Gay, sesso e tabù

Certi argomenti sono tabù per alcuni e normali pratiche per altri. Cosa fa la differenza? Perché a San Francisco si sfila nudi per la Folsom Streer Fair e a Roma dà scandalo un bacio gay?

La percezione dei tabù sessuali varia da cultura a cultura e da nazione a nazione, e nonostante la globalizzazione sia una realtà sempre più tangibile, è evidente che la sessualità non viene percepita e vissuta ovunque nello stesso modo. Probabilmente il primo fattore che determina questo stato di cose è il peso delle religioni e dei loro veti sessuali su ciascuna cultura: lo stesso termine "tabù" era una parola che veniva usata dagli indigeni del Pacifico per indicare tutto ciò che era proibito dalle loro divinità. Sicuramente dove le religioni sessuofobiche hanno un ruolo dominante, la sessualità non può esprimersi liberamente, e soprattutto non può farlo in maniera esplicita. Al limite può essere vissuta in privato e con discrezione, bisogna considerarla una vergogna se diventa di dominio pubblico ed è buona pratica criticare spietatamente chi ha un approccio più "liberato" ed esplicito con questo aspetto della vita. Al di là dei giudizi morali sull’opportunità di vivere la sessualità in maniera più o meno esplicita, è abbastanza evidente che nelle realtà in cui questo non è possibile (o è condannato pubblicamente), il clima fornisce terreno fertile per frustrazioni e tensioni supplementari, che a loro volta favoriscono un approccio tutt’altro che sereno alla sessualità, e di conseguenza alla vita e ai rapporti con gli altri.

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Questo vale in particolare per gli omosessuali, che sono una categoria di persone che viene stigmatizzata proprio in quanto "categoria sessuale". Ovviamente più l’argomento "sessualità" può essere discusso e vissuto apertamente e più i tabù religiosi perdono consistenza. Prendiamo ad esempio tre classici tabù religiosi: nudità genitale, masturbazione e sodomia, in parte determinanti nella condanna dell’omosessualità. In Italia, dove la religione cattolica ha un notevole peso, sono considerati dei tabù di cui a stento si può parlare, mentre negli Stati Uniti, dove la religione ha un peso più relativo, si possono affrontare e superare, con conseguente allentamento di diverse tensioni sociali. Partiamo dalla nudità: anche senza tornare a parlare della gayssima Folsom Street Fair, negli USA sono diverse e numerose le occasioni in cui il nudismo può essere praticato durante manifestazioni pubbliche. A Seattle si tiene ogni anno (il terzo sabato di giugno) la Parata dei Ciclisti Dipinti, che raccoglie migliaia di giovani che, dopo essersi dipinti i corpi completamente nudi, sfilano per il distretto di Firemont a bordo di biciclette, skateboard e pattini… Per la gioia di grandi e piccini.

Per quel che riguarda la masturbazione è ormai dal 1997 che a San Francisco si tiene il Masturbate-a-thon, una gara internazionale di masturbazione a scopo benefico (i fondi raccolti sono devoluti alla lotta all’AIDS). In questa occasione vengono assegnati diversi premi e si stabiliscono sempre nuovi record. Per completezza riportiamo che il record per la masturbazione maschile prolungata è detenuto da Masanobu Sato (nove ore e cinquantotto minuti!), mentre il record del maggior numero di orgasmi maschili consecutivi è di Michael Hariprem (che è stato in grado di venire trentuno volte di fila!). C’è anche un record maschile per la gittata, stabilito da un certo Flint Greasewood (1,37 metri!), anche se il record effettivo potrebbe essere di Morihiro Taneichi, che masturbandosi via webcam da Tokyo, avrebbe quasi raggiunto i due metri. In ogni caso, se la masturbazione può essere considerata alla stregua di una qualsiasi attività ricreativa, negli Stati Uniti anche la sodomia ultimamente sta perdendo buona parte delle sue valenze morbose.

Infatti sembra proprio che un crescente numero di uomini americani abbia iniziato ad apprezzare questa pratica (o perlomeno abbia iniziato ad ammetterlo): la cosa interessante è che a dirlo sono gli uomini etero, dopo aver fornito alle proprie compagne apposite protesi. Il fenomeno è talmente diffuso che anche le case di produzione hard etero più quotate si stanno adeguando, e hanno persino realizzato dei videomanuali specifici (come il blockbuster “Expert guide to anal pleasure for men” e il suo seguito “ Expert guide to advancend anal sex for men”, entrambi della Vivid Video). Come dire che al giorno d’oggi sodomita e gay non sono più sinonimi, con buona pace dei religiosi che non si vogliono adeguare ai tempi. Comunque, se volete iscrivervi al prossimo Masturbate-a-thon, potete andare sul sito

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di Valeriano Elfodiluce