Chiamatemi Helen, il Popolo della Famiglia contro la Rai per il film a tematica trans: ‘azione ideologizzante’

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Il Partito di Mario Adinolfi all'attacco della Rai per aver programmato un film a tematica LGBT in prima serata.

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Domenica sera, su Rai 2, è andato in onda il film tv ‘Chiamatemi Helen’, visto da 1.225.000 telespettatori con uno share del 7,19%.

Film tedesco del 2015 diretto da Gregor Schnitzler, con Heino Ferch e Jannik Schümann protagonisti, ‘Chiamatemi Helen’ è un film a tematica LGBT. Tobias Wilke (Heino Ferch) non riesce infatti a credere ai propri occhi quando arriva all’aeroporto per prendere suo figlio diciassettenne Finn (Jannik Schümann), di ritono dagli Stati Uniti. Sceso dall’aereo, il padre scopre che il ragazzo indossa vesiti da donna e si fa chiamare Helen.

Finn / Helen gli rivela che si è sempre sentita una ragazza, e che ha usato il suo anno all’estero a San Francisco per prepararsi a superare il test richiesto dalla legge a chiunque voglio sottoporsi all’operazione di cambio sesso, una volta raggiunta la maggiore età. Per il padre di Helen, noto chef, è davvero difficile accettare una situazione che non riesce a comprendere. Le reazioni da parte degli amici, conoscenti e compagni di scuola di Helen sono invece delle più svariate e vanno dallo scherno alla solidarietà. Ma Helen trova quasi sempre le parole giuste – e la giusta dose di umorismo – per contrastare l’ignoranza e la derisione di cui è vittima.

Questa la sinossi ufficiale della pellicola, finita nel mirino del Popolo della Famiglia, partito di Mario Adinolfi che si è scagliato contro la Rai per la sua messa in onda, a loro dire ‘non adatta alla prima serata per gli argomenti controversi e delicati trattati’.

Non contenti, quelli del PDF hanno definito la programmazione Rai un’azione “ideologizzante, atta a normalizzare, pubblicizzare ed esaltare situazioni complesse e problematiche quali la transazione da un sesso all’altro di adolescenti in piena crisi identitaria, portando lo spettatore, spesso anche minorenne (visto l’orario in cui è stato trasmesso il film), alla convinzione che l’evirazione sia l’unica soluzione per il pieno raggiungimento della felicità e che le persone che lo assecondano siano buone, tutte le altre no“.

Il popolo della famiglia chiede alla commissione di vigilanza Rai-Tv“, continua il coordinatore nazionale PDF Nicola Di Matteo, “che queste tematiche complesse e con scene, a livello emotivo così cruenti, non siano mai più mandate in onda in prima serata, soprattutto da una televisione statale pagata in egual misura da ogni cittadino italiano“.

Per l’appunto, da ogni cittadino italiano. Abbonati transgender compresi.

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