Famiglie Arcobaleno: possibile che i big del MS5 e Rocco Casalino non abbiano nulla da dire?

Da giorni i ministri leghisti sparano a zero sulle famiglie arcobaleno ma dagli alleati di Governo non una parola. Rocco Casalino in testa.

Se 18 anni fa ci avessero detto che Rocco Casalino, concorrente del primo storico Grande Fratello, sarebbe un giorno diventato portavoce di un futuro premier della Repubblica, avremmo immediatamente chiesto un TSO per l’avventato pronosticatore.

E invece di strada ne ha fatta il 45enne Casalino, volto dei pomeriggi Mediaset targati Maurizio Costanzo a Buona Domenica, quando si accapigliava con Platinette e Solange, sempre alla ricerca di infime provocazioni (‘il povero ha un odore diverso dal ricco‘).

A posteriori possiamo dire che Rocco non è stato, come tanti altri, una semplice anima da gettare in pasto al vuoto televisivo dell’alba dei reality, ma al contrario, un consapevole e lucido “utilizzatore finale” del trash come veicolo di autopromozione . Perchè Casalino, innegabilmente, di comunicazione ne capisce, e dietro l’incredibile ascesa di Luigi Di Maio c’è moltissimo del suo fiuto.

Entrato nel Movimento 5 Stelle nel 2011, due anni dopo è diventato responsabile della comunicazione del Movimento al Senato, nonché “coordinatore della comunicazione nazionale, regionale e comunale del Movimento 5 Stelle“. La settimana scorsa, come detto, l’ennesima conquista, con tanto di trionfale ingresso a Palazzo Chigi in qualità di portavoce della presidenza del Consiglio.

Ad accompagnarlo in quello che sarà il suo ufficio per i prossimi (eventuali) 5 anni, come riportato da LaRepubblica, la mamma e il suo presunto compagno cubano.  Casalino è infatti ‘bisessuale’ dichiarato da tempo, nulla di nuovo sotto il sole, ma in quanto ‘colonna portante’ della comunicazione grillina fa alquanto rumore il suo rumoroso silenzio nei confronti delle reiterate uscite omofobe della Lega, alleata di Governo del ‘suo’ Movimento.

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Prima Lorenzo Fontana, Ministro della Famiglia, e a seguire Matteo Salvini, vicepremier nonché Ministro dell’Interno, hanno sparato a zero sulle famiglie arcobaleno (perchè nascondersi dietro l’assenza di una legge vuol dire semplicemente voler delegittimare in partenza il tema, quasi non sia degno di essere nemmeno citato), senza suscitare alcuna reazione da parte dei big del Movimento guidato da Luigi di Maio.

Non un virgolettato, un tweet, una battuta, una diretta social. Niente di niente. Tutto tace, quando persino dagli ‘impresentabili’ di Forza Italia sono arrivate parole di sdegno (nonchè dal neo-governatore della Lombardia).

Surreale, visto e considerato che i 5 Stelle giustificarono il loro no alla Legge Cirinnà proprio perché privata dalla stepchild adoption che negava diritti ai bimbi delle famiglie omogenitoriali.  Eppure  nessuno dei massimi esponenti del Movimento di Governo ha ancora mosso un dito (a differenza di Filippo Nogarin, sindaco pentastellato di Livorno che ha subito comunicato la propria indignazione).

Rocco Casalino in testa, abilissimo comunicatore soprattutto quando c’è da attaccare, pontificare, indirizzare, manovrare. Un cavallo di razza a lungo sottovalutato, autore di un’incredibile scalata che l’ha visto passare dalla casa più spiata d’Italia a Palazzo Chigi, a capo della comunicazione del partito politico più votato d’Italia.

Nel 2010 Rocco confessava di volere un figlio tramite GPA, ma ora che avrebbe un compagno al proprio fianco nasconde la testa sotto la sabbia, dinanzi agli insulti degli alleati di Governo.

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Eppure come la chiamerebbe Casalino la propria vita di coppia, se non una famiglia? Contraddizioni inaccettabili da parte di un ‘non partito’ che si è sempre vantato di una fantomatica ‘trasparenza’, comunicativa e non, in realtà figlia di precise strategie politiche.

Ma la campagna elettorale è finita, milioni di italiani (anche omosessuali) hanno votato Lega e 5 Stelle e questo sfacciato doppiogiochismo non è davvero più ammissibile. Governare significa anche, se non soprattutto, assumersi delle responsabilità.

Casalino, Ministri grillini, battete un colpo se ci siete. O sarà questa clamorosa incoerenza la cifra stilistica del cosiddetto “governo del cambiamento”? A vederlo oggi pare semplicemente il cambiamento di idee ad ogni stormir di fronde, purchè sia funzionale al potere.