Arriva in tv lo humor inglese di ‘Little Britain’

Da venerdì 21 Mtv propone la dissacrante serie con gag a raffica realizzata dalla BBC, popolarissima nei paesi anglosassoni e piena di personaggi altamente ‘queer’.

«Non è facile essere l’unico gay del paese,» si lamenta Daffyd, «anzi, è davvero dura.» Il ragazzo ripete il concetto ad ogni occasione, sebbene si imbatta sempre più spesso in altri gay e lesbiche. Niente da fare, per Daffyd essere ‘l’Unico Gay del paese’ più che una circostanza è diventata una vera e propria missione di vita, al punto da voler negare agli altri il diritto di dirlo per non vedersi compromessa…l’esclusiva. L’assurda situazione è solo uno dei tanti tormentoni che ricorrono in “Little Britain”, inusuale serie britannica che dal 2003, anno del suo debutto sul piccolo schermo, è diventata inaspettatamente un grande successo in tanti altri paesi e della quale adesso gli autori stanno preparando una versione americana per il canale Hbo. Mattatori incontrastati sono David Williams (quello più magro e con i cappelli) e Matt Lucas (il più basso e pelato) che l’hanno creata, in origine per la radio, e che danno sfoggio di gran trasformismo, interpretando tutti i personaggi principali. Bersaglio del loro umorismo sono gli stereotipi e le tradizioni d’oltremanica, il titolo infatti deriva proprio dall’incongrua combinazione tra Little England e Great Britain. La serie inanella degli sketch che mettono cinicamente sulla graticola le varie componenti della società britannica, senza risparmiare nessuno. Dalle zone rurali alle highland scozzesi, dalle cittadine costiere alle grandi città, tutto e tutti finiscono nel grottesco e surreale frullatore di Lucas e Williams.

Trasformazioni e travestimenti Sono più di ottanta i personaggi che animano le puntate di “Little Britain”, alcuni compaiono solo

saltuariamente, altri sono immancabili in ogni episodio. Tra quelli impersonati da Matt Lucas, oltre al già citato e orgogliosissimo gay DaffyD, c’è Bubbles Devere, un’obesa signora, sfrontata e sessualmente piuttosto affamata, che soggiorna impunemente in una health farm, impegnata a ritardare indefinitamente il momento di dover saldare il conto. Dame Sally è invece una sorta di Barbara Cartland, svogliata scrittrice senza talento che confeziona romanzi rosa scopiazzando da ogni fonte (Bibbia compresa) pur di far riempire qualche pagina alla propria segretaria. Florence è una delle due ‘vere signore’ che passano le giornate facendo quello che le vere Lady si suppone facciano, ovvero andare a teatro, fare shopping e visitare giardini e mostre floreali. Poi c’è Kenny Craig, ipnotizzatore senza scrupoli che ripete incessantemente alle sue vittime di guardarlo dritto negli occhi, per poi fargli fare solo quello che vuole lui. Andy invece si sposta su una sedia a rotelle, dalla quale però si stacca velocemente ogni qual volta il suo paziente accompagnatore è distratto. Infine c’è Marjorie, la terrificante leader del gruppo per aspiranti perditori di peso, spietata nel suo umiliare chiunque le

capiti a tiro. David Williams invece impersona la povera signorina Grace, sfortunata dattilografa dei polpettoni sentimentali sfornati da Dame Sally. Poi Edward, travestito che cerca, con risultati assai poco convincenti, di farsi passare per tale Emily, che lui definisce ‘una vera signora’…senza però che nessuno ci creda. Harvey invece è proprio quello che si definisce un cocco di mamma, al punto che sebbene sia prossimo al matrimonio continua a farsi allattare dalla madre. Poi c’è Lou, che si prende pazientemente cura di Andy, ubbidendo a ogni sua più insensata richiesta e Maggie, benestante supporter del partito conservatore che ha la sgradevole abitudine di vomitarti addosso, letteralmente, quando ci sono cose che non riscuotono la sua approvazione. Impossibile infine non citare Sebastian, irascibile segretario del Primo Ministro britannico (l’attore Anthony Head, noto per “Buffy”), perdutamente innamorato di lui e pronto a tutto pur di conquistarlo. 

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Umorismo Queer

 Il quoziente ‘queer’ di “Little Britain” è altissimo e costituisce certamente un tassello fondamentale del suo successo. Gli sketch sono tanti, inevitabilmente alcuni più efficaci di altri. Matt Lucas (già sceneggiatore per l’ “Ali G Show” di Sacha Baron Cohen) è apertamente gay e certamente non ha problemi nell’inserire alcuni aspetti della comunità GLBT tra i bersagli delle proprie gag. David Williams, finora più vago su certi aspetti della sua vita, non ha comunque certo remore nell’apparire en travesti o molto camp (come l’impagabile Sebastian). Il risultato della loro collaborazione è un trionfo beffardo del politicamente scorretto, nonché uno dei tanti esempi che evidenziano le differenze tra la televisione pubblica britannica e quella italiana. Alla Bbc nell’informazione c’è una notevole indipendenza dai governi in carica e nelle produzioni d’intrattenimento c’è una encomiabile capacità di proporre anche programmi innovativi e non banali, persino provocatori e talvolta controversi. Insomma, tutto l’opposto

di quanto non avvenga nell’imbalsamata Rai nostrana, sulla quale poter vedere un programma equivalente a “Little Britain” è pura fantascienza. Motivo in più per dare una chance a questa serie a dir poco inusuale che, dopo le trasmissioni sui canali satellitari, arriva ora sulla tv generalista grazie a MTV, che la trasmette a partire da venerdì sera alle 23. Gli episodi andranno in onda per due settimane dal martedì al venerdì alle 23.00, poi dal 12 ottobre ogni venerdì sempre nella stessa fascia oraria.

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