ANTONELLA CLERICI: LA TV COME UN CIRCO

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Due matrimoni alle spalle e una storia con un comandante di nave. Non va in onda senza pailettes e sogna uno show sugli anni 80. Parliamo con la...

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Della spontaneità e della simpatia di Antonella Clerici non avevamo mai avuto dubbio. Ma la signora di RaiUno va oltre e ci parla con naturalezza del suo modo di essere, davanti alle telecamere e nella vita privata. Ci dice che spesso pensa come molti gay. Sarà per questo che molti gay la adorano e la considerano ormai un vero e proprio mito.
Antonella, come va?
Bene, sono tornata da poco da Berlino dove ho assistito alla finale dei Mondiali.
Allora visto che sei anche una giornalista sportiva non possiamo non chiederti un commento sulla vittoria dell’Italia…
Avevo già visto allo stadio la finale del ’94. Quindi quando siamo arrivati ai rigori quasi mi è preso un coccolone! Mi ha stupito molto il gesto di Zidane, anche nel caso in cui fosse stato provocato da Materazzi, quella reazione non è giustificabile. Rimarrà come una macchia sul curriculum di questo grande campione. L’Italia invece si è proprio meritata questa vittoria e la gioia è immensa.

Torniamo a noi… Sai che i gay ti adorano?
Spesso mi viene detta questa cosa ma io non l’ho mai veramente sperimentata. Anch’io adoro i gay. Penso molto a loro e spesso mi capita di pensare come molti di loro. In televisione mi piace l’idea dell’eccesso, non sono per niente sobria, sono passionale, un po’ matta e eccentrica. Senza le paillettes non si va in onda! Poi magari nella vita privata sono molto più tranquilla, non sono una di quelle sempre presente a tutte le feste o nelle località più gettonate dai vip.
Infatti non sei la tipica persona di spettacolo sempre presente sui giornali di gossip
Ma credo che il punto sia un altro… Io conosco un sacco di pettegolezzi sul mondo dello spettacolo che mai appaiono sui giornali. Scoop interessanti ce ne sarebbero, ma il problema è che i fotografi e i giornalisti di cronaca rosa frequentano sempre i soliti posti con le veline e i calciatori e spesso a questo si fermano. C’è anche altro su cui non indagano mai. Quindi magari anch’io sono brava a non farmi scoprire… (sorride ndr)

