Bianca Berlinguer: “Siamo sicuri che un altro governo avrebbe pensato ancora ai gay?”

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"Io, mio padre, Salvini, la Sinistra, la Destra, la Tv, gli ascolti, Floris e quell'imitazione che non credo mi abbia fatto poi così bene."

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Non pensa che l’imitazione della Raffaele le abbia fatto poi così bene, non si sente una donna di potere, né tantomeno una radical chic e non scenderebbe mai in politica perché troppo ‘innamorata’ del suo lavoro. Bianca Berlinguer ha le idee chiare su tutto. Severa e giusta sul lavoro, simpatica e pop nel quotidiano. Iconica quanto basta, la conduttrice e giornalista del terzo canale della tv di Stato, si gode un periodo particolarmente felice della sua carriera grazie al successo di #CARTABIANCA che tornerà, dall’11 settembre, nel prime time di Rai3 per raddoppiare poi, nel 2019, con l’appuntamento quotidiano a ridosso di quel TG 3 che ha diretto per ben sette anni.

Aveva detto che sarebbe stato difficile vivere senza il TG3..

Beh, venticinque anni non sono mica pochi.. 

Eppure con la sua #CARTABIANCA si è presa una bella rivincita. Facciamo un bilancio della stagione televisiva appena conclusa. Contenta?

Molto. È stata una stagione positiva. Il quotidiano ha continuato a performare nel migliore dei modi, nonostante il mio scetticismo iniziale, e l’appuntamento settimanale è riuscito a guadagnare diversi punti in più rispetto all’anno precedente, nonostante la concorrenza.

Floris su La7 e per un breve periodo anche il Grande Fratello su Canale 5.

La tv è fatta anche di affezione e con un avversario come Giovanni che va in onda da anni il martedì sera, prima sulle reti Rai e ora su La 7, non è facile fidelizzare il telespettatore. Il Grande Fratello, invece, non possiamo definirlo un ‘competitor’. Senza offesa per nessuno, ma abbiamo due tipi di pubblico molto diversi.

Quel che è certo è che il suo programma tornerà a dar filo da torcere ai suoi avversari..

Ripartiremo l’11 settembre in prima serata. Mentre il quotidiano, salvo cambiamenti, partirà con l’anno nuovo, subito dopo il 7 gennaio.

Una delle idee vincenti del suo programma è sicuramente quella di mescolare la politica, al pop. Quanto c’è di suo dietro questa scelta?

Molto. Con il mio gruppo di lavoro ci divertiamo a fare questi ‘mash up’, ma sempre con cognizione di causa. Vede: abbiamo avuto Cristiano Malgioglio. Nuovo idolo di molte generazioni, ma anche persona che conosce da vicino certi movimenti e certe battaglie. Ancora rido se penso alla telefonata che gli feci per invitarlo come ospite nel mio programma. 

Sono così indiscreto se le chiedessi il contenuto di quella telefonata?

Lo chiamai personalmente per invitarlo, ma lui pensava avessi sbagliato Cristiano! Faceva fatica a credere e a pensare che un personaggio come lui sarebbe potuto entrare in un programma come il mio. Roba da pazzi.

Malgioglio è pop. Lei, invece, è più pop o più snob?

Beh, spero più pop, anche se non credo di essere né pop, né snob. Snob, poi, non mi sembra proprio un bel complimento. 

Diciamo radical chic allora..

‘Peggio mi sento!’ E non lo sono assolutamente, mi creda..

L’imitazione di Virginia Raffaele l’ha aiutata a farsi ‘amare’ dal grande pubblico?

Questo non lo so, e onestamente non credo ne uscissi così bene da quell’imitazione..

L’ha disturbata?

All’inizio rimasi un po’ così, poi, col passare del tempo, iniziai a riderci anch’io. 

Quant’è difficile per Bianca essere sempre la Berlinguer?

Nessuna difficoltà. Oramai ci sono abituata.

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Beh, si porta dietro una certa responsabilità con un cognome come il suo..

Una responsabilità, forse, ma la verità è che sono stata anche molto fortunata. A distanza di trentaquattro anni dalla morte di mio padre, questo cognome continua ad essere molto amato nel nostro Paese. 

Cosa molto rara per un Paese come il nostro che tende a dimenticare tutto e tutti. 

Vero, ed io, in tutta sincerità, non le nascondo che è bellissimo sentire proiettato su di me tutto questo affetto.

Ha ereditato qualcosa da suo padre?

La determinazione. 

Ed è mai stato difficile per lei essere la figlia di un uomo così importante?

Non è stato facile essere sua figlia, così come non è semplice trovare la propria identità quando si è figli di un genitore che ha lasciato il segno come lui.

Lei però l’ha trovata.

(ride, ndr) Così pare..

L’idea di scendere in politica non l’ha mai sfiorata?

Me lo chiedono sempre tutti, ma sono ancora ‘troppo’ innamorata del mio lavoro. 

Lei piace molto al mondo gay. Si è mai chiesta il perché?

Forse perché quando ero il direttore del TG3 ho sempre avuto un’attenzione particolare alle tematiche che riguardavano il mondo lgbt? E poi non le nascondo che quest’affinità, a me, non dispiace affatto, anzi.   

E pensa che se fosse ancora direttore, con questo governo così poco liberale, sarebbe riuscita a parlare nello stesso modo di omosessualità nel suo telegiornale?

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