Sfocate la vista, ecco il porno in 3D senza occhiali!

Incredibile ma vero, porno e tecnologia si uniscono dando vita ai primi film in 3D senza occhiali. Con un pò di allenamento e un pò di mal di testa è ora possibile godersi le scene quasi dall’interno

Non hanno fatto in tempo ad uscire nei cinema i film tridimensionali con effetti iper-realistici che l’industria del porno già si è ingegnata per mettere questa innovazione al servizio degli amanti del genere hard. E non contenta del risultato è andata oltre, creando il primo film in 3D che non necessita dell’utilizzo di occhiali. Seguendo le istruzioni riportate sul sito di Dominic Ford, pioniere di questa nuova frontiera del porno, in pochi minuti è possibile apprendere la tecnica per visualizzare le immagini in una definizione paragonabile all’HD dei moderni televisori LCD. Niente di sconvolgente (nessun maschione uscirà dallo schermo per farsi toccare) tuttavia un approccio del tutto inedito con il cinema vietato ai minori.

Per avvantaggiarsi nella procedura è utile rispolverare le abilità sviluppate verso la fine degli anni ’90 con le popolari immagini stereografiche, stampe all’apparenza psichedeliche e senza significato che nascondono al proprio interno soggetti tridimensionali. Le istruzioni di Dominic infatti sono più o meno le stesse: nella homepage si possono visualizzare due immagini identiche, entrambe contrassegnate da una X. Per visualizzare l’immagine in 3D è necessario allontanarsi dallo schermo, dotarsi di parecchia concentrazione e soprattutto di tanta pazienza. La prima volta, infatti, richiede un pò di sforzo, soprattutto della vista. Una volta appresa la tecnica però, mettere a fuoco l’immagine diventa più facile e dopo qualche minuto di pratica sarà possibile lanciarsi nella visione del primo film hard tridimensionale.

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Guardate la coppia di immagini (a fianco). Concentrando gli occhi sulla punta del naso, le foto si sfocheranno e cominceranno a fondersi insieme. Una volta fuse, le X si bloccheranno e la foto prenderà grande profondità. Il mal di testa è uno degli effetti collaterali di questa pratica, almeno inizialmente. Per chi invece, già frustrato dall’impossibilità di visualizzare correttamente le immagini stereografiche, si scopre anche incapace di entusiasmarsi con questa divertente innovazione, Dominic Ford mette a disposizione film tridimensionali in versione "classica" che richiedono l’aiuto dei famosi occhiali con una lente blu e una rossa. I video 3D glasses-free sono attualmente 107 e ogni giorno ne vengono aggiunti di nuovi.

La passione per le immagini "illusoriamente tangibili" sembra essere il fetish dei nostri giorni, assecondato dai passi da gigante che la tecnologia ha mosso grazie al computer. I software di grafica permettono infatti di creare personaggi tridimensionali assolutamente realistici mai esistiti. La passione per i videogiochi è entrata nell’immaginario erotico di molti, dando vita al porno tridimensionale di genere fantasy. Il vantaggio sta nella possibilità di assecondare fantasie che superano le leggi fisiche degli esseri umani, permettendo ad esempio di assistere a un rapporto sessuale sospeso nel vuoto in ambientazioni assolutamente surreali. A questo proposito, in questi giorni ha suscitato clamore la scoperta di una scena di sesso (in foto) tra due personaggi maschili di un videogioco per X-Box dal titolo Dragon Age. Non facile da trovare, una combinazione di dialoghi permette al giocatore di sedurre un guerriero elfo fino ad avere un rapporto completo con lui.

E chi pensa che l’uomo dei sogni non esista, può scaricare qui il software per realizzarlo in 3 dimensioni, scegliendone le caratteristiche fisiche. Una volta che la creatura avrà preso vita sullo schermo del pc, sarà possibile fare sesso (ovviamente virtuale) con lui. Il mouse prenderà le sembianze di una mano o di uno strumento a scelta per allietare il nuovo amico che, parlando, esprimerà tutta la sua riconoscenza fino a raggiungere un robotico orgasmo. Insomma, l’attuale tecnologia rende tutto più divertente, realistico ed emozionante, in realtà, la protagonista è sempre lei, la cara, preistorica pratica dell’autoerotismo.