ORMONI ESTIVI

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Fra gli scherzi che il cado estivo riserva c'è anche quello dell'aumento degli ormoni. Per un gay può essere devastante. Che fare?

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Dicono che adesso l’afa si placherà e il caldo sarà più mite.
Dicono tante cose, magari questa sarà anche vera. Ma, seppure fosse, col caldo si andranno stemperando anche gli ormoni ormai impazziti?
Non so a quanti di voi l’estate faccia lo stesso effetto, ma al sottoscritto prendono delle vampate talmente pericolose che prima o poi commetterò uno sproposito. Tipo mi avvicinerò alla fermata dell’autobus offrendo passaggi sul mio scooter a tutti gli sconosciuti carini. Oppure salterò addosso alla mia coinquilina dalle tette enormi (gli ormoni impazziti non conoscono ostacoli).
Come si fa a gestire questa fame furiosa di sesso? Chi condivide la mia situazione quali alternative mi può offrire?
Gli anni scorsi cercavo di controllarmi sulle rive dell’odoroso Tevere, grazie all’Altra Sponda, manifestazione piuttosto rilassante e poco mondana, alternando magari con qualche salto a Monte Caprino, che era proprio a due passi…
Quest’anno invece, orfano di quella quiete quasi calvinista e poco incline alle resse selvagge ma caste del Village, non mi resterà molta scelta: trascorrerò le serate in locali impegnandomi in perpetui incontri di tennis con lo sguardo, disponibile a prendermi chiunque pur di tenere a bada questa febbre del sesso. Per fortuna i miei amici sono come me, non a caso uno di loro, raffinato storico dell’arte e culattone professionista, dice sempre che in tanti anni passati insieme nei locali non ci siamo mai guardati in faccia.
Se poi si progettano le vacanze, che si tratti di un weekend o di una settimana al mare, bisogna
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Se poi si progettano le vacanze, che si tratti di un weekend o di una settimana al mare, bisogna ricordarsi di evitare località troppo etero, specialmente quelle cosiddette per famiglie: si finirebbe alle soglie delle manette. L’anno scorso mi sono trovato immerso in un contesto simile nella Liguria avara non solo di omosessuali ma anche di maschioni, verificando di persona che certi adolescenti crescono molto, troppo più in fretta della loro carta d’identità.
Per impedirmi allora spropositi causati dal sole rovente ho deciso che la montagna è meglio del mare: ci sono meno tentazioni e si evitano pure strani triangoli di sguardi, del tipo tu guardi lui, lui guarda lei, lei guarda te, almeno fino a che capisce e dice a se stessa: «Tutti froci!».
Un’alternativa intelligente potrebbe essere proprio il Baccanale di cui parlavo tempo fa nell’articolo sulle orge (all’epoca con distacco da cronista indifferente), ma manca più di un mese e se, nel frattempo, uno di questi incontri roventi dovesse divenire cosa seria, rischierei di perdere l’attimo: l’orgia a cielo aperto dura solo una settimana e potrebbe andare a finire come tante altre volte in cui, quando arriva la serata che più ci interessa, dopo giorni e giorni di pensieri osceni a riguardo, capita l’inconveniente e salta tutto.
Eh, sì, perché l’estate non è solo tempo di pensieri sconci ma anche malinconico segno della memoria che ci riporta agli anni più verdi e ci fa innamorare più facilmente. Nasce quindi l’ennesimo e ancor più effimero conflitto tra sesso e amore. Meglio acchiappare l’uomo ideale e vivere una storia che per un po’ ci sembrerà eterna oppure fare più sesso possibile, finché è possibile?
Il problema si fa ancor più grave, se la storia è preesistente l’inizio del caldo. Gestire un rapporto diventa difficile e i nodi vengono al pettine: se il fidanzato parte e ci lascia soli per un pezzo le tentazioni sono davvero troppe, ma se resta è forse ancora più difficile fingere di non guardare quello che c’è attorno.
Ho chiesto allora consiglio al mio ex coinquilino veneto, uno che magari non brilla di luce propria ma che è un esperto di questa duplice ricerca, dell’uomo ideale e del cazzo ideale. Mi ha risposto che d’estate si suda troppo e che il vero finocchio in questo periodo pensa alla linea. L’ho detto che non brilla di luce propria ma, chissà, forse quella è davvero la soluzione.
Flavio Mazzini, trentenne, giornalista, ha deciso di prostituirsi con uomini per raccontare le proprie esperienze nel libro Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005). Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.
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di Flavio Mazzini

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