Ambra: dal palco di ‘Non è la Rai’ a madrina di Venezia

“Le polemiche non mi toccano più”. L’ex ragazzina prodigio è ormai una mamma e un’attrice di successo: “Il vero miracolo è la mia famiglia. Vorrei vivere 200 anni per vedere crescere i miei figli”.

Le polemiche l’hanno sempre accompagnata, ma oggi lei le vive con distacco ed indifferenza, forte di una maturità che sembra andare ben oltre i suoi 30 anni. La sensazione più forte che si ha ascoltando Ambra Angiolini è che tutto ciò che dice o fa dentro di lei sia già risolto. L’ex ragazza prodigio, quella che a soli 17 anni, microfono all’orecchio e zainetto in spalla, fece impazzire i teen-ager di tutta Italia dallo studio di ‘Non è la Rai’, si è presa l’ennesima grande soddisfazione: vincere importanti premi come migliore attrice non protagonista per ‘Saturno Contro’ ed aprire come madrina la 64° Mostra del Cinema di Venezia. Ma chi come lei è stata da sempre inseguita da critiche e polemiche non poteva pensare che non le piovessero addosso anche in questo caso.

E’ stata la madrina della 64° mostra di Venezia. Qual è stata l’emozione che ha provato?E’ stata una favola che non ha tempo, a prescindere da tutto quello che è stato detto o fatto, che non ha assolutamente influito sul mio buonumore. Era la mia favola e non volevo che nessuna cosa triste e nessuna polemica potesse rovinare. Quello di Venezia è un festival storico, è un simbolo della storia del cinema. Ci sono passate tutte le attrici più importanti, quindi l’effetto che fa è magico ed irripetibile.

Ha parlato di critiche e polemiche. Quella più forte è stata quella che ha sollevato Tullio Kezich definendola ‘il nulla con il vento in poppa’. Lei cosa risponde?

Come lettrice del Corriere della Sera mi ha stupito molto questa frase, perché lui aveva scritto benissimo di me a proposito del film di Ferzan. La velocità con la quale in Italia si cambia idea è sempre la stessa, almeno da quando lavoro, e cioè da 15 anni. Perciò cosa vuole che le dica, non mi stupisce e non mi fa nessun effetto. Sarà un piacere tra vent’anni sapere che c’è chi si è potuto sempre ricredere sul mio conto.

 

In tutti questi anni è già successo che molti suoi detrattori sono diventati poi suoi sostenitori…

E’ vero, dai miei esordi ad oggi ho avuto tante vittorie personali ed umane, e non parlo di rivincite. Certamente, le ripeto, per fortuna o purtroppo queste critiche non mi hanno fatto nessun effetto.

Lei però aveva risposto a Kezich dicendo: ‘un soffio di vento con tutto quel caldo ci voleva’. Sbaglio?

In realtà la frase è stata detta in conferenza stampa ed è stata decontestualizzata, ma non era una risposta a Kezich. A questo punto inizio a pensare che anche la sua frase possa essere stata riportata male. Ma insisto dicendo che non mi interessa nemmeno ricordare questa polemica, perché non è stata assolutamente la protagonista del mio festival.

Però non potrà negare di essere rimasta sorpresa dalle critiche mossele da Boncompagni che, dalle pagine di ‘Chi’ avrebbe dichiarato: “Non c’era niente di meglio in giro. Noi Italiani siamo poveracci. Fosse per me, la farei Papa”.No, perché nemmeno quella è come l’hanno riportata. Tra l’altro ‘Chi’ non è un giornale che mi ama, forse per il suo direttore o non so bene per quale motivo. Ma credo che stavolta quell’articolo e quelle dichiarazioni abbiano giocato a mio favore, perché poi è successo qualcos’altro. La gente è stufa delle solite accuse, delle solite polemiche, per cui ha agito e si è stretta attorno a me.

Nonostante Ambra Angiolini abbia 15 anni di carriera alle spalle, ed abbia avuto importanti riconoscimenti dalla critica televisiva e cinematografica, resta il fatto che nei confronti del suo personaggio rimangono dei forti preconcetti.