“La prova del cuoco” da semplice programma di gastronomia, come era all’inizio, è diventato un ottimo programma di intrattenimento e di allegria, una sorta di grande festa, un grande party molto gaio con musichette, colori, balletti, paillettes e lustrini. Le canzoni de “La prova del cuoco” fanno impazzire il pubblico dei locali gay. Tu e la tua trasmissione siete ormai un fenomeno di costume. Come è avvenuto questa evoluzione?
“Le tagliatelle di nonna Pina”, ormai diventate la nostra colonna sonora, sono favolose. Mi capitò una volta di sentire questa canzone in radio e subito pensai che sarebbe stata perfetta per la trasmissione. Poi ha incominciato a dilagare da molte parti. Anche Fabio Canino spesso ha messo “Le tagliatelle” nelle sue trasmissioni…
“La prova del cuoco” ha subito un’evoluzione parallela alla mia. Ho iniziato come giornalista sportiva, sono poi passata a “Uno mattina” che pur essendo una trasmissione di intrattenimento ha un taglio molto giornalistico. Con “La prova del cuoco” ho potuto liberare la mia parte più goliardica. Adoro il cibo, il sesso e il divertimento, sono molto godereccia. Quindi nella mia trasmissione ho cercato di rappresentare al meglio questa mia caratteristica. Ad esempio ho subito pensato che per una cucina non fosse adatto il solito tailleur e quindi ci siamo inventati vestiti strani e grembiuli un po’ pazzi…
Appunto… parliamo dei tuoi abiti, altra cosa che affascina il pubblico gay. Sono sempre coloratissimi e impossibili, li scegli da sola?
Li scelgo insieme al mio costumista che si diverte a pensare le cose più strane, più sono abiti impossibili e più ci piacciono. La tv è come un grande circo, è il regno dell’eccesso, le cose sobrie non sono adatte…
Dai tuoi costumi ricordi molto i grandi varietà degli anni sessanta…
Infatti, pensa che per la prossima edizione de “Il treno dei desideri” stiamo pensando ad un abito fatto tutto di stelle. Per Sanremo dello scorso anno abbiamo pensato a abiti enormi con una forte presenza del rosa, il mio colore preferito. E col mio costumista e con Gai Mattiolo abbiamo realizzato quegli abiti che tutti ricordano.
Ed erano più che abiti, erano quasi scenografie… Prima hai accennato anche al cibo. Una volta Paolo Bonolis ti ha definito ironicamente l’unica donna che non ha il colesterolo nel sangue ma che ha tracce di sangue nel colesterolo… Com’è il tuo rapporto col cibo e con la forma fisica?
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Ed erano più che abiti, erano quasi scenografie… Prima hai accennato anche al cibo. Una volta Paolo Bonolis ti ha definito ironicamente l’unica donna che non ha il colesterolo nel sangue ma che ha tracce di sangue nel colesterolo… Com’è il tuo rapporto col cibo e con la forma fisica?
Ho un rapporto quasi sessuale col cibo. Mi piace cucinare anche se non sono bravissima, come avrete potuto constatare dalla trasmissione. Non potrei mai stare a dieta per più di una settimana, diventerei triste, assumerei un brutto colorito. Mi piaccio così e credo che anche agli altri piaccio proprio perché sono così naturale. Se un uomo esce a cena con me si diverte, sono goduriosa. Non sono una di quelle che toglie il grasso al prosciutto! Per quanto riguarda la forma fisica… il minimo per non cadere a pezzi!
In una intervista a “Vanity Fair” hai dichiarato «Mi piacciono i travestimenti, gli stivali e mi stuzzicano i luoghi curiosi» sembra la descrizione perfetta dei locali gay con show di drag queen… sei mai stata in un locale gay?
È il mio sogno poter andare in un locale gay dove si esibiscono delle drag queen! Mi piacerebbe anche mettermi una parrucca! Ma non ci sono mai stata. Quando sei conosciuta non sempre puoi muoverti liberamente e fare quello che vuoi. Comunque mi piacerebbe moltissimo conoscere meglio il mondo gay, quel mondo che adoro in particolar modo nelle opere di Almodovar.
Magari per realizzare il tuo sogno di andare in un locale gay qualcuno ti chiama come ospite! Passiamo ad altro; come va l’amore?
Alti e bassi. A causa del mio lavoro non è facile starmi vicino; ho già avuto due matrimoni. Adesso ho una storia con un ragazzo che fa il comandante sulle navi da crociera. Non mi piace la quotidianità in amore. Da questo punto di vista l’amore a distanza può essere uno stimolo ma è anche duro da portare avanti. Magari lui sta imbarcato per mesi e anch’io per i mesi invernali sono molto impegnata con la tv. A volte mi capita di pensare che forse non ho ancora incontrato l’uomo della mia vita che sappia farmi amare anche la quotidianità del rapporto, oppure su questo punto sono proprio limitata io… Per fortuna ho molti amici e molti impegni che mi fanno vivere con serenità la mia vita.
Pensi di risposarti?
No.

