E MENO MALE CHE C’È LINO

di

Il Direttore di Gay.it in un editoriale che fa riflettere. Sul film di ieri, sui parlamentari gay, sul movimento GLBT italiano. E meno male che c'è Lino...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
2356 0

7 milioni e 31 mila telespettatori sono davvero tanti. Una marea di gente, di persone giovani e anziane, gay friendly ed omofobe, di destra e di sinistra, che ieri sera hanno visto Il padre delle spose, la fiction televisiva con Lino Banfi, prodotta dalla Rai e trasmessa sulla rete ammiraglia in prima serata.
Auditel, grazie all’elaborazione che Media Consultant ha fatto per Gay.it, ci dice dati straordinari. Hanno visto Il Padre delle Spose prevalentemente persone del centro-sud, di sesso femminile e oltre 45 anni, quelle stesse persone cui cioè i media a noi più favorevoli – progressisti, di tendenza – parlano quasi per nulla.
Questi dati sono semplicemente sconvolgenti: danno il segno del cambiamento epocale cui stiamo assistendo e cui, devo dire, la comunità gay e lesbica non è così pronta come parrebbe.

Quei dati ci dicono anche che nel paese reale i pregiudizi verso gay e lesbiche stanno lentamente scemando, molto più velocemente di quanto lo voglia il Vaticano, la classe politica italiana – di destra e di sinistra, e gli stessi gay e le stesse lesbiche; ci dicono che quasi il 30% dei telespettatori ieri sera hanno scelto di stare incollati davanti alla televisione per due ore, mentre passava la storia di Lino Banfi che ritrova sua figlia dopo 15 anni in Spagna, sposata sì ma con una donna, con cui piano piano si ritrova e la cui omosessualità alla fine riesce ad accettare.
Certo, il film non è granchè. Banfi è bravo e decisamente capace a interpretare un tipico padre del sud, scontroso e chiuso in se stesso, non molto capace di esprimere sentimenti ma straordinariamente umano. La storia è carina e ben costruita, ma gli altri interpreti non sono eccezionali, idem per regia e confezione generale: si respira quell’aria di fatto in casa, di buon film all’italiana che ricorda un po’ le pizze della mamma, che non hanno nulla a che vedere in confronto con quelle della pizzeria napoletana, ma che hanno quel sapore casalingo che è bello ritrovare.
Ma è proprio quel sapore casalingo che rende questo film straordinario…
Continua in seconda pagina^d
Ma è proprio quel sapore casalingo che rende questo film straordinario: vedere in questa cornice un amore naturalmente vissuto da due donne, per di più (senti senti!) con una bambina in mezzo, figlia della nuora di Banfi, con effusioni e atti d’amore tipici di una coppia che si ama, da a quel film quel ruolo di colpo di piccone importante e bene assestato al muro del pregiudizio, del rifiuto delle diversità sessuali, dell’omofobia.
Lino in questo è stato davvero straordinario. Le dichiarazioni che ha fatto in questi giorni, da Porta a Porta ai telegiornali a Gay.it, nella bella intervista di Taddeucci dei giorni scorsi, hanno mostrato un nuovo campione pugliese dei nostri diritti, un novello Maurizio Costanzo che senza peli sulla lingua, con grande schiettezza ed umanità parla al cuore delle mamme e dei papà italiani, insegnando loro tolleranza, rispetto, amore.

Meno male che ci sono gli etero, verrebbe da dire. Certo, i fiori ci sono: Vladimir che è sempre più uno straordinario comunicatore, scivoloni parlamentari a parte, come nel voto sull’ICI alla Chiesa Cattolica; Grillini, sempre agguerrito, forse l’unico vero cervello politico che abbiamo nel movimento; Titti De Simone e Gianpaolo Silvestri, gli altri due parlamentari. Ma il resto è quasi deserto. Ed è deserto soprattutto un movimento che, privo di grande capacità di iniziativa – dove è Arcigay Nazionale in questi mesi? è sparita? -, riesce solo a dividersi tra chi vuole organizzare il Pride a Roma e chi a Bologna, come se questo cambiasse davvero i nostri destini. Non voglio indulgere in un qualunquismo che non mi è mai appartenuto: dietro a quel movimento c’è un milione di omosessuali italiani, che non hanno ancora grande consapevolezza di sè, che sono così poco partecipi alla battaglia per conquistare diritti, che si sentono così poco parte di una comunità. Quel movimento, verrebbe da dire, è espressione di quella comunità, ne è lo specchio.
Grazie Lino per aver militato a modo tuo per la nostra causa. Almeno tu.
Alessio De Giorgi,
Direttore, alessio@gay.it

Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

Ecco i dati di Auditel, elaborazione Media Consultant, sugli ascoltatori de Il Padre delle Due Spose
Audience: 7.031.000 persone
Share: 26,76%
Rapporto tra ascoltatori del programma e popolazione italiana:
Sesso: femmine +23%, maschi -24%
Età: sotto i 19 anni -60%, 20-24 anni -70%, 25-34 anni -39%, 35-44 anni -33%, 45-54 anni +7%, oltre 55 anni + 70%
Area geografica: Nord Ovest -24%, Nord Est -20%, Centro +9%, Isole +12%, Sud +29%
Componenti famiglia: 1 persona +44%, 2 persone +32%, 3-4 persone -11%, oltre 4 persone -43%
Classe socio-economica: basso +43%, medio -7%, alto -9%

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...