Cecchi Paone al Tg4, segno di un’Italia che cambia

La nostra intervista: continuerò le mia battaglie di civiltà con un TG4 inclusivo e di qualità.

E’ passata poco più di una settimana da quando Alessandro Cecchi Paone ha iniziato a condurre lo “storico” Tg4 di Emilio Fede, diventandone, tra l’altro, anche vicedirettore. Lui, giornalista e divulgatore culturale e scientifico da sempre vicino ai temi dei diritti e dell’uguaglianza, ha immediatamente speso il proprio carisma e la propria efficacia comunicativa per incrementare gli ascolti della rete. E i primi dati danno ragione a Mediaset che l’ha voluto e Cecchi Paone che ha accettato la sfida con la sua consueta grinta. Incontriamo Alessandro Cecchi Paone mentre si districa tra una riunione e l’altra: si sa che i primi tempi sono sempre i più complessi.

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Alessandro Cecchi Paone, un giornalista gay alla guida del Tg4: allora in Italia sta veramente cambiando qualcosa?

Certamente sì. E d’altronde Mediaset è stata sempre un’azienda profondamente innovativa, che ama le sfide, basti pensare all’intelligenza con cui Mediaset ha saputo imporre il Tg5 in concorrenza col tg della Rai così come volle la mia Macchina del Tempo da contrapporre a Quark. La natura del gruppo Fininvest- Mediaset è sempre stata quella di sparigliare le carte in direzione della qualità e del miglioramento. E sono felice che, quando si tratta di varare queste operazioni, l’azienda chiami me.

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Alessandro, il tema dei diritti e la lotta alle discriminazioni ti sono stati sempre cari; che ruolo avranno all’interno del tuo Tg4?

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Intanto il Tg4 è il primo ed unico telegiornale che nel nostro Paese ha un anchorman e un vicedirettore che si spende da anni, pubblicamente, per i diritti e non solo per quelli relativi alle coppie di fatto o alla comunità LGBT, ma anche per il testamento biologico, per la fecondazione assistita, per i temi relativi all’ambiente e allo sviluppo delle risorse sostenibili.
Le battaglie di civiltà sono sempre state le mie battaglie e il fatto che la Mediaset mi abbia scelto per condurre il Tg4, è di per sé una risposta alla tua domanda.

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C’è qualche argomento, nella cronaca delle ultime settimane, che secondo te è stato trattato in maniera troppo superficiale dai tuoi colleghi degli altri Tg?

Un grande errore in cui cade troppo spesso il giornalismo televisivo, è quello di dare alcune conoscenze per scontate. Per esempio, noi ci siamo resi conto che la stragrande maggioranza degli italiani non ha robuste conoscenze geografiche. D’altronde, la geografia è stata cancellata anche dai programmi scolastici, quindi di cosa ci meravigliamo?
Troppo spesso i giornalisti sono superficiali perché parlano di cosa accade a Rakka, a Mosul, a Palmira, dando per scontato che il telespettatore medio sappia dove si trovano questi luoghi.
Ma non è così! Ti faccio un esempio: in questi giorni stiamo parlando del caso Panama Papers, oltre al fatto che non usiamo un’espressione inglese ma italiana, tipo il Tesoro di Panama, comunque diamo indicazioni anche sul luogo a cui si riferisce lo scandalo e spieghiamo, altresì, come va letta l’operazione del Premier Inglese Cameron a Panama. Cerchiamo di leggere in filigrana le notizie e dare un’informazione quanto più esaustiva ai nostri telespettatori.

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Che ruolo gioca il coming out di persone note come te nell’evoluzione civile del nostro Paese?

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Gioca un ruolo importante. In Italia, il coming out dei personaggi del mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento diventa sempre più frequente. Al contrario, una reticenza unica riguarda il coming out dei personaggi politici o di chi, come me, si occupa di informazione. La cosa davvero moderna della Mediaset è che non mi ha scelto come guida del Tg4, nonostante fossi dichiaratamente omosessuale, ma mi ha scelto a prescindere dall’orientamento sessuale, perché per un’azienda davvero moderna, l’orientamento sessuale del conduttore o del
direttore è del tutto irrilevante.

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Alessandro, infine,  tu hai fatto coming out nel 2004. Sono passati da allora ben 12 anni. Come si è trasformata, nel nostro Paese, la vita per le persone LGBT?

