The Outsiders, intervista ai calciatori gay di Milano: ‘Il calcio non è solo etero ma uno sport di squadra come un altro’

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A Milano c'è una squadra di calcio LGBT. The Outsiders!

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Torna la nostra ‘domenica sportiva LGBT’ grazie a The Outsiders, Squadra di calcio amatoriale di Milano composta da giocatori omosessuali. Per l’occasione abbiamo intervistato uno dei suoi componenti, Ivano Cipollari.

Il calcio è lo sport più amato e ricco d’Italia, eppure c’è un luogo comune, anche all’interno della comunità LGBT, che lo vorrebbe poco praticato e seguito dal mondo gay. E’ un mito da sfatare o un’incredibile realtà?

Diciamo un si ed un no. Effettivamente non é lo sport più seguito e praticato dalla comunità lgbt. Se dici calcio nell’immaginario collettivo vi é spesso l’associazione col calciatore piu che un interesse vero e proprio per il pallone. Nonostante tutto vi sono delle persone che praticano questo sport, come viene dimostrato dalla presenza di ben 3 squadre inclusive a Milano e da altre realtà sul territorio italiano. Sicuramente la strada é ancora lunga rispetto altre realtà, come quella inglese, in cui vi é un vero campionato ad 11 che viene disputato‘.

Come, quando e perché avete sentito il bisogno di dar vita ad un’associazione LGBT legata al calcio.

Alcuni di noi hanno iniziato col giocare insieme in una squadra, già aperta al mondo lgbt. Un bel giorno però (maggio 2017) ci siamo guardati e ci siamo resi conto che tutto facevamo ma di attivismo neanche l’ombra, se non partecipare ai tornei “un calcio all’omofobia”. Mancava effettivamente la voglia, da parte di molti membri di quel team, di voler occupare un posto all’interno della comunità sportiva lgbt. Abbiamo quindi deciso di fondare la nostra squadra, “The Outsiders Milano“, con l’intento di far conoscere ancor di più questo sport all’interno della nostra comunità, per far capire anche che il calcio non é solo uno sport “eterosessuale”, ma uno sport di squadra come un altro‘.

Da tifoso, e da abbonato della Roma, posso confermare che gli insulti omofobi sono ancora all’ordine del giorno, sugli spalti di uno stadio. Arriveremo a un giorno in cui tutto ciò sarà finalmente archiviato, e se sì, attraverso quali passi.

Lo sfottò fa parte della rivalità tra squadre e tifoserie probabilmente non sparirà mai. Quello di carattere sessuale, finché ci saranno uomini che si sentiranno offesi per l’appellativo “gay”, non morirá dai vocabolari ultras purtroppo. Se mai si dovesse arrivare al giorno in cui verrà archiviato, sarà sicuramente merito dei progetti educativi rivolti ai ragazzi da parte delle associazioni e ad un incremento della cultura di massa. Se in casa abbiamo genitori omofobi non possiamo sperare che il ragazzo, seppur educato, non venga influenzato da parole o gesti discriminatori‘.

Ad oggi tra Serie A e Serie B non abbiamo mai assistito ad un solo coming out. Anni fa Marcello Lippi, ct campione del mondo nel 2006, disse di non aver mai visto calciatori gay in 40 anni di carriera. Omertà, la sua, o prosciutto sugli occhi.

Sicuramente ci sono dei giocatori omosessuali nei nostri campionati professionistici come in nazionale. Lippi potrebbe non aver mai visto nessun giocatore, nessuno lo mette in dubbio. A volte é anche colpa dei modelli che vengono portati in televisione. Si tende ad associare il gay a ciò che chi non conosce vede li. Ma ognuno é diverso a suo modo no?‘.

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Quanti iscritti ci sono, al momento, in The Outsiders, cosa deve fare un ragazzo che vorrebbe farne parte e quali sono gli impegni che richiedete. Allenamenti, gare, tornei.

All’interno del gruppo outsiders siamo una 20ina circa di persone. Chiunque volesse venire a giocare con noi, può contattarci tramite le nostre pagine Facebook o instagram o chiedere di noi ai comitati pride sport di Milano. Nessun impegno viene richiesto. Lo si fa per divertirsi, condividere una passione, conoscere persone e andare a bere una birra tutti insieme! Ci alleniamo una volta a settimana, solitamente il mercoledì. Per il resto é tutto facoltativo, anche la partecipazione ai vari tornei‘.

Nel Regno Unito si parla da almeno due anni di un imminente e importantissimo coming out da parte di un famosissimo calciatore. Credete che quel muro sia finalmente pronto a crollare? E se sì, dopo sarà davvero una strada tutta in discesa?

Non basta un singolo calciatore a fare la differenza. Sicuramente sarà da esempio. Il muro però é ben lontano dal cadere. Inoltre, come già detto, la realtà inglese é ben più avanti della nostra. Non sarà un Pogba a convincere tifoserie o calciatori stessi ad aprire la mente, specie nel nostro campionato. La speranza é che riusciremo presto a vedere nel nostro campionato una situazione del genere‘.

Nel vostro caso, tra gare nazionali e non, avete mai dovuto affrontare casi di omofobia, tra spalti e campo, avversari, arbitri e tifosi?

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