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C’è una stampa che, da 15 anni, e cioè da quando sto sulla piazza, fa il suo lavoro, che spesso non è quello di mettere tutti d’accordo, ma al contrario di sollevare l’attenzione ed una serie di pareri contrari. Ma le posso dire che sono almeno 5 anni che non me ne frega più niente. So di piacere ad alcune persone e ne sono contenta. Per il resto pazienza. A 30 anni, con due figli, ed un sacco di cose da fare, è molto difficile pensare di dover ancora dare per piacere a chi non si è ancora convinto. Pazienza, vivo lo stesso!

A soli 17 anni ha vinto il Telegatto come personaggio rivelazione dell’anno, con ‘Saturno Contro’ ha vinto un Nastro d’Argento, un David di Donatello ed un Ciak d’Oro; la scorsa settimana è stata la madrina della 64° Mostra di Venezia. Come ha vissuto tutti questi importanti traguardi?

Con stupore ogni volta. Ringrazio Ozpetek perché mi ha dato una stupenda possibilità, e non quella di rilanciarmi, ma quella di

cimentarmi in una cosa nuova. Una possibilità che forse non mi sarebbe capitata se avessi continuato a macinare una trasmissione dopo l’altra.

L’incontro con Ferzan è avvenuto casualmente in PugliaE’ avvenuto in un momento in cui avevo ricominciato a lavorare in televisione. Era nata Jolanda (la sua prima figlia- ndr.) da una anno e mezzo ed ero nuovamente incinta, per cui non avevo alcuna ambizione cinematografica, se non quella della accanita spettatrice di qualunque film proiettassero in sala.

Dunque è il caso che ha scelto per lei?Se ricevi una bella proposta, devi avere il coraggio e la preparazione giusta per giocartela al meglio. Solo dopo aver finito le registrazioni del film, mi sono accorta di aver fatto un buonissimo lavoro. Mi ero resa conto che qualcosa stava succedendo, ma non immaginavo che avrei conquistato addirittura dei premi per la mia interpretazione.

E quando ha saputo che c’era la possibilità che fosse premiata?Ogni nomination ed ogni conferma è stata un calvario anche mentale, perché non riuscivo a capire bene cosa mi stesse accadendo. Questo mi ha spaventata, perché sono più abituata alla normalità che agli eccessi da un po’ di tempo a questa parte.

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Dopo Ozpetek nuovamente sul set per ‘Bianco e Nero’. E stavolta sotto la regia di Cristina Comencini…Sono capitata nuovamente nelle mani di una regista con tutti i caratteri maiuscoli del cinema. Cristina Comencini mi ha dato la possibilità di interpretare un ruolo completamente diverso dalla Roberta che ho interpretato in ‘Saturno Contro’.

Può anticiparci qualcosa sul suo personaggio?

E’ una donna sposata, che non si è accorta di tenere in piedi un matrimonio che è già fallito. E’ una donna che ha trascurato se stessa, ma anche moltissimi dettagli della vita di coppia. Tutto questo è proposto in chiave ironica, quindi spero che il mio personaggio vi faccia anche ridere di cuore, e non solo piangere, come è successo in ‘Saturno Contro’.

Tornerà invece a cantare?

Guardi, finché voglio rimanere felicemente fidanzata, credo di no!

Perché Renga cosa pensa delle sue canzoni?

Ma no, non pensa niente delle mie canzoni. Pensi che lui dice che sono intonatissima, quindi parliamo proprio di due mondi diversi. Non credo nemmeno le abbia mai ascoltate le mie canzoni, se non per sentito nominare da alcuni amici simpatici, che ogni tanto mi ricordano le mie origini, per farmi rimanere con i piedi per terra.

Le sue canzoni e la sua partecipazione a ‘Non è la Rai’ sono diventati per molti un vero e proprio cult. Rinnega quel periodo della sua carriera?

