Costantino della Gherardesca: “Condurrò The Voice nello stile asciutto di Corrado”

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Torna stasera in prima serata su RaiDue il talent The Voice of Italy, a caccia di nuovi talenti musicali. Al Bano, Cristina Scabbia, J-Ax e Francesco Renga saranno...

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Il meccanismo di giudizio e il pulsante per rubare i concorrenti già selezionati è più crudele.
Questo stimolerà la tua ironia, sarai anche tu più cattivo?

Il meccanismo in sé sarà più cattivo. La mia cattiveria oramai, devo essere sincero, vacilla. Certo, sarà presente a The Voice, sullo schermo televisivo la tiro fuori. Ma sono l’opposto del leggendario Flavio Insinna, o della maggior parte dei miei colleghi, nello specifico sono molto più cattivo in video che nella vita reale. Questa è una cosa pessima perché spesso mi faccio mettere i piedi in testa da beghine e begardi, pur di non perdere tempo a discutere. Non fraintendere: sono comunque una persona avida ed egoista, ma ahimé col passare del tempo ho perso un po’ di stronzaggine. Oramai mi affeziono alle persone, come un vecchio nonno. Tommy, un ragazzo che lavora con me, sta tutto il tempo a chattare sul telefonino e ad ascoltare musica rap, e non gli dico nulla. Devo parlarne con un analista. Credo che forse questa mia crisi potrebbe essere la conseguenza di istinti paterni insoddisfatti, chi lo sa.

In Safar, programma di viaggi da te condotto su RaiDue, abbiamo scoperto Palm Wine alias Simone Bertuzzi, un grande esperto di musica. Che esperienza è stata?

Simone è un grandissimo esperto di musica, in particolare modo quella caraibica, asiatica ed africana.  Ma soprattutto é un santo. È liberatorio lavorare con lui. Considerando i soggetti che normalmente lavorano in televisione e in radio, aver a che fare con una persona istruita ed informata è un enorme sollievo. Ci fossero più persone come Simone il mio lavoro sarebbe molto più facile, e l’ecosistema mediatico italiano sarebbe più contemporaneo e meno provinciale. Come Palm Wine Simone suona spesso in giro per l’Italia e l’Europa, consiglio a tutti di andare a sentirlo.

L’altro ieri hai apprezzato via Twitter Pio ed Amedeo finti gay ad Emigratis, che cosa ti è piaciuto in particolare?

Pio e Amedeo prendono in giro la parrocchialità ed il provincialismo del proprio telespettatore ideale, giocano con gli stereotipi dell’italiano razzista, misogino ed omofobo. La loro comicità apparentemente greve rispecchia la realtà, la volgarità dominante, il provincialismo istituzionalizzato. Il fatto che il loro programma ‘unscripted’, peraltro il mio genere preferito, venga trasmesso su un canale Mediaset può creare dei fraintendimenti: sono stati accusati di essere ‘veramente’ volgari, omofobi etc. Ma non è così, anzi, il solo fatto che riescano a rappresentare la realtà, senza filtri, ed in modo molto coraggioso, li rende connessi alla cultura liberale e sessualmente aperta, molto più di qualsiasi giornalista o opinionista benpensante. Prendendo in giro, ricreando e riconoscendo il provincialismo si confermano automaticamente meno provinciali di chi invece cerca di copiare, male, la televisione internazionale. Pio e Amedeo sono i più bravi sulla piazza in questo momento.

Nell’ultimo anno della tua giovinezza eri fidanzato, adesso come sei messo?

Ho un problema di calo di libido, per farla breve non ho molto desiderio sessuale. Non vivo bene questa cosa perché da sempre mi identifico come “gay”, e quindi ero abituato non solo a provare desiderio per gli uomini ma anche a sentirmi legato ad una determinata “cultura”. Dai film di Kenneth Anger, al linguaggio, all’umorismo, alla musica di Donna Summer, Arthur Russell, Sylvester… Insomma, sento che il mio immaginario di riferimento, e quindi la mia identità, si sta allontanando insieme al mio desiderio sessuale. Mi trovo nel vuoto. Da un variopinto e contorto film di Fassbinder mi ritrovo in un’anonima stanza fumatori nell’aeroporto di Dubai.

Abbiamo scoperto ieri sera al quiz di RaiUno I soliti ignoti, dov’eri ospite, che sei dimagrito ben 25 chili. Come hai fatto?

Sono dimagrito grazie a Nadia Ahmad, una dottoressa che, dopo aver insegnato ad Harvard, si è trasferita a Dubai, dove sono andato a trovarla. La dottoressa Nadia propone solo tecniche di dimagrimento che sono ‘evidence-based’, e cioè fondate su dati comprovati. Una regola importante da seguire è che non bisogna fare diete troppo restrittive, sennò successivamente si ingrassa. Altre regole semplici da seguire sono la rimozione degli zuccheri e dell’alcool. Mangiavo moltissimo gelato prima, ma lei dice che il gelato italiano una volta ogni tanto si può mangiare, quello americano mai. Idealmente bisognerebbe mangiare il gelato fatto in casa, e lo stesso vale per il pane. Il pane del supermercato, così come i biscotti e robe simili, ha dentro degli ingredienti molto nocivi. Io oltretutto bevo moltissimo tè verde, e tantissimi cappuccini, tutto il giorno. Il mio estetista giapponese, che usa esclusivamente prodotti australiani Sodashi, dice che dovrei smettere di mangiare latticini, ma non credo che sia possibile visto che la mia dieta consiste principalmente di cappuccini e prosciutto crudo. Tutti i miei guru e dottori, tra cui Francesca Dellera che ha una pelle bellissima, mi dicono che dovrei smettere di fumare, ma non riesco.

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