SESSO: MAI NESSUNO MI AVEVA DETTO “GRAZIE”

Per quando le cose vadano storte, se dopo un’ora e mezza di gran sesso il partner finisce pure per ringraziarti, beh…

«Che devo dirti, caro Flavio? Che un paio di settimane fa ho fatto la scopata più estenuante della mia vita. Lei era australiana, ti posso giurare che ho conosciuto i miei limiti. E’ stata una cosa di una notte e per una strana coincidenza, sai com’è la vita no….?».

Lo so sì com’è la vita, caro Luigi, amico (ed ex coinquilino) eterosessuale, che non mi hai mai nascosto le tue conquiste, come io non ti ho mai celato le mie. Ho conservato a lungo queste tue frasi, perché sentivo che sarebbe successo qualcosa. Ed è successo.

Lo scorso anno, come te, anche io ho avuto più problemi che soddisfazioni: in mezzo a tutti i casini in cui quelli come noi finiscono regolarmente per trovarsi, capita però anche che qualcosa vada bene. Ad esempio, pure io ho fatto molto buon sesso. Come ricevuta fiscale che ne attestasse la qualità non c’erano solo lo scarso spazio riservato ai sensi di colpa (più o meno quello che la Rai concede ai Radicali) e l’alto livello di endorfina che mi ha tenuto a galla mentre il resto della mia vita andava a rotoli. Si è aggiunto un altro elemento: i complimenti.

Sentirsi lodare, è noto, richiede un alto indice di dignità. Come le vecchie attrici, non conosco dignità e sono incapace di non pavoneggiarmi dietro i complimenti..Si rischia altrimenti di fare la fine di quelle vecchie attrici che vogliono sia celebrata ancora la loro bellezza. Io appartengo probabilmente a quella razza. Sono nato in ritardo, uomo e non particolarmente fotogenico, altrimenti sarei in tv o a presentare i restauri dei miei vecchi film o a inaugurare circoli ricreativi. Come loro, non conosco dignità e sono incapace di non pavoneggiarmi dietro i complimenti. Tanto più quando li ritengo del tutto meritati, ossia quando, dopo prestazioni sessuali generose e durature – il cui merito divido volentieri non con grandi registi scomparsi, ma con la sensualità dei miei partner – mi dicono: «E’ stata la scopata migliore della mia vita». Qualcuno aggiunge pure: «Nemmeno il mio fidanzato mi aveva mai scopato così».

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In quest’anno di ulteriori insoddisfazioni professionali ed esistenziali, ecco allora che un ragazzo simpatico ed intelligente, inizialmente riluttante a cedermi, circa un’ora e mezza dopo il definitivo abbandono di ogni difesa, rompendo un lungo silenzio mi dice: «Sono felice. Tu sei felice?». Io annuisco con la testa – non parlo molto quando ho da fare – e lui dopo un po’ aggiunge: «Grazie». Invece di chiedermi fastidiosamente: «Ti piace?», mi ha ringraziato! E ha aggiunto poi: «Non l’avrei mai detto…». Era la prima volta per me. In passato mi sono impegnato tanto ma mai nessuno mi ha detto: «Grazie». Beh, riempitemi di insulti se lo ritenete necessario, ma è stato bellissimo. Certo, ero un po’ confuso. Gratificato e quasi intimidito da quelle parole. Non sapevo se rispondere: «Prego», o se ringraziarlo a mia volta. Nel dubbio, temendo di rompere il momento idilliaco, sono rimasto in silenzio. E ho continuato a darmi da fare.

 

Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, è autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista “dall’interno”, e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull’universo familiare di gay, lesbiche e trans.

Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.

di Flavio Mazzini