GRASSO È BELLO?

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Non ho pregiudizi contro i grassi: semplicemente non mi attirano o, meglio, non sono proprio la mia prima scelta. Eppure il mio "battesimo" rischiò di avvenire con uno...

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Ho sempre amato i ragazzi snelli, piccolini o altissimi, con puntuale muscoletto o del tutto privi, purché asciutti. Detesto i peli ma chiudo un occhio quando ricoprono corpi longilinei o magrolini, perfino scheletrici, anoressici o anellidi, come insinuava un mio fidanzato. E con orrore assisto nel tempo alla visione di bellissimi fanciulli prematuramente svaccati. A voi cosa può fregare? Nulla, lo riconosco. Ma serve a me per introdurre l’argomento, proprio perché, a causa di questi motivi mi sono sempre relazionato poco con gli “abbondanti”.

Eppure il mio “battesimo” rischiò di avvenire con uno di loro, un uomo di appena sette anni più grande che però mi sembrava, oltre che vecchio, un ciccione (adesso che è il doppio, il ricordo di allora mi intenerisce). Ci provò sfacciatamente, mettendomi una mano sulla coscia mentre ero al volante o inseguendomi attorno a un tavolo appena rimanevamo da soli. Eroico, riuscii sempre a resistere e, per quanto anche di questo presumo non ve ne freghi nulla, non me ne sono mai pentito.

Negli anni mi sono però imbattuto in altri ragazzi soprappeso, magari non pelosi (per una legge dell’equilibrio), finendoci casualmente a letto. Erano più attraenti o semplicemente mi ero fatto meno difficile? So solo che alcuni furono delle rivelazioni: eccitanti nell’intimità quanto poco mi apparivano a una prima occhiata.

Tutta sta tirata per dire che non ho pregiudizi contro i grassi: semplicemente non mi attirano

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Tutta sta tirata per dire che non ho pregiudizi contro i grassi: semplicemente non mi attirano o, meglio, non sono proprio la mia prima scelta (come spesso nemmeno io lo sono per loro). Gli orsi sono una categoria che, se fosse per me, sarebbe già estinta e io stesso non sono ancora ingrassato abbastanza per adescare bei ragazzetti che, a differenza mia, saprebbero apprezzare.

Ecco però che ho commesso la solita leggerezza: trattando di chili in eccesso sono passato a parlare di orsi, genere sempre in voga ma che tende a fagocitare il discorso dei gay grassi, nascondendo qualcosa. Qualcosa che appartiene a chi orso non è, orso non vuole essere e orsi non cerca.

Parlo di molti ragazzi magri con un’adolescenza sofferta, ricca di decine di chili sgraditi. Parlo di una disperazione simile a quella che spinge i più restii a vivere la propria sessualità, una disperazione che induce giovani obesi insoddisfatti a precipitare di peso, per piacere agli altri ma prima di tutti a se stessi.

Col rischio di segni incancellabili sulla pelle, priva di elasticità e piena di smagliature, come tanti giovani snelli che ho conosciuto, dalla pelle ben diversa al tatto rispetto ai loro coetanei. Le prime volte faticavo a capire: da ragazzino avevo combattuto con svariati complessi e paranoie ma mai con la bilancia. Per cui ero estraneo alla problematica, apparentemente futile per chi non l’ha vissuta ma che può dividere in due parti distinte la vita di un individuo, con inquietanti interrogativi su come ci si vede e come si vorrebbe essere.

Stanchi di guardarsi e rifiutarsi non si può più restare inerti. E’ una situazione non diversa da quella del transessuale. Il nostro corpo non ci piace, non ne sentiamo l’appartenenza, non corrisponde all’idea che abbiamo di noi, a come ci piacerebbe essere, a come vorremmo ci vedessero gli altri. Non si tratta di dettagli come un naso da ritoccare o sopracciglia da sfoltire. E’ in gioco tutto un equilibrio, che tocca tanti aspetti della personalità e che parte dai complessi dell’adolescenza e arriva ai problemi fisici dell’età più matura.

Dopo la trasformazione si può parlare del rospo divenuto principe (sempre nell’ottica di chi non si accettava). Una favola pagata con mesi faticosi, talvolta vissuti pericolosamente, a regime di dieta strettissima e con mille paure di poter tornare indietro e disperdere il lavoro fatto. Una favola in genere a lieto fine, anche se una volta sono rimasto interdetto.

Un giovane ex obeso mi aveva appena mostrato con soddisfazione la carta d’identità. Non sembrava nemmeno un suo parente lontano. E sapeva che un giorno avrebbe pure dovuto rinnovare il documento cambiando foto e che quel passato sarebbe sprofondato un po’ alla volta inesorabilmente. Eppure mi ha detto: “Grassi si resta dentro, per tutta la vita”.

Flavio Mazzini, trentenne, giornalista, ha deciso di prostituirsi con uomini per raccontare le proprie esperienze nel libro “Quanti padri di famiglia” (Castelvecchi, 2005). Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.

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di Flavio Mazzini

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