Quando gli orsi fanno: “Woof”

Maschili e rigorosamente villosi rappresentano l’eccezione allo stereotipo del gay depilato o effemminato: sono gli orsetti, che dal cub al musclebear costituiscono il variegato universo ursino.

Nell’immaginario collettivo, in verità più spiccatamente presente nelle testoline di chi conosce poco la comunità gay vera e propria piena di mille sfaccettature e variabili, un omosessuale è attratto dall’uomo che può essere classificabile come oggettivamente bello. Un ragazzo gay ricerca solo un personaggio che racchiuda in sé quei canoni tipici di un maschietto fascinoso e sensuale. Ecco quindi la mente fervida che crea, come in un editor da videogioco, un uomo che abbia splendidi occhi azzurri oppure neri come la brace, un sorriso fantastico che sembra saltato fuori da una pubblicità del miglior dentifricio, un aspetto slanciato e curato che non lasci dubbi riguardo un’assidua frequentazione di palestre, piscine o altri luoghi dove scolpire il proprio addome, nonché una taglia che potrebbe tranquillamente permettergli di sfilare sulle passerelle per i migliori stilisti in circolazione senza nessun problema.

Insomma non ci vogliono tanti sforzi per capire come un qualunque eterosessuale possa vedere il possibile sogno erotico di un gay qualunque. Questo non è lontano dalla realtà, vista la considerevole attrattiva di un elemento di questo tipo, ma non è detto che questo cliché sia da affibbiarsi ad ogni uomo sulla faccia della terra che preferisca due spalle forti e maschili ad un bacino sinuoso e morbido di una qualunque donna. Ecco quindi il grande successo della comunità ursina, quella società per nulla segreta che include tutti quegli uomini che comunemente vengono definiti orsi, rispettando alcuni particolari canoni molto cari allo stereotipo dell’"uomo" visto dalla comunità gay, enfatizzando tutti gli aspetti tipici di un fisico particolarmente maschile, sottolineando la spiccata differenza con le tipologie più femminili di maschio.

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Barba folta e un po’ aggressiva o pizzetto curato e attira-baci, una pancetta non esattamente adatta per pubblicizzare i risultati di un bibitone dimagrante o addirittura un esponente del mangiar bene che potrebbe partecipare a mister ciccione, il tutto condito da pelo, pelo e ancora pelo. Questi sono gli elementi predominanti che solleticano il lato erotico di chi apprezza le caratteristiche tipiche dell’orso, quell’uomo dall’aria virile e mascolina che piace proprio per questo suo celare agli occhi di tutti la propria omosessualità, non per vergogna o mancata accettazione, ma semplicemente per seguire la propria natura. Varie le tipologie che fanno impazzire i cosiddetti cacciatori, pronti col fucile spianato per mettere in trappola il daddy bear di turno, con i capelli già bianchi ma con l’aria di chi ancora può offrire discreto divertimento tra le lenzuola e non solo, fino a chi non vede l’ora di svezzare un cub, un cucciolo d’orso che si avvicinerà pian piano con l’età agli esemplari più adulti, senza dimenticare quelle montagne di muscoli pelose, comunemente etichettati musclebear, che titillano i sogni erotici di molti, incarnando l’ideale di maschio perfetto e possente.

Cappellini con la visiera e occhiali scuri abbinati ad un abbigliamento da boscaiolo di montagna realizzano in pieno il cliché dell’orso da enciclopedia gay, con le apprezzatissime varianti in giacca e cravatta per quei manager rampanti dal pizzetto erotico, fino alla tenuta in pelle per il rimorchio da locale tra i più trasgressivi. “Perché darsi da fare con i ragazzi che seguono lo stile metrosexual o con chi si ostina a depilarsi anche nelle zone intime quando c’è in giro qualcuno che riesce a catalizzare in pieno tutto quello che fa almeno esteriormente di un uomo, un uomo?” E’ ciò che pensano i tanti appassionati del genere ursino, quelli che adorano spaparanzarsi sui pancioni prominenti dopo una nottata di buon sesso o che amano accoccolarsi tra le braccia pelose dell’orsetto di turno dopo una valanga di coccole, uno dei pochi sport che gli orsi praticano a dovere senza stancarsi mai. Una comunità nella comunità che tra locali dedicati e film a tematica continua ancora oggi a risultare tra le più seguite ed erotizzanti.

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di Stefano Orsini