DONNA ROSA AL DOPOFESTIVAL

Direttamente dalla Sala Stampa del Festival di Sanremo ecco il punto di vista alternativo e irriverente di Gennaro Cosmo Parlato.

Sala stampa – Dopofestival – H. 01.32

Ho schiacciato un piede a Milva

Alla fine della mia prima esibizione sanremese (anche se di Dopofestival si tratta), scendendo dal palco, dopo il rush di adrenalina più incredibile della mia vita, le ho tirato un pestone sul regale piedino. Senza scompormi ho esclamato: «Maestra, che onore, ho imparato tutto da lei». Pochi minuti prima l’avevo detto alla Ruggiero, ma, si sa, qui a Sanremo si ricicla tutto, non solo i ritornelli.

La Ruggiero

A detta del mio amico Paolo Zaccagnini – per il quale come sapete è partita una causa di canonizzazione, sostenetela – ormai è uguale a Orietta Berti: sembrano gemelle separate alla nascita.
Splendida, davvero… ovvio che parlo della voce.

Che dire. I giornalisti con me sono stati calorosissimi; e, credetemi, è una sorpresa. Qui in sala stampa fanno tra loro a gara a chi si dà la miglior posa da nichilista: sparano su tutto.

Mi hanno ribattezzatoCome potete bene immaginare da stasera non mi chiamo più Cosmo Parlato, bensì Donna Rosa. La cosa in sé non è deprecabile. Anzi ha già dato buoni frutti: DJ Francesco (che tra l’altro è un bono pazzesco!) mi ha baciato e abbracciato in quinta, dopo la mia esibizione. Sembravamo due militari con l’ormone impazzito in un cinemino di quartiere negli anni ’60.

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Perché il salto temporale non fosse del tutto convincente ho evitato di confrontarmi carnalmente anche con il padre, il Pooh.

Un po’ di taglia e cuci sui cantantiPartiamo con quelli che questa sera sono piaciuti di più in sala stampa (e a me). Primo posto alla Pantera di Goro, che, giuro, ieri mattina l’ho vista all’hotel Londra e non aveva ancora quella tinta di pelo (che abbia passato il pomeriggio chinata sul lavello del bagno della sua stanza?).

Secondo posto il mio adorato Simone Cristicchi: testo meraviglioso e teatralità surreale.

Terzo posto, a sorpresa, Nada, che ha portato al Festival un brano d’avanguardia, davvero alternativo. Ma la vera domanda degli esperti sul Pulcino di Gabbro non era tanto sulla canzone, quanto sulla pettinatura. Che ci sia voluta la forestale della riviera dei fiori per farle una parvenza di messa in piega?

Il nucleo familiare

Chiambretti era il più agitato di tutti noi, e ci si domanda perché, visto che è così bravo.

Gabriella Germani passa il tempo a distruggerci i timpani con imitazioni di qualunque urlatrice pop rock internazionale (due giorni fa alle tre di notte ha intonato Zombie dei Cranberries nella hall dell’albergo, rendendo ancora più difficile i rapporti con la proprietà di Villa Mafalda).

Claudio Lauretta mi si presenta in camera con mille travestimenti e tutte le volte ci casco come un allocco.

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E pensare che è appena cominciata.

A domaniii…

Gennaro Cosmo Parlato