LA POSTA DEL SESSO

Da oggi Flavio Mazzini, ex prostituto che ha raccolto le sue esperienze in un libro, scrive di sesso su Gay.it. Partendo dagli aspiranti escort che gli hanno scritto in privato.

Quando è uscito “Quanti padri di famiglia“, oltre a litigare in televisione con Cecchi Paone e compagnia bella e a farmi insultare sul forum di questo sito da parte di gente che non aveva letto il libro ma lo trovava pessimo (un buontempone, felice di aver scoperto come avessi fatto a campare per anni, minacciò pure di rivelare il mio vero nome), ricevetti alcune mail, con qualche riga di complimenti e una valanga di richieste bizzarre. Non sapevo se fosse il destino di tutti gli scrittori oppure se mi fossi avventurato troppo al largo, come il vecchio Santiago di Hemingway, ma per educazione (e narcisismo) risposi, aprendo una sorta di rubrica, quasi una variante boccaccesca della posta del cuore.

Ora che la bontà non ancora canonizzata del direttore Giulio Maria mi permette miracolosamente di trattare ancora certi argomenti nel mio stile e dal mio punto di vista, dato che non ho studiato medicina né psicologia, che la mia è solo esperienza sul campo da omosessuale praticante, che negli anni ho lavorato con grandi professionisti e con grandi cialtroni, e che mi considero un semplice osservatore della realtà, ho pensato di continuare a prendere spunto da fatti realmente accaduti, con ironia e qualche nota polemica. Sperando di far cosa grata ai lettori, senza travisare i fatti ma garantendo l’anonimato a tutti, a cominciare dagli autori delle mail.

Io concludevo il libro con il capitolo “Consigli a un giovane che volesse intraprendere la professione”, giocando sull’ambiguità di parole come “vocazione” o “fuoco sacro”, applicandole in contesti diversi dal teatro o dalla fede e rivolgendomi paradossalmente ai più giovani, in un ideale cambio della guardia. Invece a contattarmi fu un uomo più grande di me:

«Ciao Flavio, COMPLIMENTI per il libro. Oltre che un vero piacere leggerlo, mi è stato davvero utile. Mi è stato regalato alla vigilia della mia prima marchetta. Ricordo l’avidità con la quale lessi le ultime pagine poco prima dell’appuntamento. Mi tremavano le gambe, sarei voluto tornare indietro. E invece ce l’ho fatta.

Da sempre aiutato da un aspetto fisico decisamente al di sopra della media, oltre che da un bell’arnese, ho spesso alternato piaceri strettamente intellettuali con altri meramente futili e narcisistici. Quindi ho pensato: perché non provare a vendere il mio corpo? Oltretutto la mia innata avidità sessuale mi ha spesso portato a fare diverse “opere di bene”. Per lo meno ora ci guadagno su. E devo dire piuttosto bene: per scopare un enorme culo peloso (la prima volta) e farmelo solo succhiare (la seconda) mi sono portato a casa ben 2000 Euro. Insomma niente male, non trovi?»

E no che non trovavo male! Ma chi li aveva mai visti tanti soldi? Dovevo essere invidioso o chiedere io consigli a lui? Però mi consolava la gratitudine e quelle gambe tremanti che mi leggevano con avidità – parola che se ci avete fatto caso ritorna. Se i teologi ispiravano vocazioni e i giallisti le rapine, io ero il maieuta del mercimonio. Poi mi giunse questa mail da un altro adepto, forse per consolarmi della precedente:

«Ciao Flavio. Ho letto qualche recensione del tuo libro – che leggerò – e l’intervista uscita su Aut. E’ da un po’ di tempo che mi sta frullando in testa l’idea di fare qualche marchetta ogni tanto. Allora, io ho 39 anni, non sono un gran figo ma riscuoto un certo successo; ho un attrezzo normale, un paio di chiappe niente male; un po’ di peluria. Sono fidanzato e quindi dovrei fare tutto un po’ nell’ombra e solo, eventualmente, a domicilio e in orari compatibili con il resto della mia vita. Ho visitato qualche sito di escorts e ho visto dei tipi che sono di gran lunga peggio di me. Io potrei addirittura selezionare la mia “clientela” (e vorrei fare proprio così). Quanto potrei chiedere a “botta”, (un cinquanta?)? Che mercato potrei avere considerando anche l’età? Poi penso che dovrei propormi come passivo perché non credo proprio che potrei avere neanche uno straccio d’erezione di fronte a certi soggetti».

Ma come? Chiedi consigli gratuiti senza aver letto il libro, non sei giovanissimo, non hai una gran dotazione e non ti si drizzerebbe, sei peloso, hai poco tempo e vorresti pure scegliere? Non ho parole. Mi vengono in mente solo quelle di Bombolo quando, prima di fare l’attore, vendeva pentole a Campo de’ Fiori. Urlava: “Mille lire! padelle a mille lire!” e se non si avvicinava nessuno nonostante il prezzo basso, chiedeva alla piazza: “Che ce volete pure er pollo dentro?”.

* * *

Flavio Mazzini, trentenne, giornalista, ha deciso di prostituirsi con uomini per raccontare le proprie esperienze nel libro “Quanti padri di famiglia” (Castelvecchi, 2005). Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso. Per scrivere a Flavio Mazzini, clicca qui.

di Flavio Mazzini

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