LE FRONTIERE DELL’HARD

Dove sono le nuove frontiere della pornografia gay? Forse dove non ve lo aspettereste mai…

Da pochi anni inizia a diffondersi il termine “porn-studies”, per indicare quegli studi che – sfidando una buona dose di tabù e preconcetti – analizzano il fenomeno della pornografia e le sue implicazioni socio-culturali. Ovviamente i porn-studies non affrontano i film porno in quanto genere cinematografico, ma in quanto fenomeno culturale a più livelli.

La pornografia può essere tollerata o demonizzata, adorata o disapprovata, discussa o taciuta, ma è indubbio che – volente o nolente – è in grado di influenzare in vario modo chi si rapporta con essa. E non solo. Secondo alcuni studi la pornografia sarebbe stata un elemento determinante persino nello sviluppo della tecnologia e della diffusione dei mezzi di comunicazione, dalla stampa a internet. In ogni caso, se si prende in considerazione l’ambito gay, la pornografia aquista un valore diverso. Laddove la pornografia etero ribadisce convenzioni e ruoli già ampiamente promossi e condivisi dalla società, la pornografia gay può rappresentare per il suo pubblico una prima occasione di relazionarsi concretamente con la propria (omo)sessualità, spesso innescando un benefico processo di autoaccettazione.

Diverse indagini condotte negli Stati Uniti hanno evidenziato che il tasso di suicidi fra gli omosessuali che fanno uso di pornografia è nettamente inferiore rispetto a quello degli omosessuali che non hanno mai visto un video gay. Ovviamente non bisogna generalizzare: come in tutti gli ambiti ci sono prodotti di qualità variabile, e non è detto che un video gay squallido e poco curato non finisca per veicolare un’immagine negativa e disprezzabile della sessualità gay, magari creando ulteriori complessi in chi lo ha visionato. Fortunatamente, anche grazie a internet, ora è più facile destreggiarsi fra registi, attori, performers e le oltre 300 case di produzione specializzate presenti sul mercato: anche per questo motivo il mondo del porno gay ha iniziato a coinvolgere il suo pubblico in forme del tutto estranee al mondo del porno etero.

Nei porno etero le attrici rimangono fondamentalmente oggetti sessuali da desiderare, mentre gli attori sono considerati come esempi da ammirare e imitare. Emblematico in questo senso il caso della Svezia, dove (come riportato da Rocco Siffredi nella sua autobiografia) a seguito di un recente boom dei video etero a tema “anal”, gli ospedali hanno registrato un enorme incremento delle ragazzine ricoverate per lesioni al retto. Nel porno gay gli attori hanno sicuramente il duplice ruolo di oggetti ed esempi sessuali, ma nel loro caso si aggiungono almeno due valenze del tutto assenti nell’ambito etero. La prima sta nel fatto che gli attori gay compiono atti che non sono solo “osceni”, ma che sono anche ritenuti inaccettabili da buona parte della società: in un certo senso sono degli “eroi” che sfidano apertamente (e col sorriso sulle labbra) quelle convenzioni che ancora opprimono quotidianamente il gay medio. La seconda valenza specifica del porno gay sta nel fatto che – oggi – il pubblico può prendere come esempio gli attori non solo a livello di performance sessuale, ma anche osservando il loro rapporto con la condizione e l’identità omosessuale nel suo insieme. Il fatto che poi ci siano diversi attori e performers che si definiscono etero o bisessuali (in gergo “gay-for-pay”, cioè gay per denaro), non fa altro che attenuare ulteriormente lo stigma sociale e religioso che ha avvolto da sempre certe pratiche sessuali, con innegabili benefici psicologici anche per si considera omosessuale al 100%.

