Busi, il PDL si infuria e la Rai lo radia dalle trasmissioni

Dopo le dichiarazioni sul pontefice Pdl e Udc inveiscono contro lo scrittore. La RAI, invece, decide di radiarlo da tutte le trasmissioni. Al suo posto proposta la Parietti all’Isola, che rifiuta.

La decisione Rai – Non sarà neanche in trasmissione, il prossimo mercoledì sera, Aldu Busi. Dopo essere andato via dall’Isola, allo scrittore non verrà

concessa nemmeno la classica poltrona da ospite a causa delle sue dichiarazioni sull’omofobia e l’accostamento al pontefice. La RAI ha infatti deciso di radiare Busi da tutti gli show delle tre reti. "Il Direttore di Rai 2, Massimo Liofredi,  – si legge in una nota – sentito il Direttore Generale della Rai Mauro Masi, ha ravvisato nel comportamento dello stesso palesi e gravi violazioni delle regole e delle disposizioni contrattuali. Pertanto, Aldo Busi verrà escluso dalla partecipazione alle prossime puntate de "L’isola dei famosi" e dalle altre trasmissioni della Rai".

Il Codacons – Alla decisione plaude il Codacons anche se il suo presidente Carlo Rienzi ritiene che il provvedimento sia tardivo. «Già dalla prima puntata

dell’"Isola dei Famosi" lo scrittore andava mandato a casa – afferma Rienzi – Busi, infatti, fin dalle prime battute del programma si è abbandonato ad un linguaggio volgare e ad espressioni di cattivo gusto, nel tentativo fallito di provocare e suscitare attenzione sul suo personaggio o su temi a lui cari. Linguaggio e provocazioni non graditi ai telespettatori, molti dei quali hanno scritto al Codacons denunciando le scurrilità dello scrittore».

Il centrodestra – Già dal primo pomeriggio, sulle dichiarazioni di Busi erano intervenuti alcuni esponenti del centrodestra. Alessio Butti, capogruppo del Pdl in Commissione di Vigilanza RAI, aveva commentato «Condivido pienamente la decisione dei vertici dell’Azienda di escludere Aldo Busi da tutti i programmi Rai. Sicuramente non ne sentiremo la mancanza. Sempre più spesso i reality – ha aggiunto – offrono pagine poco edificanti della televisione con personaggi che, pur di essere al centro della giostra mediatica, sono pronti a scadere nella volgarità, arrivando persino ad offendere apertamente il Santo Padre e con lui milioni di credenti. Episodi come quello di ieri sera poco hanno a che fare con la mission del servizio pubblico». Dello stesso tono le

dichiarazioni di Maurizio Lupi, Vice Presidente Pdl della Camera dei deputati e componente della commissione di Vigilanza Rai: «Quello che è accaduto ieri sera è inaccettabile. Aldo Busi ha insultato, davanti ad una platea di milioni di telespettatori, il Papa. Mentre Francesco Storace è andato giù pesante accusando Aldo Busi addirittura di inneggiare alla pedofilia: «Gli inni alla pedofilia, gli insulti al Papa sono sconcertanti, indignano e rendono sempre più cupa una società ormai priva di etica. Sono queste le cose per cui certa gente dovrebbe andare in galera». «È stata dileggiata senza ritegno davanti a milioni di telespettatori la guida spirituale dei cattolici nel mondo», aveva gridato sdegnato il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa.

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Patanè: «Restiamo colpiti dal provvedimento spropositato preso dal direttore di RaiDue Liofredi e dal direttore generale Rai Masi. Seppure non ne condividiamo sempre le modalità, talvolta violente, con cui Busi è intervenuto nella puntata di ieri sera, crediamo che il sevizio pubblico televisivo debba garantire l’espressione di tutte le idee, anche le più scomode per la nostra società. Siamo grati a Busi quando in queste settimane di partecipazione ad una trasmissione popolare ha ricordato più volte come la vera malattia italiana sia l’omofobia, cioè l’odio e il disprezzo, anche da parte di alcune gerarchie ecclesiastiche, delle persone omosessuali. La conduttrice Simona Ventura più volte ha sostenuto che un reality come l’Isola può essere un esempio di confronto di idee e di persone molto differenti tra loro che hanno l’occasione di portare i loro vissuti all’attenzione del grande pubblico: l’esclusione di Busi dalla TV pubblica rappresenta una rottura di questo confronto e una grave lesione della libertà di espressione».  

Imma Battaglia – Critica anche Imma Battaglia, presidente di Dì Gay

Project: «Guardando Aldo Busi all’"Isola dei Famosi" ieri sera ho pensato che stesse seriamente male e che il naufragio televisivo gli avesse fatto perdere ogni forma di auto controllo. I suoi proclami sono stati fuori dalle righe e da gay dico anche controproducenti per una seria cultura anti omofobia in questo paese. Urlare nei modi e nei conteunuti, estremizzare le posizioni non porta da nessuna parte, se non rende ancora più conformisti e ideologici gli altri, da qualunque parte lo si faccia. Quindi non ho condiviso la sua "scenata" televisiva, ma che ora la Rai lo espella reietto dal regno della tv pubblica mi sembra un brutto messaggio, altrettanto grave se non peggiore. Direi che assomiglia ad una grave e pericolosa censura di cui questo paese non ha proprio bisogno».

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Sergio Rovasio – A difendere a spada tratta lo scrittore è Sergio

Rovasio, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti e candidato per la Lista Bonino-Pannella alla Regione Lazio secondo cui le dichiarazioni del direttore della Rai Masi sono gravi, «rivolte contro uno dei più grandi scrittori contemporanei» e dimostrano «come nel nostro paese continui a prevalere dai settori dello pseudo "servizio pubblico" una cultura censoria e autoritaria senza precedenti. Un conto è condannare alcune espressioni, che ipocritamente si faceva finta che mai Aldo Busi avrebbe detto (vero cari dirigenti Rai???), ed eventualmente esprimere l’estraneità aziendale dai contenuti espressi, un conto è decidere che uno scrittore così autorevole non potrà mai più esprimersi nella Tv del Servizio Pubblico. Non ci rimane che dire a questi pre-potenti: vergogna!».

Alba Parietti – Ad occupare il posto dell’ormai ex naufrago è stata

chiamata Alba Parietti che però ha declinato l’invito, sembra, secondo fonti dell’AdnKronos, perché concentrata su un nuovo progetto tv ma soprattutto sulla nascente love-story con Cristiano De Andre.