Costantino: “Bertolini? Nessun pericolo di eterosessualità!”

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Il conduttore di Pechino Express - Il nuovo mondo fa l'outing del personal trainer in gara

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È un Costantino della Gherardesca inedito, quello che contattiamo una settimana prima dell’inizio di Pechino Express – Il nuovo mondo, quarta edizione del fortunato adventure game prodotto da Magnolia che tornerà in prima serata su RaiDue lunedì 7 settembre. Il conduttore tv più amato del momento soffre purtroppo di ‘depressione maggiore’, complice uno stressante trasloco, ma ci svela comunque gustose anticipazioni sul nuovo itinerario di gioco dall’altra parte del mondo, in Sudamerica. Sarà il più lungo in assoluto (quasi diecimila chilometri) e si snoderà a partire dalla vertiginosa Quito, capitale dell’Ecuador situata a 2850 metri di altitudine, per proseguire in Perù e Brasile.

Quest’edizione di Pechino Express si preannuncia la più queer di tutte, a partire dal titolo eccentrico: resta la parola Pechino ma è ambientata in Sudamerica. Inoltre ci sono ben quattro gay dichiarati e una lesbica. Sarà come ce l’aspettiamo?

La percentuale di omosessuali in televisione nel 2015 è identica a quella del 1975. L’unica differenza è che al giorno d’oggi anche gli omosessuali possono ‘dichiararsi’. Ricordiamoci che gli eterosessuali affrontano il processo di ‘dichiarazione’ della propria sessualità da millenni. Infatti gli unici ad essere più malvagi dei finocchi velati sono, per l’appunto, gli eterosessuali non dichiarati. Sono quelli che torturano i prigionieri nelle carceri militari.

Tornando a Pechino Express, la queerness si manifesta nel montaggio e non nelle preferenze sessuali dei concorrenti. Sicuramente, dalla seconda puntata (mercoledì 9 settembre, n.d.r.), il programma soddisferà le aspettative del pubblico. La prima puntata, come in tutte le edizioni, si limita a stabilire l’ambientazione.

Partiamo dalla coppia dei Compagni formata da Shalpy e dal suo futuro marito Roberto Blasi: ti hanno invitato al matrimonio? Il loro è stato un viaggio di nozze anticipato o una vera gara di sopravvivenza? Sposarsi alla soglia del settimo anno di fidanzamento non ti sembra una sfida al destino?

Il mio psichiatra Davide mi ha recentemente diagnosticato con ‘depressione maggiore’. Oltretutto devo lasciare l’appartamento dove vivo e traslocare in una casa che non è ancora pronta. Psicologicamente è un momento molto precario per me. Partecipare alle nozze di Scialpi mi darebbe il colpo di grazia. Quindi ringrazio il Signore che non mi abbiano invitato.

Non credo che per loro Pechino Express sia stata una luna di miele, d’altronde questa è l’edizione più faticosa, da un punto di vista fisico, nella storia del programma. Però il loro matrimonio, secondo me, durerà. Mi immagino due vecchietti che si tengono per le mani mentre mi guardano su RaiUno che leggo un gobbo elettronico.

Una vera rivelazione potrebbe essere la coppia degli Antipodi, che sembra ancora più coppia dei Compagni: hai definito il blogger gay Pinna ‘impudente’. In che senso? Ti piacciono le sue Perle? E il pubblico omosessuale impazzirà sicuramente per il fisico di Roberto Bertolini. Sarebbe un vero scoop scoprire che è etero. Ce ne parli?

Dubito fortemente che Roberto Bertolini reprima l’anima di un puttaniere. Il pubblico gay può impazzire per il suo fisico tranquillamente, non ci sono pericoli di eterosessualità.

Pinna è un ragazzo molto carino e simpatico, ma credo che le sue ‘perle’ siano dirette ad un pubblico più giovane. Se non le trovo spiritose è sicuramente perché sono un vecchio stronzo.

È vero che Bertolini canta solo Ivana Spagna? Tu che sei esperto di musica, come lo definiresti attraverso una canzone o un genere musicale?

Bertolini è un liscio. Aggiungo che Fariba è un brano harsh noise e Tommassini una disco medley.

Veniamo a Luca Tommassini. Avete pensato di accoppiarlo con Mengoni invece che con la Barale nella coppia degli Artisti? Come si è comportato in Sudamerica?

Tommassini, contrariamente a come appare nei talent, è una persona molto socievole, buona e generosa. Superficialmente fa il cattivo, ma in realtà ha un cuore d’oro. È molto amico della Barale, e sono stati proprio loro a proporsi in coppia.

La Barale ha dichiarato di avere praticamente solo amici gay. Come ti sei trovato con lei?

Mi sento a disagio a parlare bene delle persone. La Barale è una persona solare e positiva, amatissima dagli altri viaggiatori ma soprattutto estremamente simpatica. Contrariamente alla maggioranza delle sue colleghe della TV non è una stronza ambiziosa. È tranquillissima.

Naike Rivelli aveva invece detto di essere lesbica. Se ne parlerà a Pechino Express?

Ogni dettaglio della vita personale di Naike Rivelli verrà svelato durante Pechino Express. Naike è una ragazza liberata, non ha molti peli sulla lingua, giustamente. Non credo che possa essere catalogata come ‘lesbica’ o ‘eterosessuale’. Naike, è un po’ come Angelina Jolie nel film “Ragazze Interrotte”.

E le altre donne? Fariba Mohammes Tehrani sarà la nuova Grimaldi?

Fariba è il personaggio più contorto e perverso di questa edizione. Verrà apprezzata da una piccolissima nicchia di pubblico d’élite. La Grimaldi era molto più facile da capire, molto più buona. Fariba è una manifestazione di Satana che ha aperto un centro estetico: le anime delle signorine a cui ha fatto la french manicure sono già attese all’Inferno.

Facci un confronto tra l’Oriente e il Sudamerica, due mondi completamente differenti. Che esperienza è stata?

La grande differenza, per me, è stata la temperatura. Quest’anno eravamo spesso in posti dove facevano 5 gradi. L’anno scorso la media era 40, nei momenti più freschi. I Paesi orientali sono talmente diversi tra di loro che non riesco a generalizzare. Magari certe parti dell’Ecuador sono più simili al Nepal di quanto il Nepal sia simile alla Cina. Una cosa va detta: la città di Lima, in Perù, è il posto dove ho mangiato meglio in quattro edizioni di Pechino. Consiglio un viaggio culinario a Lima.

Il Sudamerica è molto più aperto riguardo alla legislazione pro gay: in Brasile ci si può sposare indipendentemente dal sesso ed in Ecuador ci sono le unioni civili per gay. Hai percepito una maggiore apertura verso gli omosessuali rispetto all’Asia?

Ho percepito apertura e tolleranza verso gli omosessuali in tutti i Paesi in cui sono stato, Iran incluso. Forse gli unici Paesi dove gli omosessuali hanno una vita veramente difficile sono le nazioni africane invase dai movimenti evangelici americani ed il califfato Isis. Bisogna un attimino capire le culture diverse dalla nostra, l’importante è che un omosessuale possa vivere tranquillamente il suo amore con un altro uomo. Certi paesi del Nord Europa dove gli omosessuali si possono legalmente sposare sono in realtà meno gay friendly di Paesi arabi dove la legge apparentemente omofoba non rispecchia la realtà quotidiana. Personalmente, da omosessuale, preferirei vivere in Turchia, negli Emirati o in Iran che in Norvegia.

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