Albin Ekdal della Samp contro l’omofobia: “Dobbiamo aiutare i calciatori gay, sono tutti benvenuti”

“Il calcio professionistico allontana gli omosessuali, mette pressioni sui ragazzi a non esternare chi amano”, denuncia il 30enne centrocampista svedese.

30enne centrocampista della Sampdoria e della nazionale svedese, Albin Ekdal ha voluto esporsi contro l’omofobia, attraverso un messaggio condiviso tramite ‘Sportbladet‘, per dire definitivamente basta alla discriminazione nel calcio.

Dicono che non ci sono calciatori omosessuali. Come si fa a trarre questa conclusione? Ho giocato a calcio nei due maggiori campionati al mondo, partecipando a coppe europee e anche alla Coppa del Mondo. Non sono mai stato in campo con un calciatore che fosse dichiaratamente omosessuale. Il problema non potrebbe essere più chiaro. Il calcio professionistico allontana gli omosessuali, mette pressioni sui ragazzi a non esternare chi amano. Dobbiamo aiutare chi pensa di mollare per non essere deriso, che potrebbe aver sentito la parola “fro*io” utilizzata come un insulto negli spogliatoi. Non è una responsabilità del singolo, ma mia, nostra, di tutti fare in modo che non debba richiedere coraggio osare. Dovrebbe essere facile dire a qualcuno di essere innamorati. Io non posso fare altro che dare il benvenuto a tutti nel mondo del calcio e tu non puoi fare altrimenti. Se lo facciamo tutti assieme in ogni occasione possibile, ad ogni viaggio in bus, in trasferta, in qualsiasi spogliatoio, non ci sarà più questo problema in futuro.

In Italia non esistono calciatori gay dichiarati, a livello professionistico. Non sono mai esistiti.  Sposato e con figlia, Ekdal è cresciuto nelle giovanili della Juventus,  per poi passare al Siena, al Bologna, al Cagliari, all’Amburgo ed infine tornare in Italia grazie alla Samp, dove gioca dal 2018. In nazionale, invece, ha disputato 45 partite in 8 anni.

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