I fanta-medici del condom

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Farlo a 2, a 3, in 12, travestito da pastorella e agnellino non mi sconvolge più di tanto, tanta è l'esperienza accumulata. Ma se ti trasofrmi in un...

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Qualche tempo fa ho conosciuto un tipo carino, simpatico e attraente. Aveva apparentemente tutte le doti necessarie quel tanto che basta da persuadermi ad andare a casa sua per ammirare la collezione di francobolli rari.

Le cose stavano andando per il meglio, una birra, quattro chiacchiere e dopo aver disseminato gli abiti per la stanza da letto avevamo trovato altro da fare che ammirare questa fantomatica collezione postale. Giunti al momento topico gli chiedo di prendere i preservativi e lui, con il candore di un cresimando, mi confessa che non li usa "tanto ormai di AIDS mica si muore più". La libido crolla inesorabilmente come se mi avesse appena rivelato di essere un mio fratello segreto, raccolgo i quattro stracci sparsi in camera e tolgo il disturbo, senza neppure stare lì a spiegare il perché, troppo infastidito dalla sua ignoranza, dalla sciatteria sessuale e dalla serata sprecata.

Devo dire che l’esperienza pluriennale nel campo mi ha portato ad abbassare di molto la soglia dell’imbarazzo fino a farla radere il suolo. Farlo a 2, a tre, in dodici, travestito da pastorella e agnellino non mi sconvolge più di tanto e chiedermi di fissare mollette ai capezzoli come se stessi stendendo lenzuola al vento non rappresenta per me un limite ad andare avanti, ma dimmi che non usi il preservativo e fallo adducendo motivazioni da fanta-medicina e con te non ci vengo neppure più a prendere un caffè alla macchinetta automatica.

La questione però più sconvolgente e per molti versi avvilente, è che questo episodio non è certo isolato né è capitato solo a me. Ultimamente si va diffondendo sempre di più la certezza, tutta campata in aria, che grazie ai nuovo farmaci di AIDS non si muoia più e che quindi il profilattico diventa un accessorio inutile e fastidioso (come se non ci preservasse anche da condilomi, gonorrea e altre MST che pur pur non essendo mortali non mi paiono proprio piacevoli da contrarre).

Non sono un medico e nonostante abbia un’attenzione particolare per la questione non mi avventurerò in un ambito sempre molto dibattuto, ma sebbene sia vero che le aspettative di vita per i sieropositivi si siano allungate di molto, questo non può giustificare un abbassamento dell’attenzione.

Per diversi anni ho partecipato a un’operazione di sensibilizzazione sulle malattie sessualmente trasmesse organizzate dal Mario Mieli e pensavo di aver già sentito allora tutte le "bestialità" intervistando i frequentatori dei famosi luoghi d’incontro notturno meglio noti come batuage. C’era chi credeva che il lubrificante dato insieme al preservativo fosse un eccitante sessuale da bere, chi sciacquava i profilattici per riutilizzarli o chi pensava che quanto più si "ingoiava" velocemente tanto più si era al sicuro da forme di contagio. Mantenere un’espressione neutrale invece di quella agghiacciata che naturalmente mi si sarebbe stampata sul volto è stato un grande esercizio di dissimulazione, ma è pur vero che erano i primi anni ’90 e c’era ancora tanta ignoranza a riguardo.

Constatare quindi come in poco più di 15 anni molti continuino a brancolare in un’ignoranza colposa, non solo è avvilente ma diventa anche grave e pericolosa per se stessi come per i propri partner. Il mio campione di "incontri", per quanto mi dia da fare, è ovviamente sempre troppo esiguo e poco rappresentativo dell’intera popolazione nazionale, ma basta prendere una recente ricerca americana per rendersi conto della disinformazione che c’è ancora quando si discute di sicurezza sessuale.

Alla domanda "dopo quanto tempo smetti di usare il preservativo in una relazione fissa", un confortante 50% risponde "dopo aver fatto entrambi il test". Resta però un 50% (che significa comunque milioni di individui) che dichiara: "dal momento in cui ci si fidanza": 24% (come se l’amore diventasse immediatamente un amuleto contro il malocchio, le fatture e l’AIDS); dopo 6 mesi: 9% (si sa, del resto la malattia cade in prescrizione dopo qualche tempo); un anno o più di uno: 10% (questi si tengono più larghi rispetto ai precedenti) e poi un formidabile 8% che i preservativi li usano per fare sculture di lattice gonfiato a forma di margherita dal momento che non lo usano affatto.

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Ora, tutti siamo liberi di fare con il nostro corpo quel che vogliamo e per quanto sia naturale avere una posizione critica, non posso certo perdere tempo a convertire chi preferisce fare sesso in maniera scellerata. Potremmo fare gli psicologi da strapazzo e imputare a chissà quali traumi della vita la decisione di correre a 200 all’ora contro un muro di mattoni, ma resiste sempre lo stupore per quanti, in maniera consapevole, lo fanno legandosi una benda davanti agli occhi.

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