SESSO ALL’APERTO 4

Sole, corpi nudi e incontri: guida libertina a due spiagge di piacere.

Farsi guardare. Esibirsi nudi sotto un sole che carezza e penetra. Lasciare che il nostro corpo, perfetto o segnato, ambrato o bianco, cadente o tonico, magro, grasso, striato da smagliature o completamente liscio, possa essere vivificato dagli sguardi altrui. Corpi in attesa. Corpi esposti per rimorchiare e non essere più soli. Corpi da regalare per sentirsi principesse o imperatori del desiderio altrui. Corpi completamente depilati, o con morbidi ciuffi nei punti strategici. Pensieri inconsapevoli, voglia di toccare e di toccarsi, voglia di guardare. Questa stagione estiva spinge a cercare spiagge che possono diventare un perfetto palcoscenico per checche esibizioniste, per donne assatanate, per uomini vogliosi, per scambisti stufi dei privé, per coppie di ragazze , perfette gemelle alla ricerca di spettatori consapevoli della loro bellezza inquietante di bambole da fottere. Distese di calda sabbia dove abbandonarsi al ripetitivo e costante sciabordio delle onde e al sole, complice vagabondo. Spiagge perfette che generano sentimenti di onnipotenza e diventano luoghi di incontro non più nascosti e bui, ma luminosi, a disposizione di tutti, sensuali, intriganti, imperdibili. Boudoir di sogno, dove , come in un film alla moviola, si osservano pose sofisticate di esperti sodomiti , guardoni, solitari prestigiatori del piacere, o uomini e donne maestri di sottili abilità libertine.

Perse le remore dell’abito, del ruolo sociale. Liberi, finalmente, di vedersi, e vedere, fuori dalla protettiva penombra dei locali. Di toccarsi e toccare. Liberi di annusare. Labbra come lame taglienti, lingue confuse con peni. Tutto. 

Stare in acqua completamente nudi, godere degli sfioramenti di qualcuno, percepire un pene contro la nostra schiena, non sfuggire a un contatto prima furtivo che poi diventa un profondo invito a lasciarsi andare, è uno di quei piaceri di cui non ci si può assolutamente privare. I costumi gettati lontano. L’acqua che ti entra dentro, ti scalda, fa il solletico. Dilata, massaggia, poi lascia abbandonati, arresi, pronti a tutto. Anche ad assecondare sconosciuti a compiere su di noi eccessi di ogni tipo al riparo della pineta. Io ho conosciuto questi piaceri grazie a un’ amica dal corpo simile a quello di una venere, e grazie ad alcuni amici gay, assidui frequentatori, che mi hanno portato alla Bassona. Non avevo idea di cosa fosse e ho scoperto una spiaggia splendida, un angolo di paradiso. Ci si perde nel toccarsi e nel toccare, nelle carezze, nei baci. Lingue che indugiano su carni maschili e femminili, accompagnate dall’eterno ritorno delle onde schiumose. Incontri, destinati forse a durare , o a svanire di sera, quando il cielo diventa scuro e la spiaggia fredda e quasi deserta. 

Mi sono avventurata nella pineta, unica femmina coraggiosa capace di avventurarsi nella foresta incantata degli incontri gay. Vogliosa di attraversare tutte le frontiere. Uomini dalle molteplici doti si impossessavano di sublimi delizie anali e io mi mordevo le labbra dal piacere. Altri si chinavano su peni esibiti in superlative erezioni, deglutendoli completamente per poi lasciarli ricoperti di calda saliva. Poi in tre mi hanno invitato ad avvicinarmi. Per toccare dove volevano loro, per sfiorare sessi un po’ curvi, e piccoli capezzoli. Potevo mordere se volevo, l’ ho fatto. Potevo avvicinare la lingua, compiendo fragili acrobazie nascoste dalla siepe. Per impossessarmi della loro virilità triplicata. Per fare quello che mi ordinavano di fare , mansueta e docile. Mi sono assoggettata, mentre la luce penetrava a intermittenza nell’intrico di alberi e rami.

La Bassona è in località Lido di Dante, vicino a Ravenna. Ve la racconto, merita. E’ il lido meno turistico di tutta la costa adriatica ed è quello rimasto più "intatto" dal punto di vista dell’edilizia e del business turistico. Praticamente non c’è niente. Niente di quello che si trova sulle spiagge per famiglie con pensioni cucina casalinga, cinquantamila tutto compreso, vista mare e ombrellone.Alla Bassona non c’è niente che richiami le tranquille abitudini della gente normale. Per arrivare al Lido di Dante dall’autostrada si deve prendere l’uscita Lidi Sud e poi la strada è segnalata molto bene con i cartelli. In ogni caso si deve seguire la strada per Classe. Poco prima di entrare nell’abitato di Classe c’è l’ indicazione "Lido di Dante". Si percorre una strada stretta e lunga che si chiama Via Marabina fino a che non finisce dentro a uno stabilimento balneare (l’unico di Lido di Dante) che si chiama Il Passatore. Lì si lascia la macchina in un grande parcheggio con area attrezzata per i camper (c’è sempre posto anche alla domenica con ottimo chiosco di piadine e crescioni, se non li conoscete sono una squisitezza tipica della zona). 