Ti vedresti come mamma?
Mi sarebbe piaciuto molto diventare mamma. In Italia è difficile anche adottare e come single non potrei neanche farlo. Sono certa che io potrei dare molto ad un figlio. Sono per la libertà nel campo della fecondazione ma preferirei togliere un bambino dall’orfanotrofio per dargli una vita felice.
Abbiamo parlato di matrimoni e, in quel campo, pare di capire che hai una certa esperienza, cosa ne pensi del matrimonio e dei PaCS tra omosessuali?
Dei PaCS, tutto il bene possibile. A volte mi capita di pensare al fatto che a uno dei due della coppia possa succedere qualcosa e che all’altro possa anche essere impedito di andarlo a trovare in ospedale. Trovo agghiacciante tutto ciò. Al contempo capisco anche la posizione della chiesa, è normale che debba tenere questa linea dura. Sul matrimonio invece non sono molto convinta, d’altra parte una promessa indissolubile per sempre la trovo piuttosto sbagliata anche per le coppie eterosessuali. Diciamo che trovo il matrimonio un qualcosa di molto ideologico mentre il PaCS mi sembra più pratico e realistico
Sei la “signora di Raiuno”, in quest’ultima stagione hai condotto vari programmi. Come vivi questo periodo felice? Sei soddisfatta della tua carriera? Prossimi progetti?
A volte vorrei che la Rai mi riconoscesse di più per quanto sono amata dal pubblico. Forse io bado molto più alla sostanza, mentre vedo che altri, pur con risultati meno gratificanti dei miei riescono a vendersi meglio. Quest’anno mi sono messa in gioco e sono stata premiata. È stato stancante ma mi ha dato grandi soddisfazioni. D’inverno è come stare in prigione per me, devo tenere un ritmo di vita molto severo perché gli impegni sono molti, dirette, riunioni preparazione delle trasmissioni. L’estate è come una liberazione per me e quindi mi do alla pazza gioia.
A fine settembre riparte “La prova del cuoco” e “Il treno dei desideri”. E poi vi anticipo una cosa che mi piacerebbe molto fare e che credo piacerebbe molto anche al mondo gay. Vorrei fare un programma in quattro puntate sugli anni Ottanta, sulla storia, sul costume, sui fatti e sulle mode di quegli anni. Sono gli anni della mia giovinezza, sono anni che molti screditano, gli anni della famigerata “Milano da bere”. Credo che siano stati però anni fantastici, gli anni dell’eccesso, dagli atteggiamenti al modo di vestire. Mi piacerebbe molto fare una bella analisi di questo decennio.
Due anni fa hai anche condotto un reality, “Il Ristorante”; cosa ne pensi di questo tipo di programmi?
I reality ormai mi sembrano un po’ tutti uguali, sempre i soliti schemi, le solite nomination, le solite dichiarazioni dei partecipanti al momento della scelta dei nominati… L’idea del reality è vincente perché mostra le interazioni tra le persone, ma ormai mi sembrano un po’ troppo costruiti e stereotipati. All’inizio era bello, quando i concorrenti non sapevano come funzionavano i meccanismi televisivi e cosa li avrebbe aspettati una volta terminato il reality.
C’è qualcosa che ti fa veramente paura nella vita?
Le malattie, oggi ci sei e domani chissà… e la sofferenza. Allora preferirei morire di colpo senza un periodo di agonia.
C’è qualcosa che odi?
No, l’odio è un sentimento troppo forte e troppo faticoso per perderci tempi. Invece dell’odio io seguo Dante nel girone degli ignavi: “non ti curar di loro ma guarda e passa…”

C’è qualcuno che ammiri o a cui ti ispiri nel mondo dello spettacolo?
Ispirami no. Cerco di essere sempre molto spontanea. Sicuramente una donna che ammiro molto è Raffaella Carrà. Sebbene io non sappia né cantare né ballare molti dicono che per certi versi somiglio alla grande Raffaella, in particolar modo per il tipo di rapporto che instauro col pubblico. Poi in generale mi piacciono molto le persone low profile come ad esempio Mariangela Melato che trovo che sia una attrice grandissima. Comunque in generale ammiro molto le persone che si sono fatte da sole, quelle che hanno lottato per un obbiettivo e sono riuscite a raggiungerlo.
Gioco della torre? Ci stai?
È sempre molto rischioso e difficile ma andiamo pure!
Chi butti? Platinette o Mara Venier?
Anche se con Mara ormai il dissidio è superato, salvo Platinette che mi piace come persona e la trovo molto intelligente.
Alessandro Cecchi Paone o Vladimir Luxuria?
Butto Alessandro. Lo conosco da moltissimi anni, molti anni prima che si sposasse, è un amico ma credo che dopo aver dichiarato di essere omosessuale ostenti un po’ troppo questo aspetto. Vladimir Luxuria è molto tosta e coerente, ha lottato molto ed ha ottenuto i frutti del suo lavoro.
Michele Cucuzza o Paola Perego?
Cucuzza è una persona molto discreta ma per solidarietà femminile salvo Paola Perego.
Bruno Vespa o Enrico Mentana?
Vespa è molto carino e con lui ho un ottimo rapporto. Enrico Mentana è stato il mio direttore al Tg2 e fu lui a volermi a “Dribbling”. Quindi non butto nessuno dei due.
Come ti vedi tra venti anni?
Serena, appagata e contornata da molti amici… e magari con l’amore della mia vita accanto.
Ah dimenticavo… “ti sei lavata le mani tesoro?”
(Sorride ndr) Certo! Prima di mangiare il vitel tonné!
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di Gian Luca Pacini

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