Intervista a Daniele Gattano di Colorado: “Non mi impegno a sembrare più maschio di quello che sono!”

“Esiste una cosa più brutta del fare un lavoro che non ti piace: farlo con tua madre!”. Parla Daniele Gattano, il comico gay di Colorado!

Ventinove anni, single, onnivoro, nato a Verbania e, da qualche anno, anche un po’ romano. Daniele Gattano è un vulcano. Non solo fa l’attore, ma scrive anche. Non ha paura di dire quel che pensa, soprattutto dopo aver conquistato il cuore (e non solo) di molti italiani per aver raccontato, in chiave comica, il suo coming out nel fortunato programma di Italia 1 Colorado Cafè. Dopo un passato costellato da richieste assurde, il promettente Gattano si racconta in un’intervista come (forse) non ha davvero fatto mai, parlando anche di quella volta in cui un fan gli disse: “mi masturbo con le tue foto!

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I cliché vogliono che i comici gay, in genere, siano delle macchiette piuttosto colorate. Lei, invece..

Io, invece, sul palco mi vesto esattamente come mi vestirei per un aperitivo tra amici. Poi c’è da dire che io, in scena, non propongo un personaggio, ma una tematica, il che è un po’ diverso. Penso che l’effeminatezza non sia un mostro da cui prendere le distanze e le dirò: non mi impegno a voler sembrare più maschio di quello che effettivamente sono.

A distanza di anni ha trasformato il suo coming out in un monologo molto divertente. Allora, fu davvero così divertente?

No, fu una vera e propria tragedia! Non ebbi il coraggio di iniziare con il coming out, quindi ripiegai sull’outing e lo confidai a mia zia, la quale, a sua volta, lo disse a mia madre che iniziò a piangere chiedendomi: “Quindi la carrozzina che ho custodito in solaio la devo buttare?” Mio padre, invece, preferì non parlarmi per un po’. Fu però bellissimo quando, il 25 dicembre dello stesso anno, per la prima volta, nessun parente osò chiedermi: “Quando ci farai conoscere la ragazza?”.

Cosa le ha detto sua mamma dopo averla vista in tv?

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Mi ha detto: “Sono orgogliosa di te!”.

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In un’intervista ha parlato dell’ossessione di sua madre nell’avere un piano B. Lei, piuttosto, ce l’ha?

È da 29 anni che cerco di trovare il mio piano B, ma in tutta sincerità, ancora non l’ho trovato. A volte incontro gente che fa lavori che nemmeno immagini, tipo andare in incognito nelle SPA a testarne l’efficienza e quello, a pensarci bene, sarebbe un ottimo piano B!

Senza offesa: ma perché sua mamma ha tutta questa voglia di aprirsi un bar assieme a lei?

Perché mia mamma fa la barista. Quando fa la schiuma di un cappuccino ci mette la stessa passione che ci metto io nel recitare. Aprire un bar la vede come una cosa più concreta e poi, aprirlo con me, significherebbe riavermi a Verbania; diciamo che è molto furba!

E poi perché proprio un bar e non un solarium?

(Ride, ndr) Se le dicessi “mamma apriamo un solarium” lei metterebbe nel listino: “doccia solare più cappuccino a 15 euro”.

Sta portando, in giro per l’Italia Le scoperte geografiche; uno spettacolo che narra il rapporto sentimentale nato sui banchi di scuola, tra due ragazzi. Le è mai capitato nella vita di tutti i giorni d’innamorarsi di un compagno di scuola?

Sì, ma a differenza del personaggio che interpreto, io non ci ho mai provato. A me bastava vederlo la mattina a scuola e studiare insieme a lui il pomeriggio.

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Lo spettacolo parte dai banchi di scuola e prosegue sino alla vecchiaia dei due protagonisti. Come si immagina nella quarta età?

Mi immagino sereno, nel mio appartamento pieno di libri. Con una torta sempre in frigo. Non mi distrugge l’idea di invecchiare senza un compagno, è una cosa che non escludo.

 

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Dopo la sua performance a Colorado ha ricevuto più complimenti o proposte indecenti?

Lo schema è questo: arriva prima il complimento e poi la proposta, raramente indecente. Uno mi ha confessato che si masturba con le mie foto di Facebook, allora mi son permesso di mandargli un link di Dale Cooper; mi è sembrato corretto indirizzarlo verso qualcosa di più meritevole, non trova?

Qual è il suo rapporto con il sesso?

Dopo l’outing ho iniziato a vivere il sesso con molte meno censure. È un fattore molto importante, ma non mi condiziona più del dovuto. Possono passare anche mesi, ma se non trovo il ragazzo giusto con cui condividerlo, ne aspetto altrettanti. E le dirò: Dale Cooper è un ottimo modo per ingannare l’attesa.

Mangia carne, vive a Roma ed è single. L’idea di diventare padre l’ha mai sfiorata?

Me lo sono chiesto e la risposta è no; non sono uno di quelli che quando vede un bambino, inizia a fare la “vocetta” e si butta con lui a giocare. Cinicamente penso che avere un figlio, per molti, sia un modo per riempirsi la vita; un po’ come avere, a tutti i costi, un compagno. Se mai un giorno vorrò un figlio, sarà perché deciderò di mettere al primo posto lui e non me.

Si dice che quelli nati il 9 giugno mostrino spesso un dualismo che li porta ad essere individui forti, decisi e determinati in un campo e curiosamente passivi e restii ad agire, in un altro. Conferma o smentisce spudoratamente?

Confermo! Sul lavoro sono molto deciso, non mi esalta il miglior complimento e non mi abbatte la peggior critica. Tutta questa sicurezza, invece, non ce l’ho quando voglio relazionarmi con un ragazzo che mi interessa; lì divento goffo e argomento con frasi da ergastolo. Durante il primo appuntamento con quello che poi diventò il mio ragazzo gli rovesciai mezzo litro di birra addosso e peggiorai il tutto dicendogli:“dammi la camicia che te la lavo io a casa!”.

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Ha fatto per un lungo periodo anche il cameriere. Qual è la richiesta più assurda che ha mai ricevuto?

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Richieste assurde tutti i giorni: “Mi potresti togliere il sugo dalla lasagna?” oppure: “Se prendessi la pizza al ristorante qui di fianco, pagando il coperto, posso mangiarla da voi?” Anche se quello che non dimenticherò mai fu un bambino, di nemmeno sei anni che, dopo avergli elencato tutti i dolci della casa, mi disse: “io come dessert vorrei un chupa-chupa”e giuro che non mi sto inventando nulla!

Ma il cliente ha davvero sempre ragione?

Assolutamente no.

Un suo collega, l’attore Gabriele Rossi, ha preso parte al Grande Fratello Vip. Lei, prenderebbe mai parte ad un reality show?

Parteciperei, molto volentieri, a Pechino Express.

E non pensa che la scelta di prendere parte ad un reality sia un tantinello controproducente per un attore?

Sì, potrebbe anche rivelarsi controproducente, ma me ne fregherei. Anche partecipare a Colorado ha suscitato qualche alzata di sopracciglio da parte di alcuni teatranti, ma sono fiero di averlo fatto.

E’ soddisfatto della piega che sta prendendo la sua carriera?

Molto. Prima ero un attore che bramava di essere scritturato, mi alzavo la mattina con l’ansia di non fare il mio mestiere. Adesso mi alzo la mattina e mi metto a scrivere. Ho passato quest’ultima estate chiuso in casa a scrivere, ed è stato bellissimo.