A facilitare questo processo c’è anche una divisione sempre più attenuata fra le produzioni hardcore…

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A facilitare questo processo c’è anche una divisione sempre più attenuata fra le produzioni hardcore e quelle propriamente porno. Teoricamente il porno si dovrebbe limitare alla rappresentazione di un atto – o una serie di atti – più meno riusciti, una sorta di documentario, mentre l’hardcore avrebbe più elementi in comune con il cinema erotico che con i documentari: rappresentazioni emotive, una sorta di canovaccio, un minimo di recitazione e la cura di dettagli come l’espressività e la tecnica di ripresa (regia, fotografia, ecc). Oggi questa distinzione, perlomeno nella pornografia gay di qualità, sembra davvero molto sottile: dai siti internet a pagamento ai DVD delle maggiori case di produzione, questa tendenza sembra affermarsi sempre di più. Gli attori gay non devono più limitarsi a rappresentare un amplesso ideale, ma devono anche saper comunicare le sensazioni e la passione che lo accompagnano e – possibilmente – il fatto che non hanno alcun senso di colpa al riguardo.

Senza voler ribadire l’importanza del linguaggio non verbale e di come la sessualità sia di per sè una forma di comunicazione (tanto che molti primati la usano proprio in mancanza di un linguaggio più articolato), è abbastanza evidente che il confine fra ciò che è porno e ciò che non lo è sia sempre più sottile. Se, ad esempio, consideriamo pornografica una scena a tre in un qualsiasi DVD della casa di produzione Bel Ami, come dovremmo considerare la scena gay a tre proposta nei cinema da un film provocante come Shortbus?

In alcune sequenze regia, fotografia, interpretazione, partecipazione e “atmosfera” sono quasi indistinguibili. Questa è una delle ragioni per cui, ultimamente, intorno al mondo del porno gay si sta creando una nuova generazione di fans interessata agli attori nel loro complesso (ne più ne meno di quanto i fans del cinema tradizionale sono interessati alla vita dei loro beniamini), e di ritorno le nuove generazioni di attori porno gay sono ben felici di interagire più direttamente con i loro fans e con le loro problematiche. Per fare un esempio recente e socialmente impegnato, i porn stars Parker Williams, Matt Cole, Matthew Rush, Michael Brandon, Derrick Hanson, Jay Black e Tom Lazzari hanno posato tutti insieme per una campagna statunitense contro l’uso del crystal (che per chi non lo sapesse è una nuova droga sintetica, particolarmente diffusa nelle discoteche gay).

In effetti l’esempio che alcuni performers stanno offrendo alla comunità gay è decisamente rincuorante, soprattutto ripetto ai loro equivalenti eterosessuali. Per fare un esempio calzante basta confrontare il modo con cui Johnny Hazzard (pluripremiato rampollo della Rascal Video di Chi Chi La Rue) e Omar Galanti (riconosciuto recentemente da Rocco Siffredi come suo “erede legittimo”) hanno deciso di proporsi su internet.

Il primo ha un sito dove pubblicizza i suoi lavori, mentre il secondo ha un sito a pagamento dove mette in mostra i filmati delle sue conquiste. Dove sta la differenza? Il fiore all’occhiello di Johnny Hazzard non è il suo sito commerciale, ma un bellissimo blog dove si racconta per quello che è: un ragazzo che ama la vita, il sesso, la musica, i suoi amici e la sua famiglia. Laddove Omar Galanti fa l’elenco delle sue partners e delle sue (estreme) esperienze sessuali, Johnny Hazzard condivide le foto delle sue vacanze, del pranzo di Natale con i suoi e le sue castissime riprese “fatte in casa” (dove tra l’altro dimostra di saper ballare quasi meglio di come fa sesso). Forse tutto questo nuovo modo di intendere la pornografia e la carriera di porno attore significa che il sesso – perlomeno in ambito gay – inizia a non essere più circoscritto in un ambito “a parte”, ma inizia ad essere percepito come parte integrante della vita, e ciò è sicuramente positivo.

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Vuoi confrontare i siti di cui abbiamo parlato?
Il sito ufficiale di Omar Galanti è http://www.omargalanti.com/
Il sito ufficiale di Johnny Hazzard è http://www.hazzardxxx.com/
Il BLOG ufficiale di Johnny Hazzard è http://www.hazzardahead.com/

Vuoi vedere come balla Johnny Hazzard?
http://www.youtube.com/watch?v=SxWybo3baMg
http://www.youtube.com/watch?v=tNUxGBb_c2o

Vuoi sentire come canta Johnny Hazzard?
http://www.youtube.com/watch?v=E2cO7_jYU7U&NR

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di Valeriano Elfodiluce