Israel Folau, ancora omofobia dal rugbista: ora rischia il licenziamento

La Federazione australiana ha minacciato la rescissione contrattuale, dopo l’ultima folle sparata omofoba del rugbista Israel Folau.

Israel Folau ha colpito ancora. Il fortissimo rugbista australiano, estremo degli Waratahs, è nuovamente tornato a vomitare omofobia sui social, dopo le polemiche esplose lo scorso anno per aver detto che “L’inferno è il piano di Dio per i gay“.

Ubriaconi, omosessuali, adulteri, bugiardi, fornicatori, ladri, atei, idolatri: l’inferno vi sta aspettando. Pentitevi! Soltanto Gesù può salvarvi.

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Una nuova uscita che ha scatenato una seconda bufera sul 30enne Israel, tanto da costringere la Federazione rugbistica australiana a prenderne le distanze, minacciando la rescissione contrattuale.

Mentre Israel ha diritto alle sue convinzioni religiose, il modo in cui ha espresso queste convinzioni è incoerente con i valori dello sport. Vogliamo chiarire che non parla per il rugby con i suoi recenti post sui social. Come codice abbiamo chiarito a Israel formalmente e ripetutamente che qualsiasi post sui social media o commenti che siano in qualche modo irrispettosi verso le persone a causa della loro sessualità si tradurranno in azioni disciplinari. In assenza di fattori attenuanti convincenti, è nostra intenzione di rescindere il suo contratto.

Meglio tardi che mai, potremmo aggiungere. Se rescissione sarà, Folau perderebbe la coppa del mondo che si terrà in Giappone a settembre. Lo scorso anno decine di rugbisti (compresi i mitici All Blacks) criticarono le sue sparate omofobe, ma lui non ha di fatto mai chiesto scusa, trincerandosi dietro il proprio credo religioso. Ora, finalmente, potrebbe arrivare un più che doveroso stop. A tempo indeterminato. Nell’attesa, Joe Marler, rugbista della nazionale inglese, ha così replicato sui social, inviando baci gay all’omofobo Israel. Perché il rugby, da che mondo e mondo, è uno degli sport più inclusivi che esitano.

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