Licenziato causa omofobia, giocatore di rugby chiede 3 milioni di dollari ai fan per pagargli le spese legali

Israel Folau ha fatto causa al club che l’ha licenziato causa omofobia, ma ora vorrebbe che fossero i fan a pagargli il costoso processo.

Mesi or sono hanno fatto il giro del mondo le ripetute esternazioni omofobe di Israel Folau, fortissimo rugbista australiano licenziato dai New South Wales Waratahs a causa del suo odio nei confronti della comunità LGBT.

Ebbene Folau, che guadagnava 5 milioni di dollari l’anno, ha fatto causa agli ex datori di lavoro, perché a suo dire quel contratto era intoccabile. Peccato che ora l’ex giocatore abbia battuto cassa direttamente on line, chiedendo ai propri fan un aiuto economico per pagare le spese legali, a suo dire pari a 3 milioni di dollari. Una raccolta fondi surreale, visto e considerato che stiamo parlando di uno sportivo fino a pochi mesi fa strapagato, e che ora si è dichiaratamente stufato di sborsare denaro di tasca propria. Dopo aver speso 100.000 dollari in avvocati, Folau vorrebbe che fossero i suoi fan, letteralmente, a pagargli il processo.

Folau ha citato in giudizio i suoi ex datori di lavoro per 10 milioni di dollari, considerando gli anni di contratto strappati e le ripercussioni sulla sua carriera. Nella pagina GoFundMe ideata per la raccolta fondi, il rugbista ha ribadito di non aver detto nulla di male, nei confronti di noi omosessuali, se non fosse che scrisse che ad attenderci c’è l’inferno. Finora, Folau ha raccolto circa 1,300 dollari su 3 milioni. Anche troppi.

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