famosi?

Sì, mi è successo. Ma l’ho tenuto segreto. Sono l’unico a saperlo, neanche il ragazzo di cui mi ero innamorato ne è al corrente.

Per contattare l’autore dell’articolo scrivere a [email protected].

per ulteriori informazioni consultare www.COLTstudiogroup.com.

di Carlo Masi