Le passioni nascoste

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Tra i gay c'è chi grida solo per il piacere di farsi sentire e chi invece confida passioni nascoste. Scoprendo magari di non essere il solo ad averle....

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Dai tempi remoti in cui mi proposero di occuparmi di sesso su Gay.it, praticamente ogni sabato esce un mio pezzo e, altrettanto regolarmente, ogni lunedì mi giungono alcune mail dei lettori. Contemporaneamente do un’occhiata alle discussioni che in genere si scatenano sul forum. E sono giunto alla conclusione che noi gay siamo un tantino isteriche.

Non fraintendetemi, non voglio fare l’incompreso, reagendo col veleno al veleno ricevuto o fregiandomi degli elogi quasi fossero statuette hollywoodiane. Non farò discorsi, non ringrazierò la mia famiglia e quanti mi hanno sostenuto, ma mi posiziono comodamente nell’elenco delle isteriche. Ci tengo solo a spiegare che ho notato una differenza tra i messaggi del forum e quelli che invece mi pervengono attraverso la procedura "Scrivi a Flavio", e che posso leggere solo io. Oltre, ovviamente, alla redazione.

Mentre sul forum i toni sono accesi e gli insulti veraci come le vongole di un buon ristorante, saporite ma non impossibili da digerire, nei messaggi ‘in privato’ evidentemente non vi è l’obiettivo di farsi sentire da tutti e quindi nemmeno la necessità di calcare la mano. Sono sfoghi, critiche positive e negative, richieste di consigli e altro ancora, ma sempre una corrispondenza intima tra chi scrive e me.

Emergono insomma due anime di noi gay: una esibizionista, sfacciata, urlata e un’altra più raccolta, gentile, disposta al dialogo. Quasi che scrivere privatamente all’autore anziché su un forum corrisponda a incontrarlo piuttosto che parlare di lui in sua assenza ad una riunione di condominio. È straordinario come il virtuale segua gli stessi comportamenti del reale, perfino buttando giù due righe sul sesso. Non a caso, i forum dopo il quarto o quinto messaggio (più raramente oltre) tendono a parlare di altro e la buttano in caciara. Proprio come in una riunione di condominio.

Tra le poche eccezioni a questo atteggiamento, vi segnalo la mail di un tizio che, commentando il pezzo sulla disavventura con un escort, doveva avercela con i gay ricchi e capricciosi (o con i gay in genere), perché pareva non aver capito che la vicenda non riguardava me ma un altro lettore:

scusa ma di quella faccia di delinquenti ti sei atratto e sei andato per che era grosso ed era quello che volevi se non ti piaceva non saresti andato…secondo se uno chiede di mettere atrezzi, vetidi vari quello e un extra e si paga ma voi pensate certe volte che une scort deve essere li e essere comandato …ma frocci dell cazzo …volete cazzo ..PAGATE E BENE.

Tutto a posto. Per il resto, se nelle ultime settimane ho parlato di pacchi, prostituti, sessuomania, tradimenti, tentazioni, piccoli e brutti, perfino di odori e sapori (come nel caso del cannibale…), regolarmente ho ricevuto grida euripidee sul forum e mail pacate in privato. Quello che però non mi sarei mai aspettato era che qualcuno mi scrivesse a riguardo della nuca: Ne ho accarezzate alcune… del muratore che mi stava ristrutturando casa… leggermente sudata per via del caldo estivo e del lavoro… oppure del commesso carino che mi aiutava a scegliere il jeans da comprare… o dell’impiantista seduto al mio tavolo mentre compilava il libretto di manutenzione e io in piedi a fianco a lui… mano sulla spalla che poi si sposta sulla nuca e la carezza lentamente….

E un altro ancora: Mi ritrovo per strada a seguire uomini che hanno il collo nudo lungo e sexy e magari poi, come si girano, hanno un volto poco attraente. Non so perché ma accarezzare, massaggiare, leccare e baciare la nuca di un uomo è la cosa più eccitante che mi possa accadere. A quando un bel libro di foto con le nuche più belle? A quando un bel servizio sugli amanti del genere? Quando ero giovane sui giornali vedevo sempre la pubblicità di un profumo maschile accompagnata dalla foto di una bella nuca: credo sia stata l’immagine che mi abbia fatto capire che mi piacevano gli uomini. E da quel giorno….

Due mail non costituiscono certo rilievo statistico, però mi lasciano capire che il sesso, la fantasia, il desiderio, l’erotismo – e non solo per noi gay – davvero non hanno barriere troppo definite e che qualunque cosa, una parte del corpo, un dettaglio, un gesto, un odore, un tono di voce, può fare la differenza. E chissà che presto non si formi anche un gruppo di amanti della nuca. Con una propria rivista.

Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, è autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista "dall’interno", e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull’universo familiare di gay, lesbiche e trans.

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