ASTRI E DISASTRI

Esclusiva: abbiamo interrogato Paolo Fox, l’astrologo più famoso della tv. Che indica i segni zodiacali favoriti per l’estate. E critica il Gay Pride: "Non c’è bisogno di sfilare".

L’estate è alle porte e ciascuno di noi – inutile nasconderlo – vuole sapere se il suo segno sarà più o meno fortunato durante questo periodo. Puoi dirci qualcosa?

Sicuramente sì, i segni dominanti in estate saranno due: Ariete e Leone. L’ariete darà il meglio di sé immediatamente dopo la primavera, mentre il leone, condizionato da un Giove particolarmente favorevole, raggiungerà il suo apice nei mesi di luglio e agosto.

Vedi altri segni favoriti oltre a questi due che hai citato?

Per diversi motivi, vedo bene anche Bilancia, Acquario e Pesci. La bilancia gode ancora dell’onda lunga di un maggio molto positivo. L’acquario, che proviene da un anno complessivamente non facile, può contare sul mese di giugno, che apporterà novità positive. I pesci infine, durante questa estate, si scrolleranno di dosso malinconia e pessimismo.

Per tutti gli altri segni cosa prevedi?

Fasi alterne. Complessivamente però, rispetto all’energia di ariete e leone, calma piatta.

Lasciamo da parte gli astri e parliamo di temi più controversi, come ad esempio le libertà civili. C’è appena stato un Gay-pride molto affollato – tradizionale terreno di scontro fra opposte sensibilità politiche e culturali – qual è la tua opinione al riguardo?

Da un punto di vista intellettuale e culturale sono molto vicino alla causa gay. Ho molti amici, anche intimi, dichiaratamente omosessuali, per me questo non fa assolutamente problema. Da un punto di vista sociale, però, mi permetto di essere critico nei confronti del Gay-pride. Non credo ci sia bisogno di sfilare o di "esibirsi" per esercitare serenamente la propria sessualità

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Permetti una contro obiezione: il problema dell’esercizio della sessualità credo sia l’ultima delle preoccupazioni del gay pride. Piuttosto, tema centrale è la rivendicazione di alcuni diritti verso cui il nostro Paese è drammaticamente indietro, non credi?

Sì, in effetti vedo che in Europa esistono più libertà e più garanzie per tutti, anche sui temi delle unioni non tradizionali. Forse dipende anche dal fatto che le religioni non cattoliche sono meno ingerenti nelle questioni della morale sessuale. E comunque continuo a considerare il problema della sessualità meglio collocabile (e quindi meglio gestibile) nella sfera personale, privata degli affetti.

In RAI forse hanno adottato codesta linea, visto che del "gay and lesbian way of life" non si parla praticamente più..

Sulla RAI, se permetti, preferisco non rispondere. C’è un clima di netto cambiamento rispetto al passato e, come ogni novità, è necessario attenderne gli sviluppi per poterne dare serenamente dei giudizi.

Quale pensi sia il difetto più evidente di un’azione di lotta condotta nella società civile che miri al riconoscimento di alcuni importanti diritti gay?

La ghettizzazione. Giusta la lotta, la rivendicazione, l’esposizione anche netta delle proprie idee, ma attenzione alla autoesclusione. Voglio dire, se dividiamo il mondo tra eterosessuali e gay per opportunità di comunicazione va bene; ma se invece lo facciamo perché pensiamo che questa sia effettivamente la realtà ci sbagliamo di grosso! Non è possibile delimitare, rinchiudere la personalità di un individuo in schemi rigidi, definiti una volta per tutte. Insomma, chi ti dice che un gay sia per sempre gay o che un etero sia per sempre etero nella sua vita? Nella vita ci sono trasformazioni, novità, adattamenti, ripensamenti, rinascite, contraddizioni. Personalmente credo sia così limitante escludere queste possibilità e catalogare le persone, anche da un punto di vista sessuale, in schematiche rigidità!

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di Dario Remigi