La spiaggia è di sabbia fine, nessuno scoglio, piuttosto pulita. Fra la spiaggia e la pineta c’è un lungo cordone di dune naturali con vegetazione: tamerici e licheni soprattutto . La prima parte è aperta a tutti e ci vanno essenzialmente persone in costume, gruppi e famiglie alla ricerca di uno spazio di spiaggia libera, non invaso dagli stabilimenti, dove piantare un ombrellone o stendere un telo. Dopo alcune decine di metri c’è un grande striscione giallo con su scritto FKK e da lì comincia la spiaggia nudista. La prima parte è frequentata soprattutto da famiglie (tedesche per lo più) , con bambini precocemente abituati a vivere la nudità dei corpi con piacere e naturalezza. Tutto molto nordico, molto poco italiano. Bello. Segue poi un pezzo di spiaggia molto interessante, dove vanno persone sole che desiderano conoscerne delle nuove. Incontri lesbo, etero, gay, di ogni tipo e per tutti i gusti. Una specie di carrello dei dolci, succulento e attraente. Potete aggirarvi, avvicinarvi a qualcuno , oppure stendervi sulla spiaggia calda e poi lasciarvi rimorchiare.

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Da questo punto si comincia anche a notare "l’attività" dietro le dune frequentate da persone che amano guardare e si masturbano osservando gli altri, nascosti, ma neanche tanto, ed è molto bello abbandonarsi col proprio partner o la propria partner al loro sguardo per chi ama l’esibizionismo, la presenza di un occhio esterno che spia la propria intimità. Il grande occhio invadente e debordante descritto dai surrealisti e da Bataille. Provate , non abbiate paura. Questa è la zona considerata più scabrosa dai cosiddetti benpensanti che regolarmente criticano o lanciano invettive su questa spiaggia. Ci sono stata con la mia amica dal corpo di venere e dagli occhi di scoiattolo, ho lasciato che sconosciuti arrapati si perdessero in erezioni infinite, guardandomi leccare le sue gambe abbronzate, salendo lentamente con la lingua vogliosa e potente come un piccolo pene fino alle labbra più morbide, quelle tenere, che racchiudono il segreto del piacere femminile. Ma la spiaggia delle delizie continua. L’ ultimo pezzo, vicino alla foce del Bevano, è frequentato soprattutto da coppie gay( ragazzi bellissimi, ve lo assicuro) che amoreggiano tra di loro ma sono anche aperti a conoscere altre coppie maschili(o forse donne gay, come me, che amano destreggiarsi sulle frontiere proibite del piacere). Non ci sono limiti. Ci sono anche gruppi di 6 o 8 uomini che desiderano appartarsi e fare sesso. Orge stupende, purtroppo troppo spesso occultate dalla vegetazione. Ci sono poi coppie etero interessate agli scambi o alle conoscenze. Per le cose più soft (tipo baci, carezze, strusciamenti vari, ma anche pompini) molti procedono direttamente sulla spiaggia o in acqua, sotto gli occhi di tutti, in questo splendido mix, come ho già detto, di voyeurismo ed esibizionismo. Per il resto c’è la pineta retrostante dove amano appartarsi le coppie gay. E dove sono andata io. Avventurosa esploratrice. Ve la consiglio. Nella frescura profumata di salsedine, un giro può essere molto fruttuoso. Sia in pineta che sulla spiaggia ci sono, in alcuni angoli, tende tipo igloo per chi preferisce non essere visto. Ma i gemiti sono eloquenti. Gemiti, contrazioni e urla prigioniere del tessuto sintetico.

Il campeggio è molto frequentato, pulito e bene organizzato. Nel paese c’è un ottimo ristorante di pesce (Mario) e un pub (il Macaco) decisamente carino e confortevole dove ci sono concerti dal vivo alla sera, e dove si bevono ottimi drinks. Nel parcheggio di cui parlavo all’inizio, quello dei camper, alla sera c’è un gran traffico di macchine che si fanno segni con i fari e che compiono giri ripetuti alla ricerca di segnali per contatti, soprattutto gay. Fari potenti come frecce, richieste violente. Giri continui, mani sul volante che tremano di ansia. Attesa di un richiamo. Questo quando scende la notte. Questo di nuovo con la complice copertura di una soffice oscurità.

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Altra spiaggia da segnalare, per incontri esclusivamente lesbo e gay, si chiama BALZI ROSSI e si trova a Ventimiglia, vicino alla frazione di Latte. Conviene prendere l’autostrada per Ventimiglia, uscire prima del confine , e poi chiedere dello straordinario sito archeologico, che porta lo stesso nome, con annesso museo, e si trova molto vicino alla spiaggia. E’ un luogo incredibile, poco conosciuto, con rocce rosa a picco sul mare, davvero splendido . Vicino c’è un bar e un ottimo ristorante, segnalato da tutte le guide. La spiaggia è un po’ più difficile da raggiungere dell’altra, è scogliosa ed impervia, ma speciale , a picco sul mare, con un panorama di tale bellezza da mozzare il fiato. Offre incontri molto interessanti, c’è un via vai continuo di stranieri, e dopo ci si può fermare a Latte, in un confortevole bar- tabacchi- edicola- supermercato per ristorarsi , bere un drink o mangiare qualcosa. Qualcuno lo chiama" l’ultimo avamposto".Dedicato a Barbara

di Francesca Mazzucato