MEGLIO ‘BOSCHETTARO’?

Tra curiosi dell’erotismo estremo e spietati censori, qualcuno si domanda se l’astinenza abbia senso.

In tutta onestà, con un sedicenne suicida perché gli danno del gay, senza che si sia capito nemmeno se lo fosse o no – tutti negano, pare negasse anche lui – e ammesso che scoprirlo possa cambiare di una virgola le cose, a me non andrebbe tanto di parlare di sesso. Mi piacerebbe piuttosto che il vicario di Cristo trovasse il tempo, in questa santa Pasqua e dopo tanti anatemi, anche per una parola d’amore, almeno questa volta, almeno per un ragazzo disperato che si è tolto la vita, almeno per cercare di evitare che altri compiano gesti simili. Mi piacerebbe. Ma non mi illudo.

Curando io la rubrica Sesso, sono obbligato a cambiare argomento, come non dubito faranno presto anche i mass media, sensibili come sono. Quanto a me, non volendo proporre nuove situazioni, ne approfitto allora per lasciare la parola ai lettori, alle tante mail ricevute a seguito delle ultime due provocazioni lanciate.

La prima, ricordo, riguardava il Prosperini, l’assessore ai giovani (ariani) che ci vorrebbe sterminare – e che nessuno ha ancora sollevato dal suo incarico – e di cui parlavo usando il pretesto della merda, invitando paradossalmente chi fosse interessato alla materia a scrivermi. Mi aspettavo una discussione politica. Ho ricevuto quanto segue:

«Ho letto il tuo articolo sul sesso estremo. Sono qui per cogliere il tuo invito a parlarne ancora e per saperne di più! Ciao a presto».

«Parlando di clisteri… non mi sembrano così risolutivi. Non capisco come andrebbero fatti e quanto tempo prima e in che quantità, anche perchè mi è capitato appunto di farmi un clistere poco prima di un incontro e mandare a monte la serata a causa di mal di stomaco e una persistente sensazione ‘imbarazzante’ di dissenteria. spero che almeno tu (!!) sarai in grado di risolvere questo mio vecchio dilemma. mille grazie!»

«Ciao Flavio, ho letto il tuo articolo ‘fantasie davvero estreme’ e ti chiedo il favore di raccontarmi ciò che hai sentito, visto o provato direttamente circa il pissing ma soprattutto lo scat (anzi indicami qualche sito dove trovo qualcosa). grazie».

«Ciao a me interessano i tuoi racconti spinti :=)».

«Perchè la merda è un così grosso tabù per te?Io ho praticato scat e mi piace:lo ammetto liberamente. E sarei interessato a conoscere siti dove si tratti l’argomento. Ti mando un bacio sul tuo buco di culo sporco di merda, subito dopo aver cagato».

«Vorrei sapere i particolari del tipo che voleva la cacca addosso».

Messe da parte – con la pupù – le mie velleità di agitatore culturale, sono passato al sesso come passatempo nei momenti di stanca, nelle giornate morte, nelle fasi di depressione. Qui il dibattito scatenatosi parrebbe meno monocorde. Ovviamente qualcuno mi ha puntato l’indice contro:

«Ma perché parli al plurale?: ‘perché quando ci annoiamo pensiamo subito al sesso?’… Quello ci penserai tu perché sei un sessuomane…

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«Ma perché parli al plurale?: ‘perché quando ci annoiamo pensiamo subito al sesso?’… Quello ci penserai tu perché sei un sessuomane, ma non parlare per tutti… non siamo tutti boschettare come te…».

Delizioso: “boschettara” davvero mi mancava. Però le lettere precedenti dimostrano che il sesso coinvolge, e molto, non solo il sottoscritto, per quanto alcuni vogliano fingere che non sia così. Un altro lettore opera una precisa distinzione:

«Io credo che il sesso take away alla lunga sia noioso e lasci un gran senso di vuoto, o almeno così è x me. Cosa me ne faccio di un maschio diverso tutti i giorni, anche se “bono”? Ho un cuore da riempire,e per quello ci vuole un qualche tipo di legame, e ho sperimentato che la relazione, l’intimità, migliora di gran lunga la stessa qualità del sesso».

Il sesso, se c’è anche l’amore, ha una marcia in più: touché!

Ma poi, il colpo di scena:

«Purtroppo il mio ex non la pensa così: continua a scopare con me, alla grande, (e non solo con me immagino…), ma non ha esigenze di cuore da soddisfare, e per questo vive molto meglio di me. Sono certo però, e lui lo conferma, che il sesso con me è assai meglio di quello che può fare con il più gran bonazzo che può rimorchiare in un battuage qualunque».

Potrei congedarmi così, con questo finale ottimista, degno compromesso tra sesso e amore, meravigliosa illusione di essere ognuno il massimo (anche a letto) per il partner – anche quando lui non lo è per noi.

La mia morale dubbia però non me lo permette. Perdonatemi dunque, ma preferisco chiudere con una lettera malinconica e profondamente dubitativa (qualcuno con disprezzo direbbe relativista):

«Da un certo punto di vista ti invidio… Sono sempre stato in disaccordo con quello che scrivevi, però mi rendo conto che vivere il sesso serenamente è bello. È da oltre un anno che non pratico ed ho 25 anni, ho deciso di farlo solo in conseguenza ad un innamoramento, perché le volte in cui ho fatto sesso fine a se stesso dopo mi sono sentito completamente vuoto. Delle volte però mi chiedo se mi sentirei vuoto anche senza praticarlo, perchè nell’ultimo anno la situazione è rimasta uguale. Credo anche che tutto nasca dal mio pessimo rapporto con il sesso, quindi invidio te e tutti quelli che riescono a farlo senza troppi pensieri, siete fortunati. Roberto»

A me sembra molto bella, la più bella di tutte. Buona Pasqua, Roberto.

Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, è autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista “dall’interno”, e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull’universo familiare di gay, lesbiche e trans.
Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.

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di Flavio Mazzini