L’imprevedibile prezzo del sesso

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Un escort sgradevole e minaccioso, un cliente ostinato ma ingenuo: disavventure frequenti ma che possiamo evitare facilmente. Se però decidiamo di rischiare, poi è inutile lamentarsi.

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“Ti scrivo per denunciare pubblicamente quanto mi è successo, vorrei ke ad altri venisse evitata la brutta esperienza ke ho avuto io. ti hanno accusato di parlare troppo di sesso nella tua rubrica magari ci facciamo un piacere reciproco: tu mi aiuti a divulgare la notizia e a togliere clienti a questo delinquente e tu scrivi di cose utili”.

Qualche giorno prima che un “avvocato romano” si proponesse sul forum come cliente (www.gayforum.it/viewtopic.php?t=7596) mi era giunta questa proposta di ‘mutuo soccorso’ che, oltre a presupporre che i clienti di escort pericolosi si consultino con me, non prevede che una rubrica di sesso possa occuparsi semplicemente di sesso senza per questo sentirsi ‘inutile’. 

Visto che però non ci facciamo mancare nulla, mi pareva scortese non riferire la vicenda:

“Arrivato sotto casa lo chiamo e lui mi dice di aspettare pochi muniti xché gli stanno riparando il pc. Dopo pochi minuti lo richiamo e mi dice di aspettare ancora. Dopo 20 minuti finalmente mi richiama e mi fa salire. Entro e capisco subito di aver fatto un errore. Anche se mi stringe la mano vedo dal suo sguardo ke è arrogante. Gli ricordo la cifra concordata di 100 euro. Dalla valigia tiro fuori un abbigliamento sportivo e gli kiedo di indossarlo e allora lui mi dice ke x gli extra devo aggiungere qualcosa. Cominciamo e ci sono subito dei problemi su dove sedersi, come mettersi, etc. Non ha pazienza e si innervosisce subito. Allora mi rivesto xchè non ho + voglia di continuare. Per evitare discussioni tiro fuori dal portafoglio 100 euro. Mi dice ke non basta e ke ci vuole l’extra. Allora gli ricordo ke non ha fatto nulla e ke il tutto è durato 10 minuti. Lui mi prende x un braccio, mi minaccia e alza la voce dicendo ke l’extra è di 50 euro. Purtroppo la porta era kiusa a kiave dall’interno e lui è + grosso. Allora gli ho dato i 50 euro e sono uscito”.

Certe avventure non sono piacevoli, è comprensibile. Ma quando si sfida tutta una serie di segnali negativi (aspetto criminale delle foto, attesa eccessiva al portone, aria ancora meno allettante di persona e pretese ulteriori – che conveniva comunque quantificare e non accettare a scatola chiusa), forse un po’ di colpa l’ha anche il cliente. Il quale riconosce:

“Sono stato un cretino e uno stupido mai e poi mai avrei dovuto contattare questo disgraziato ke già dalle foto si vede ke ha una faccia da criminale… STATENE ALLA LARGA! Io non ho nulla contro gli escort ogni tanto li frequento sarei ipocrita a parlarne male, alcuni di loro sono davvero dei signori, a letto dei veri stalloni muscolosi e fuori dal letto educati affabili e cortesi, in altri casi e specie se si tratta di stranieri il rischio di avere guai è altissimo. Xché non approfitti della mia denuncia x fare un vademecum x il cliente?”.

Non essendo stato cliente ma prostituto, non saprei fare un ‘vademecum’ ma un sospettino che talune facce da criminale possano appartenere a dei criminali ce lo avevo. Come pure che sarebbe opportuno prendere precauzioni quando si incontra un perfetto sconosciuto, magari straniero, disposto a un lavoro sgradevole solo per soldi (e che magari potrebbe non accontentarsi di qualche banconota ma mirare a qualcosa in più).

“Io avevo pensato”, conclude il lettore “a contattare un altro escort ke conosco 105 kili di muscoli, fargli un regalo e fargli dare una bella lezione. Oppure andare nella sua via con un taxi o un complice e affiggere manifesti con la sua foto con la scritta "qua abita un prostituto ladro" specie sul portone di dove abita. insomma…..non credo ke agli abitanti di un kondominio faccia tanto piacere… altri suggerimenti?”

Uno solo: stattene tranquillo. La furia che monta in questi frangenti è violenta ma raramente conduce a risultati positivi. In compenso possiamo trarre utili insegnamenti (che giustificano i soldi spesi): imparare a stare più attenti, non insistere quando le circostanze non sembrano favorevoli e tenere sempre un occhio aperto anche quando lo sembrano. Infine, che la libertà ha un prezzo, considerazione che non intende essere moralistica, avendo io stesso corso consapevolmente i miei rischi.

E’ come quando si passa con il rosso. Siamo liberi di scegliere: il semaforo ci suggerisce di fermarci ma non può imporcelo realmente. Pur usando tutta la cautela del mondo, però, una volta che decidiamo di trasgredire, dobbiamo anche mettere in conto che prima o poi potremmo trovare nella buca delle lettere una bella contravvenzione.

Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, è autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista "dall’interno", e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull’universo familiare di gay, lesbiche e trans.

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