Internet, l’hard gay e il trampolino di lancio dei performer

Il porno in rete è sempre più diffuso e tutti gli attori gay devono fare i conti con questo nuovo business. Pena: l’oscurità. E i più conosciuti finiscono in TV. Come Carlo Masi

Sul fatto che il porno gay su internet costituisca ormai un’industria a parte ci sono pochi dubbi, e negli ultimi anni chi produce porno per il web è diventato sempre più severo nei confronti di chi diffonde senza permesso immagini e video sotto copyright. Comunque, nel caso qualcuno nutrisse ancora dei dubbi sul fatto che il porno gay online è diventato una cosa seria, potrebbe essere interessante segnalare il recente caso del giovane performer  Jake Lyons, che si è fatto apprezzare soprattutto su internet, ma che ha preso un po’ troppo alla leggera il suo impegno sul web. Infatti ha utilizzato alcune foto realizzate per corbinfiher.com su un sito in cui pubblicizzava la sua attività di escort. Quando corbinfisher.com lo ha scoperto gli ha chiesto un risarcimento record di un milione di dollari, poi ridotto a 35.000!

E se pensate che il tribunale non abbia preso sul serio la richiesta sbagliate di grosso: infatti la corte federale di Orlando (Florida) ha stabilito che il povero Jake Lyons dovrà davvero risarcire 5.000 $ per ognuna delle sette foto che ha utilizzato impropriamente, nonchè le spese processuali (circa 20.000 $)! In realtà in questa vicenda ci sono varie zone d’ombra, anche perchè Jack sostiene che il profilo incriminato sarebbe stato realizzato dal suo agente senza consultarlo, ma questa sentenza costituisce senza dubbio un precedente importante. A riprova del fatto che il porno gay sul web rappresenta ormai una realtà a parte, può essere interessante notare come aumentano i gay porn performer che, presenti solo sul web, diventano famosi come i loro colleghi con all’attivo decine di DVD. Esemplare il caso di Alex Marte, l’ultimo gay porn performer italiano lanciato sulla scena internazionale, che in meno di un anno è arrivato sulla copertina del prestigioso magazine Attitude (al fianco di performer cult come Francois Sagat).

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Alex Marte, però, non ha alcun DVD all’attivo. Infatti, pur avendo debuttato in un casting di lucaskazan.com un paio di anni fa e pur essendo gay dichiarato, ha preferito non andare oltre fino al 2010, quando è stato convinto a cambiare idea da Kristen Bjorn (per il cui sito ha girato la sua prima scena hard) e soprattutto dal sito inglese menatplay.com (specializzato nei maschi in giacca e cravatta). In attesa del suo primo video per il mercato DVD, prendiamo atto del fatto che il web gli ha aperto le porte di una promettente carriera. D’altra parte il web ha giovato anche anche ad un performer già affermato come Carlo Masi, che si appresta ad entrare nel cast della nuova versione italiana del Saturday Night Live (su Italia Uno da dicembre). Se si escludono reality come La fattoria e La Talpa, per avere una pornostar (ovviamente etero) nel cast di uno show televisivo italiano bisogna andare alla fine degli anni ’90, quando Luce Caponegro (in arte Selen) seppe riciclarsi in maniera ironica e intelligente come personaggio televisivo (in programmi come Ciro).

Tuttavia Selen veniva da anni e anni di presenza nel sottobosco hard delle edicole italiane, dove era persino testimonial di un mensile di fumetti: in poche parole quando arrivò in TV i media l’avevano già resa un personaggio cult. Carlo Masi, invece, non ha mai potuto contare sulle edicole italiane (che da anni non hanno più una vera nicchia gay) e se si escludono pochissime ospitate televisive (dal suo "debutto" con Gad Lerner, anni fa, alle ultime apparizioni al Chiambretti Night) i media italiani lo hanno sempre snobbato (a parte qualche intervento dei quotidiani sulle sue recenti esperienze teatrali). Tuttavia è da anni un personaggio popolarissimo sul web, e probabilmente è questo che ha fatto la differenza. Ora vedremo quale sarà il suo ruolo nello show di Italia Uno e se contribuirà in qualche modo alla causa gay o magari al superamento di qualcuno dei tanti stereotipi gay della nostra TV. Certo è che, senza l’aiuto di internet, probabilmente non avremmo visto niente del genere per chissà quanto tempo ancora.

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di Valeriano Elfodiluce