Dopo la palestra, lo spogliatoio

La gratificazione dopo aver faticato tanto in sala pesi arriva quando, finalmente, possiamo farci la doccia. E con nonochalance permetterci quello che di solito ci è precluso.

Quanto sia importante l’immagine anche e forse di più, nel mondo gay è innegabile. Non a caso quando si avvicina l’estate si assiste al boom di iscrizioni in palestra, un luogo che alcuni evitano per sei mesi l’anno salvo poi precipitarvisi, appunto, quando spntano le prime belle giornate, quando si fanno i progetti per le vacanze estive e le prime tintarelle si avvicinano.

E dopo ore di cyclette, arrivo il momento-spogliatoio. Dopo tanta fatica è bello vedere i primi risultati sul nostro corpo, ma soprattutto, dopo aver sudato un paio d’ore è bello anche ricevere come premio l’ingresso al luogo dove è permesso ciò che solitamente ci viene precluso: fare le docce insieme ad altri uomini e poter adocchiare fisici scolpiti con nonchalance. L’atmosfera che si respira è qualcosa di impareggiabile per il maschio gay medio, una dimensione parallela dove è praticamente obbligatorio poter rimirare glutei scolpiti dagli allenamenti costanti, attrezzi lasciati liberi di muoversi finalmente non coperti dalle superflue mutande e delle cosce guarnite di tutto quello che ci serve, col fine di immagazzinare dati sufficienti per una bella sessione di autoerotismo da consumare appena ne avremo la possibilità.

Perché diciamo la verità: lo spogliatoio è anche un paradiso per gli esibizionisti finalmente liberi di poter ignorare le più comuni regole del pudore, magari facendosi la barba senza asciugamano in vita, non curanti del passeggio di colleghi palestrati alle proprie spalle o consumando litri d’acqua facendo una doccia tra le più lunghe nella storia del lavaggio del corpo umano. Eh si, l’angolo doccia è un po’ la ciliegina sulla torta, il premio dopo tanta fatica.

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