Wolfsburg, fascia da capitano contro l’omofobia: il croato Josip Brekalo si rifiuta di indossarla

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"Lottiamo affinché ci sia una maggiore tolleranza. Il nostro messaggio è che a noi la diversità piace”, ha precisato l'amministratore delegato Schmadtke.

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Se in Italia la Lega ha appena deciso che su tutti i campi di calcio ci potrà essere un’unica fascia di capitano per tutte le squadre, in Germania si continua a procedere in ordine sparso.

Il Wolsburg, proprio 10 anni fa in trionfo in Bundesliga, ha annunciato che la fascia di capitano sarà arcobaleno per l’intera stagione, per dire basta all’omofobia e al razzismo. Dalla formazione under 10 fino ai titolarissimi della prima squadra, tutti i capitani dovranno scendere in campo con la fascia rainbow. “Il nostro club lotta affinché ci sia una maggiore tolleranza. Il nostro messaggio è che a noi la diversità piace”, ha precisato l’amministratore delegato Jörg  Schmadtke, come riportato dalla Gazzetta dello Sport.

L’esordio c’è stato sabato, con la fascia arcobaleno al braccio del capitano Josuha Guilavogui, che si è detto orgoglioso di tale iniziativa: “Noi calciatori spesso veniamo presi a esempio. Con la fascia vogliamo dimostrare che nel nostro stadio sono tutti ben accetti. Non ci importa il colore della palle o il sesso dei nostri tifosi, non ci importa di chi sono innamorati o se hanno handicap fisici. Il calcio è di tutti. Per questo l’intera squadra condivide l’iniziativa del club”.

Peccato che la novità di stagione non sia piaciuta a tutti i giocatori del Wolfsburg. Il 20enne croato Josip Brekalo, purissimo talento assai apprezzato anche all’estero, si è infatti detto pubblicamente contrario: “Io rispetto tutti. Nonostante questo devo dire che non posso condividere questa iniziativa al 100% perché va contro le mie convinzioni di cristiano. Ho un credo molto forte perché sono stato educato nel rispetto di certi valori. Se qualcuno vuole vivere la sua vita in maniera diversa non è un problema, perché sono fatti suoi e io non sono nessuno per giudicare. Detto questo però non mi va di indossare un simbolo che difenda l’impostazione di vita di altre persone. Non penso di dover indossare la fascia”.

Un ‘problema’ che probabilmente mai si porrà per il giovane croato, che in 3 anni a Wolsburg ha giocato appena 6 partite.

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