Cremona: “Preziosi vieni al Napoli Pride e cambierai idea”

Dopo le parole di Preziosi sui matrimoni gay, il presidente dell’associazione napoletana I-Ken ONLUS scrive una lettera aperta. “Eravamo in classe insieme e ti amavo. Vieni con me al Gay Pride“.

Ecco la lettera aperta indirizzata ad Alessandro Preziosi di Carlo Cremona, Presidente Associazione i Ken ONLUS e membro del Comitato Napoli Pride ’10.

Caro Ale, come va? Ne sono passati di anni da quando frequentavamo la sezione E del liceo Umberto I di Napoli.

Allora eravamo ragazzini e tu ti divertivi a fare il buffone in classe.

Quante risate ci facevi fare. Cantavi, recitavi, facevi le imitazioni di Proietti. Poi le folli notti capresi e quella tua passione che stava esplodendo.

Ti ricordo perfettamente in  quegli anni difficili per me, anzi terribili, quel tormento che mi portavo dentro e che non potevo rivelare a nessuno, quell’amore per te nascosto, ingoiato come un rospo, sofferto tanto da essere tu l’unico pensiero stupendo delle mie giornate. Gli occhi in classe erano solo per te… tutto il resto della mia vita era un disastro.

Già caro Ale, in quei giorni le uniche cose dolci che mi mettevano di buon umore erano le tue battute, i tuoi sketch da cabarettista… che bei ricordi.

Da lì ci siamo visti poco, tu inseguivi il tuo sogno, lasciasti Napoli per poi tornarvi saltuariamente. Ti ricordo seduto con alcuni amici comuni sulla balaustra di via Caracciolo, ci fumammo una sigaretta parlando dei sogni del futuro, eri già papà… ed io ero già fidanzato con Marco. Ebbi anche vergogna a dirti "sono fidanzato con un uomo"… Che stupido che ero!

Già Ale, perché credo che il mio fidanzamento con Marco, che dura da quasi 16 anni, abbia in sé una stabilità maggiore di molte relazioni sentimentali di chi ci vuole insegnare la morale.

Mai mi sono permesso di giudicare le tue scelte di vita né di entrare nel merito “Sacro” o “Santo” delle tue scelte, perché tu devi entrare nelle mie usando la stampa? Non ho gli stessi tuoi diritti a vedere riconosciuto il mio amore come tu il tuo?

Eppure oggi tu parli di cose delicate senza valutare gli effetti delle tue dichiarazioni. Tieni in considerazione la felicità dei tuoi parenti quando lo fai?

È evidente che  non ammetti l’eventualità dell’orientamento sessuale dei tuoi figli: pensa al macigno di tali parole sulla loro libertà d’essere e sulla loro felicità.

Caro Alessandro, molti ragazzi ti guardano e ti ammirano e ti sostengono perché vedono in te un modello, perché ti amano come un adolescente ama la propria beniamina televisiva.

Molti di loro diranno che conservano le foto delle tue fiction perché c’è Vittoria Puccini. Sai Ale, in quella foto ci sei anche tu e per loro, quella menzogna ha il valore di un sogno che li fa volare con la fantasia verso il futuro.

Loro desiderano e sognano un amore "regolare", "Alla Luce del Sole" anche con un uomo come loro, un uomo che abbia come in tutte le favole i capelli biondi e gli occhi azzurri… un po’ come te.

Vedi Ale, questa tua dichiarazione capita proprio nell’anno in cui il nostro Pride nazionale sarà nuovamente a NapoliIl Napoli Pride si chiamerà "Alla Luce del Sole" ed è un invito ad Amarsi senza nascondersi, ed a rifiutare l’amore definito dagli ignoranti e dai fascisti come anormale.

Io vorrei parlarne con te, discuterne e farti vedere aspetti della nostra vita che so, che non hai neppure preso in considerazione.

Vorrei aprire con  te la cassa delle foto e farti vedere 16 anni di storia, di famiglia, di nipoti che ci chiamano Zio, di mamme che ci trattano da figli, da Papà che ci ammirano e da fratelli e sorelle che ci sostengono.

Vorrei che vedessi non solo la Napoli che non ti piace ma anche la Napoli delle Istituzioni che ci stanno sostenendo, invogliandoci a vivere in modo dignitoso, libero e costruttivo.

Ti invito a farlo per me e per i nostri amici comuni che ancora vivono sotto il velo del della vergogna di un amore clandestino.