In primis, avremo a breve una legge che per la prima volta riconoscerà i diritti alle coppie gay. In questi anni, nel Paese è maturata una coscienza di normalità e buon senso.  Il lavoro di divulgazione che è stato fatto da me, da giornali come Chi o come Panorama, le dichiarazioni di personaggi come Barbara D’Urso o Federica Panicucci hanno davvero trasformato la coscienza popolare delle cittadine e dei cittadini italiani. In questa prospettiva, è innegabile che il gruppo Mediaset/Mondadori è quello che ha maggiormente contribuito a civilizzare il nostro paese sui diritti civili.
Claudio Finelli

6 commenti su “Cecchi Paone al Tg4, segno di un’Italia che cambia

  1. Ahah, “segno di un’Italia che cambia”, ma voi state fuori! Cecchi Paone è lì perché politicamente vicino a Berlusconi; e questo è il modo pulito di dirlo. Non c’è proprio nessun cambiamento: il lacchè di turno viene posizionato in un posto di rilievo, perché fa comodo al padrone. Così è stato con Fede, il quale è stato rimosso nel momento in cui gli scandali giudiziari che lo hanno annichilito mediaticamente hanno fatto sì che la sua funzione si esaurisse, e così è con Cecchi Paone. È il teatro dei burattini.

  2. Ma che coraggio!!! Mediaset, Chi, Panorama, Mondadori, sono quelli che hanno contribuito di più a “civilizzare” il paese sui diritti civili… ma ci rendiamo conto? E il “giornalista” di sto sito gli lascia pure dire ste putt….. senza replicare??? Il proprietario di Mediaset è stato il piò grosso esempio MONDIALE di misoginia e omofobia fuse in un’unica persona! I maggiori successi Mediaset degli ultimi 30 anni sono stati programmi che proponevano la più grande degradazione delle donne della storia della tv tutte culo tette e starnazzamento, mentre i gay erano dipinti solo in chiave macchiettistica o presi per il culo! Se abbiamo una legge (o quasi) sui diritti civili è proprio perchè non c’è Berlusconi e quella mentalità medievale al governo.. inoltre Cecchi Paone, Signorini e i vari gay di destra fanno un servizio pessimo alla causa gay, perchè per puro opportunismo e denaro, stanno consapevolmente con gli squadristi più omofobi e ipocriti che esistono in Italia ma che ora perchè è di moda si fingono open minded e gay friendly per raccattare qualche voto in più. Che schifo.

  3. Una considerazione e non una replica ai commenti e la faccio da gay che vuole legalizzare il proprio rapporto col suo Partner. Che una legge che “ci ” riconosca venga da un angelo o da un dèmone , poco importa. E poi che si parli di diritti civili anche a TG4 mi sembra positivo .

  4. Mi sa che il target “nipote con nonna che guarda (p)rete4 si sta evolvendo. Il nipote è cresciuto e ora con nonna e fidanzato gay guardano le telenovelas. Tra una apparizione della Madonna a Fatima e a Medjugorie e l’altra perché non infilarci anche i fans di Lady Gaga? Lo spettacolo poi è la pubblicità non i programmi volete mettere come è gay friendly Wilma de Angelis che parla della vasca per anziani con poltrona incorporata per lavarsi?? C’è pure una cover italiana di paparazzi di Wilma. Grandeeeee

  5. Mi sa che tu addebiti a Berlusconi (di cui non sono un estimatore politico) ciò che avveniva in un’intera epoca storica, non mi pare che nei varietà RAI, tra macchiette di Pippo Franco e balletti scosciati la figura della donna o la rappresentazione dei gay fosse diversa, per non parlare del cinema. Peraltro come se un impero mediatico editoriale fosse semplicemente l’emanazione del capo (che ha sostanzialmente lasciato al figlio le redini gia da molti anni), quando giornalisti, satirici, autori sono tutti diversi tra loro, a Mediaset hanno lavorato Mentana e Santoro, e i servizi in favore delle battaglie gay alle iene, e perfino dalla D’urso si sprecano. Mettere in discussione la liberalità e l’abbraccio della battaglia gay-diritti civili di Cecchi paone mi pare follia pura, come pure l’averlo fatto per opportunismo (ha guadagnato solo antipatie e una pausa lunga 10 anni dal giornalismo, per diventare “quello dei gay”).

    1. Ma che sei l’avvocato di Cecchi Paone? 0_o Come se ne avesse bisogno poi! E comunque io non ho mai detto che la RAI democristiana e filo-vaticano sia stata meglio, per carità..ho solo ribadito l’ipocrisia di Cecchi Paone nell’essere un gay filo-berlusconiano e uomo mediaset di ferro, che sono stati stato il PEGGIO che potesse capitare per un gay in questo paese, fra volgarità di livelli senza precedenti in stile film di Natale che piacciono tanto al popolino medio di maschi italioti e che hanno fatto precipitare culturalmente l’Italia ai tempi di “io Tarzan tu Jane”..almeno prima di lui se non altro c’era un po’ di contegno e gli ignoranti misogini e omofobi più beceri avevano un po’ di pudore nel farlo vedere! Se adesso Mediaset, come la Rai del resto, si è un po’ adeguata ai tempi e alla moda del momento che vuole i diritti dei gay improvvisamente “cool” non è certo per merito di Berlusconi ma di un’inversione di tendenza che è avvenuta da quando Renzi (che a parte questo mi fa orrore) ha messo in agenda la legge sui diritti civili su pressioni dell’Europa, che ce lo chiedeva a gran voce e aprendo finalmente una gara in tv fra chi è più “tollerante” e aperto.

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