DIACO LASCIATO PER UNA DONNA

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Il conduttore ha letto pubblicamente, in diretta, durante la sua trasmissione su RadioRai, la lettera con cui la sua ex-ragazza gli comunicava di averlo tradito con un'altra. Ed...

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ROMA – La mia donna Lucrezia mi ha tradito con un’altra donna. E ha preferito mandarmi una lettera per dirmelo. Ecco che cosa mi ha scritto. E’ cominciata così l’insolita puntata di oggi di “3131” in cui il conduttore, Pierluigi Diaco, affiancato dal deputato verde Paolo Cento, ha letto in diretta la lettera che la sua compagna Lucrezia gli ha scritto per dirgli che si era innammorata di una donna, Giulia, e che lo aveva tradito con lei. Molti i messaggi di solidarietà arrivati in redazione, ma non sono mancate le censure.
La puntata, che doveva essere dedicata al movimento no global e perciò aveva come ospite in studio il verde Paolo Cento, ha cambiato ieri all’improvviso tema. Il conduttore ha deciso di parlare di questa sua storia, e il parlamentare ha accettato di partecipare comunque (“Se è una provocazione, accetto la sfida, se sta male davvero, come sembra, sono pronto a stargli vicino, a dargli solidarietà”). Così, stamattina, dai microfoni di radiorai, Diaco ha raccontato di Lucrezia che lo ha lasciato per una donna.
“Pierluigi, ho scoperto che desidero una donna”, legge Diaco, affidando all’etere la sua “pubblica dichiarazione di dolore” per un tradimento che apre molti più dubbi e paure di quanto non avvenga in un tradimento eterosessuale. “Per un pò ho avuto paura di ammetterlo anche a me stessa. Ma sono stufa del sesso e almeno quello etero così monotono e sudato”. “Ne avevamo parlato tante volte, fantasticando, poi – continua la lettura di Diaco – ho incontrato Giulia a Trastevere in uno di quei pomeriggi di confusione così frequenti in questi ultimi tempi, ma di cui tu non ti sei mai accorto tutto preso dal tuo lavoro”.
“Vagavo senza sosta tentando di digerire sensazioni ancora troppo umorali, vaghe. E’ stato – prosegue la lettera – un suo sorriso a regalarmi luce”. “Mi ha colpito ed in un momento ha risolto tutti i miei dubbi. Mi ha trasmesso candore e innocenza, facendomi correre indietro nel tempo”. “Per tutto il pomeriggio – scrive ancora Lucrezia a Diaco – siamo sembrate due giovani amiche scappate di casa per non fare i compiti. Nessuno avrebbe potuto trovarci o fermarci. E con la stessa naturalezza con la quale fino alle nove ci siamo tenute per mano, dalle 11 in poi – legge ancora Diaco dopo una breve pausa – ci siamo baciate, amate per ore, in un continuo che non ha avuto picchi ma solo armonia”.
Diaco legge ancora gli ultimi passaggi della lettera e poi si lascia andare ad uno sfogo breve un attimo: “Allora… sono quelle lettere che ti lasciano addosso tutto l’amaro… tutti quei dubbi là… e poi c’è il tema dell’omosessualità. Insomma, un casino. Allora, Paolo Cento, che ne pensi?”, chiede Pierluigi Diaco recuperando un assetto tremendamente professionale, della serie lo spettacolo ‘must go on’. Ma Cento prende tempo: “Innazitutto ti chiedo: ma che hai fatto? Ci hai parlato o sei scappato, hai preso la fuga anche tu?”.
Diaco la sua Lucrezia l’ha chiamata. Ha provato a cercarla, ma senza successo. E, ancora una volta, lascia alla radio il compito di metterlo in contatto con la sua donna, con tutti i problemi che ha aperto. “La lettera è una giustificazione perfetta per sparire, la lettera”, si lamenta Diaco. Che improvvisamente si rivolge direttamente a Lucrezia: “Scrivi nella lettera rispondimi, però se ti chiamo al telefono ti mando un messaggio, invece, non succede…”. Poi si riaffida a Cento lanciando la trasmissione in un lungo dibattito sull’omosessualità, sulle coppie di fatto e omosessuali, sulle leggi fatte e non fatte. E ancora, sul tradimento, sul dolore nel dolore. Perchè, è evidente, un’altra fa più male di un altro. E Cento concorda. “Credo che – sbotta ad un certo punto il deputato verde, cedendo al coinvolgimento del travaglio d’amore – la reazione più umana sia di vedersi crollare la terra sotto i piedi”.
Lo psichiatra Paolo Crepet, commentando con l’ADNKRONOS la lettura in diretta della lettera, tuona: “E’ una cosa orrenda. C’è una questione di tutela dell’intimità. La trovo una cosa orrenda”. “Sono totalmente solidale con questa ragazza – dice ancora Crepet – Ha fatto bene la fidanzata a lasciare Diaco. Pensa che rispetto ha delle persone e dei loro sentimenti questo giovanotto”.
“Diaco – prosegue lo psichiatra – ha fatto come quelle mamme che mettono le mani nei diari dei figli. E’ come dire: ‘chi se ne frega dei sentimenti”. “Siamo al cinismo radiotelevisivo – incalza Crepet – Il fatto che quella ragazza sia omosessuale, bisessuale, trisessuale non mi importa niente. E’ grave che sia stata sbugiardata in diretta. E’ una cosa orrenda”.
“Fare il mestiere di Diaco – afferma ancora Paolo Crepet – vuol dire avere responsabilità, è un ruolo che entra nelle case, nelle coscienze delle persone. E se la Rai non fa niente, vuol dire che le sta bene. Ma la Rai non farà niente”.
“E’ stata una brillantissima lezione di strafottenza dei sentimenti: complimenti signor Diaco” incalza lo psichiatra. Che aggiunge: “La cosa grave è che ne stiamo parlando. Lui ha ottenuto quello che voleva, far parlare di sè. E per ottenere questo -conclude Crepet- avrebbe parlato anche delle mutande di sua madre”.

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