QUEI SITI DI ANNUNCI, A VOLTE..

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"Imbroccare" sui siti di annunci è diventato quasi un lavoro, a volte estenuante e faticoso. Come ogni professione, col tempo si accumula una esperienza tale da creare (squallidi)...

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Apro il mio profilo da comune utente e ricevo la seguente proposta:
Ciao io sono XXXXX e scrivo da Roma Tuscolana. 33 anni 175 80 (in rapida perdita di peso) maschio carino simpatico dolce passionale passivo allegro e con tanta voglia di innamorarmi. Adoro cucinare, adoro il cinema, le serate romantiche ed il mare. Vivo da solo. Vorrei trovare l’amore della mia vita…
Mi occupo di informatica come direttore marketing e project manager…
sono arbitro di pallavolo (lo sport che preferisco), adoro la musica ed il cinema… Ti andrebbe di conoscerci? Mio indirizzo email è XXXXX Spero di sentirti prestissimo e sopratutto spero Parship ci abbia preso nel segnalarti.
bacio
XXXXX
p.s. un difetto ce l’ho anche io: non so guidare sono un disastro.. sai cosa vuol dire staccare la leva del cambio???!?!?

Il bello è che sto signore pochi giorni dopo mi manda una lettera identica su un altro profilo di un altro sito. L’unica differenza era il peso, forse a causa della dieta rigorosa di cui mi aveva parlato. Era sceso a 75, o almeno così dichiarava. Invece lo spassosissimo riferimento alla leva del cambio era immutato, una battuta per tutte le occasioni, che nel mio caso ha prodotto, insieme al misterioso Parship che mi avrebbe segnalato a lui (ma in entrambi i siti?), solo l’effetto di cestinarlo senza nemmeno la curiosità di capire se dal vivo fosse altrettanto sorprendente.
Questo per non parlare dei ragazzi russi che da un po’ mi hanno preso di mira in cerca di amicizie telematiche. Sulle prime ci sono cascato in pieno, poi quando hanno cominciato a diventare un’abitudine ho capito che ci doveva essere qualcosa sotto. Non so cosa, ma certamente una proposta ancora meno allettante del povero disgraziato di cui sopra, in fondo un semplice aspirante umorista condizionato dalla propria astinenza.
Mo’ non per fare i moralisti, ché sono l’ultimo che potrebbe cimentarsi in quella che considero
Continua in seconda pagina^d
Mo’ non per fare i moralisti, ché sono l’ultimo che potrebbe cimentarsi in quella che considero un’esclusiva della generazione di prima della guerra e di quella attuale dei ventenni spocchiosetti, però…
Però dal mondo virtuale nasce una questione: come sbrigare velocemente la pratica dell’approccio dicendo qualcosa di sé all’altro, trasmettendo la sensazione che quelle parole sono sgorgate spontaneamente e non riciclate allo stesso modo con chiunque capiti, in attesa del primo che ci stia?
Non si può mica ogni volta aspettare di essere colpiti da un fulmine davanti a uno scarno (per quanto promettente) profilo, però bisogna anche evitare questi sproloqui apparentemente confidenziali, altrimenti si rischia di finire cestinati peggio che se si fosse scritto il più classico “Cerco sesso. Mi sembri carino. Ti va di approfondire?”.
Rimorchiare in chat o su Me2 è questione di stile e anche di fortuna. Bisogna sempre che dall’altra parte ci sia interesse, certo, ma è importante pure usare le parole adatte secondo chi ci troviamo di fronte: piccole variazioni sul tema di fondo (chi siamo e cosa cerchiamo), che contengano magari riferimenti precisi a quel poco che sappiamo della persona cui stiamo scrivendo.
Se si è in cerca dell’amore, ma sul serio (non solo per nascondere ormoni impazziti dietro una cortina di perbenismo), e ci si illude di poterlo mendicare davanti a uno schermo, bisogna avere il coraggio e la pazienza di cominciare ogni volta da capo, oppure essere sintetici ma facendo riferimento al proprio profilo, dove dovrebbe essere racchiusa la summa di pensieri e sogni di sposa.
Se invece è solo un incontro quel che si vuole, non servono troppi ammiccamenti ruffiani e banalotti. Meglio limitarsi ad una constatazione amichevole sulla coincidenza dei dati: “Non siamo poi così lontani. Sembriamo compatibili sessualmente, stando a quel che scrivi. Magari potremmo conoscerci di persona…”.
Certo, se ci provi con dieci ci sono più possibilità di riuscita che se ci provi con uno solo, magari sulla carta inarrivabile. Inoltre le conoscenza vere sono solo quelle di quando poi ci si vede, qualunque sia l’esito finale, mentre i lunghi rapporti (via mail o Msn) portano solo a strazianti attese, quando non ad evitabili equivoci.
Non è disdicevole, suvvia. Basterebbe però quel minimo di buon senso per non trasmettere a chi sta dall’altra parte il senso di una fotocopia, di un “Vediamo chi ci casca per primo”. Se si cerca una scopatina furtiva è meglio essere sintetici e chiari. Poi magari da cosa nasce cosa. Ma sempre guardando l’altro negli occhi. E magari sbirciando anche altrove…
Flavio Mazzini, trentenne, giornalista, ha deciso di prostituirsi con uomini per raccontare le proprie esperienze nel libro “Quanti padri di famiglia” (Castelvecchi, 2005). Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.
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di Flavio Mazzini

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