Sanremo 2018: le pagelle marziane di Fabio Canino!

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Il conduttore, attore, scrittore e temuto giurato Fabio Canino, mette voti, note e commenti al vetriolo dopo la prima serata del Festival di Sanremo.

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Non è stato poi così difficile parlar male di Claudio Baglioni dopo tre anni (forse) irripetibili sotto la guida di Carlo Conti, ma si sa: il Festival di Sanremo è anche questo. Dopo una prima serata iniziata alle 20:35 e finita a pochi minuti da una nuova puntata di Uno Mattina, per parlare delle canzoni, dei cantanti in gara, dei look, dei super ospiti e del ‘simpatico’ trio alla conduzione, abbiamo scomodato uno che di musica, Tv e parole se ne intende davvero. Sto parlando di Fabio Canino, prossimo a tornare nella  tanto-temuta-giuria di Ballando con le Stelle e in onda, tutti i weekend, su Radio 2 Rai con il suo Miracolo Italiano. Ah, dimenticavo: si salvi chi può!

La parola più ricorrente quest’anno, tra le canzoni in gara, non è più amore, ma ‘niente’. Non sarà mica un presagio?

La premessa della serata, battute e presagi a parte, si può riassumente con una sola parola: lentezza. La cosa più veloce, dinamica, bella e divertente è stata la pubblicità, ma già il promo del Festival la diceva lunga: sembrava che stessero in una casa di riposo nell’ora creativa. Poi, a dire il vero, tutta questa legittimazione del mondo dei social ha un po’ stancato. 

Tutti pazzi per Fiorello, ma possiamo davvero definirlo super ospite?

No, mi dispiace, ma non è da Sanremo, nonostante sia un grande artista. Su quel palco vorrei quello che non si può vedere sempre. La standing ovation alla fine della sua esibizione con Baglioni è stata un tantinello esagerata, ma si sa: a Sanremo tutto è sopravvalutato. Se avesse cantato la Streisand cosa avrebbero dovuto fare quelli seduti in platea? E poi basta con questo mondo dei villaggi vacanze! Il vero super ospite è stato Vessicchio. 

Come giudicheresti il look dei conduttori?

Baglioni l’ho trovato in gran forma. Sembrava il Mago Silvan con questo nuovo, ma bellissimo, lifting. Michelle molto bella e davvero ben vestita, unico neo l’abito con la scenografia. Se uno fosse stato distratto, avrebbe potuto pensare di essere su una puntata qualsiasi di C’è posta per te. Mentre Favino stava molto bene in smoking, ma non c’è storia: lo smoking sta bene persino ad uno come me. 

Le gag dei conduttori ti sono piaciute?

Più che altro mi chiedo del perché nessuno gli abbia detto che non erano necessarie per riempire il tempo, viste le venti canzoni per quattro minuti ciascuna. 

La prima, in ordine di uscita, è stata Annalisa. Promossa o bocciata?

Troppo presto per dire se promossa o bocciata. È sempre la più intonata e non passa mai inosservato il suo talento, ma quest’anno le mancano due cose: il cognome e la canzone.

Tante aspettative per Ron e per l’inedito di Dalla…

A me Ron piaceva anche lo scorso anno, figuriamoci quest’anno che ha portato anche un po’ di sana malinconia. Bravo.

I The Kolors e la loro Frida, su Twitter, sembrerebbero essere i più apprezzati.

Io consiglierei un trucco più leggero al leader della band. Nel pezzo ci sono un sacco di sequenze e si capisce che amano molto, ma molto i Tears for Fears. Canzone, nel complesso, orecchiabile. 

Come valuteresti, invece, la quinta partecipazione al Festival di Max Gazzè?

Mi è piaciuto davvero tanto, nonostante l’abito sicuramente non usato alla Harry Potter.  

Vanoni, Bungaro e Pacifico. Sì o No?

Assolutamente sì. Canzone classica, ma molto elegante. Poi Ornella, alla sua tenera età, mezza nuda in mondovisione, è qualcosa di meraviglioso. Ho trovato geniale anche il suo fregarsene del regolamento per fermarsi a parlare con Michelle. 

Il binomio Meta-Moro, stando ai primi commenti, sembrerebbe essere già candidato alla vittoria. Sei d’accordo?

Per parlare del podio è ancora troppo presto. Quel che è certo è che hanno un bel pezzo e che Meta è sempre più bravo.

Primo Sanremo, invece, per Mario Biondi. Ascoltando la canzone, però, ci si chiede se non abbia sbagliato periodo storico…

Se la classe è bandita da questo periodo storico, forse è così. È chiaramente una canzone lontana da quello che si sente sempre, ma a me piace e fa molto titoli di coda di un film d’amore, quando rimani a leggere persino i nomi di chi guidava le auto sul set. 

Momento nazional popolare, al profumo di naftalina, con Facchinetti e Fogli. Ce n’era davvero bisogno? 

La canzone mi ha lasciato indifferente, mentre il look di Facchinetti no! Sembrava vestito dalla stilista de ‘Il mio grosso, grasso matrimonio Gipsy’. 

Dal palco del primo maggio, a quello dell’Ariston, per Lo Stato Sociale.

Loro mi piacciono molto, ma questa non è la loro canzone migliore. Hanno dovuto adattarsi a Sanremo, ma son certo che un brano così orecchiabile lo sfrutteranno ovunque. Sono simpatici e hanno portato, finalmente, un po’ di spettacolo su quel palco.  

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