Assolutamente no, ma bisogna anche sapersi slegare dal passato. E’ cosa fatta, si mette da parte, e si può usare la propria esperienza precedente laddove serve. Non credo che quello della canzone fosse la mia strada o la mia vocazione principale. Come tante delle cose che ho fatto, mi è capitata, ci ho provato, ed ho fatto anche quello con estrema serietà.

Tra premi, consensi della critica, una famiglia che ama e che la ama, qual è stato il regalo più bello di questo 2007?

La sfera familiare non vive di momenti belli, è una cosa stupenda a prescindere dal momento, dalla fatica, da una settimana si e da quella no. Quindi non la inserisco mai in una sorta di classifica ideale, quando mi chiedono quale sia il regalo più bello dell’anno in corso. La mia famiglia è me! La mia famiglia è un miracolo.

Ed escludendo la sfera familiare?

La cosa più bella di questo anno sono le nuove amicizie importanti che ho fatto. Ho scoperto con grande piacere delle persone capaci di entrare nella vita di una donna di trenta anni, che pensava ormai di avere esaurito la possibilità di dedicarsi a piccoli sentimenti che nascono. I figli portano via gran parte della testa e del cuore, quindi una volta che si è raggiunta quella dimensione è difficile pensare di potersi dedicare a nuove amicizie, che sono importanti e che ti richiedono impegno e pensiero quotidiano. Trovare il tempo per nuove amicizie oggi è diventato un lusso che non ci si può concedere molto facilmente.

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L’impressione che si ha sentendola parlare è di una donna straordinariamente matura, posata, a volte calcolata. Dipende dal fatto che a soli trent’anni ha bruciato tutte le tappe?

Non credo di aver bruciato le tappe nella mia carriera. La maturità è un qualcosa che mi appartiene sin da piccola, quando già all’età di 6 anni mi interessavo di questioni umane non usuali per una bambina di quell’età.

Tanta maturità, ma anche tanta spregiudicatezza, come quella volta che posò per la copertina di ‘Tam Tam’ appesa ad una croce. Fece scandalo e scalpore e venne anche giudicata blasfema…

Non credo che quella copertina sia più volgare di una donna nuda o di un calendario fatto per soldi. Quello è un momento della mia esistenza intensa e piena di contraddizioni. Tra l’altro quella foto venne messa in un contesto diverso da quello originale, perché quel servizio era stato realizzato per un settimanale importante e per un diverso motivo.

A proposito il suo rapporto con la fede?

E’ un rapporto che non amo spiegare, perché non è chiaro ed è pieno di dubbi e di incertezze. So che i miei figli cresceranno con tutto quello che ho avuto io da bambina, per cui riceveranno tutti i sacramenti e li manderò al catechismo. Li aiuterò nella comprensione di tutto. Io ho un rapporto meraviglioso con alcuni aspetti della fede, ma con alcune altre pratiche e personaggi che la rappresentano ho un rapporto un po’ più disincantato. Penso realmente che ci sia qualcos’altro rispetto a quello che ci viene imposto. Conosco delle persone, degli esseri umani che peccano di volgarità, e credo che la Chiesa a volte scivoli purtroppo in questa direzione.

Il suo rapporto invece con il mondo omosessuale?

E’ una questione di credo, anche politica se vuole. Nel mondo omosessuale mi ci sono sempre trovata e l’ho sempre scelto. Ho conosciuto persone che vivono un quotidiano semplice, fatto di convivenza, senza nessuna situazione portata all’estremo. Penso che quello che si vuole montare sul mondo omosessuale sia sempre quello che fa comodo ai media. Far vedere invece cosa c’è realmente dietro all’universo gay sarebbe davvero interessante, per far capire a tutti quanto il mondo omosessuale viva di normalità.

Il suo desiderio?

Quello di voler vedere per altri 200 anni i miei figli crescere. Mi piacerebbe essere immortale per quello, per vederli grandissimi e super realizzati. Ma la fregatura della vita è proprio questa: ad un certo punto devi salutare le persone che ti hanno aiutato a crescere.

di Michele Sabia