OSSESSIONE ETERO

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Andare con un etero, per alcuni può diventare una vera e propria ossessione.

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«Se dovessi fare sesso con un uomo, lo farei con te, mi pare ovvio”.»
L’ultimo mio coinquilino etero, pochi giorni prima di partire, mi ha detto queste esatte parole. Al termine di una cena quasi intima, confidenziale, in cui si era parlato di vizietti vari, specialmente riguardanti una ragazza con cui lui era stato, ignorando che era uscita da poco da una lunga storia saffica.
Gli raccontavo le mie antiche relazioni “normali” e quelle dei miei amici o ex fidanzati, in un’elasticità che effettivamente per molti omosessuali esiste, che alcune donne non disdegnano, ma che a molti maschi etero pare ancora un’aberrazione.
Nel mio caso fare sesso con una ragazza carina, snella e -ovviamente- senza peli è sicuramente inferiore come prospettiva che farlo con un suo omologo maschietto. Ma è certamente più allettante che farlo con un uomo lontano dai miei canoni. L’organo genitale principale ha il suo peso, certo, ma il contesto, la situazioni, le appendici sono altrettanto importanti.
Non mi definisco bisessuale per questo ma credo che molti etero, se non avessero paura di essere giudicati dagli altri o di scavare troppo a fondo nei meandri della propria sessualità (e non solo), farebbero lo stesso.
Ma questo tema, quanto mai attuale, non viene mai affrontato come si deve, a parte -mi si consenta- da pochi coraggiosi, tra cui il mio editore.
Alberto Castelvecchi non è solo grifagno come un serial killer e odoroso di incensi come un santone indiano, ma il suo pericoloso fiuto da editore eterosessuale lo spinge pericolosamente verso troppe realtà ai margini, tant’è che pubblica fin troppi libri gay, tra cui i miei e il ben più nobile, recente e corposo Il tramonto dei gay, di Bert Archer.
Dove si tocca proprio questo punto dolente: quello della morte dell’etero, laddove questi non è più costretto a ribadire la propria virilità senza macchia ma può giocare col suo affare un po’ come e dove capita.
Per certi ragazzetti più femminili questa non è un’esperienza insolita ma anche per chi femminile non è
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Per certi ragazzetti più femminili questa non è un’esperienza insolita ma anche per chi femminile non è sarà capitato di trovarsi in situazioni elettriche, magari non concluse per colpa di una ragazza gelosa o di paure eccessive.
Maschi che si mostrano nudi, fieri del loro corpo, maschi che si lasciano toccare senza il timore di essere contagiati. Il sesso, lo capiscono a volte perfino loro, è anche sul momento, non è solo la lista della spesa, quello che fai e quello che non fai.
Il sesso è anche avere di fronte una persona lontana anni luce dai propri canoni eppure lasciarsi andare, magari per una volta, magari solo facendosi un po’ toccare. E nel Tramonto c’è proprio questo incipit, il classico bulletto da college che non esclude di poter andare con un altro ragazzo.
Le definizioni servono alla Zanichelli, non agli uomini. Stringersi in categorie, soffocarsi in branchi di camerati o di sorelle non spiega la psicologia e tanto meno la sessualità di una persona. Siamo tutti diversi e tutti abbiamo in comune qualcosa.
Senza voler dire che siamo tutti BI, chi più chi meno, perché forse la bisessualità (mi perdoni l’amico esule canadese) è destinata a scomparire come e più delle altre categorie, proprio quando non ci definiremo più per illuderci di esistere.
Che poi tutto questo possa servire per convincere un maschietto a lasciarsi andare almeno per una sera, è un altro discorso.
Perché, mosse subdole a parte, anch’io mi sono chiesto cosa fare, se approfittare della partenza del mio coinquilino, se circuirlo, farlo bere, massaggiarlo, se creare un’atmosfera o accontentarmi di quello che mi aveva detto, una specie di complimento non richiesto e decisamente gratificante.
Mancano pochi giorni alla sua partenza. Voi che dite?
Flavio Mazzini, trentenne, giornalista, ha deciso di prostituirsi con uomini per raccontare le proprie esperienze nel libro “Quanti padri di famiglia” (Castelvecchi, 2005). Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.
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di Flavio Mazzini

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