Emmy Awards 2019 nomination: “Game of Thrones” da record, “Pose” entra nella storia

Ecco tutte serie tv a tematica LGBTQI nominate agli Emmy 2019.

Ieri sera sono state annunciate le nominations dei Primetime Emmy Awards 2019, che premieranno il meglio della programmazione televisiva in prima serata negli Stati Uniti dal 1 ° giugno 2018 al 31 maggio 2019, secondo l’Academy of Television Arts & Sciences.

La cerimonia si terrà il 22 settembre 2019 al Microsoft Theater di Los Angeles, in California, e sarà trasmessa negli Stati Uniti dalla Fox.

Game of Thrones vince “il trono” delle nominations

"Game of Thrones" ottiene la bellezza di 14 nominations agli Emmy Awards 2019

“Game of Thrones”, che quest’anno è tornata con l’ultima stagione da record, regna indisturbata con ben 32 nomination.

Si difende bene anche “When They See Us”, la miniserie di Netflix, che si accaparra 16 nomination, è incentrata sul famoso caso di una jogger aggredita nel 1989 a Central Park, New York, dove cinque giovani (quattro neri e un ispanico) furono condannati per il reato anche se mancavano le prove della loro colpevolezza.

“Barry”, la tragicomedy dark di HBO con protagonista Henry Winkler (Fonzie di Happy Days, per intenderci) ottiene 17 nomination, “Escape At Dannemora” di Showtime ne ha strappate 6, “Fosse/Verdon” di FX 7 e “The Marvelous Mrs. Maisel” di Amazon ben 10.

“Chernobyl” di HBO ne ha conquistate 19, “Fleabag” di Amazon ben 8 e “Killing Eve” di BBC America sei.

Killing Eve: il “lesbian thriller” acclamato dalla critica

"Killing Eve" nominata per 6 Emmy Awards 2019

“Killing Eve” ha per protagonista il personaggio di Villanelle, killer svampita, psicopatica e bisessuale, che si prende una sbandata per la detective Eve Polastri (che in un certo senso corrisponde) che ha invece il compito di catturarla.

Ti suggeriamo anche  Emmy 2018, pioggia di candidature LGBT: tutte le nomination

La serie è riuscita nell’impresa di ottenere due nominations all’interno della stessa categoria: entrambe le protagoniste, Jodie Comer e Sandra Oh (che ricordiamo nel ruolo di Christina Yang di “Grey’s Anatomy”) sono state nominate come miglior attrici drammatiche.

“Russian Doll”: nel cast anche l’attore gay Charlie Barnett

Natasha Lyonne e Charlie Barnett in "Russian Doll", nominata per 4 Emmy Awards 2019

13 nominations vanno a “Russian Doll”, creata e interpretata da Natasha Lyonne, la Nicky di “Orange is The New Black”, che interpreta una donna bisex intrappolata in un loop continuo nel quale continua a morire il giorno del suo compleanno.

La serie tv, in 8 episodi, vede anche la partecipazione di Charlie Barnett, attore gay dichiarato che ha partecipato anche nella miniserie “Tales of the city (2019)”, disponibile su Netflix.

“A Very English Scandal”, la miniserie LGBT tratta da una storia vera che dovete vedere

"A Very English Scandal", la storia vera del politico Jeremy Thorpe e del suo amante ha ottenuto 3 nominations agli Emmy Awards 2019

Sempre 4 nominations anche per “A Very English Scandal”, un’altra produzione a tematica LGBT con protagonista Hugh Grant: la miniserie di Amazon tratta lo scandalo del politico Jeremy Thorpe, appartenente al Partito Liberale e membro della Camera dei comuni britannica, che nel 1965 ha iniziato una relazione segreta (e molto, molto, turbolenta) con un uomo, Norman Scott.

3 nominations, invece, se le aggiudicano “Succession” e “Sharp Objects” di HBO, “Schitt’s Creek” di Pop (a tinte LGBT), e la super divertente e geniale comedy “The Good Place”, con Kristen Bell.

Ti suggeriamo anche  Mj Rodriguez di "Pose" è la prima attrice transgender a vincere un importante premio

"The Handmaid's Tale" riceve 2 nominations agli Emmy Awards 2019

“The Act” di Hulu, “Bodyguard”, “House Of Cards” (di cui quest’anno è andata in onda la 6a ed ultima stagione) di Netflix, e “Drunk History” di Comedy Central hanno ricevuto 2 nomination, “The Handmaid’s Tale” ha raggiunto le 4.

Molto interessante è “The Act”, che tratta la storia di Gypsy Blanchard, una ragazza che cerca di sfuggire al rapporto tossico con la madre Dee Dee, affetta da Sindrome di Münchhausen per procura. Una ricerca dell’indipendenza dai tragici risvolti.

2 nominations per “Pose”, che entra nella storia grazie a Billy Porter

Billy Porter nominato come miglior attore drammatico per "Pose" agli Emmy Awards 2019

Anche “Pose”, serie tv di FX sulla ball culture della scena afro-americana/latina LGBTQI sul fine degli anni ’80 a New York, e che tratta da vicino temi come il contagio e la morte per AIDS, ha ottenuto 2 nominations, di cui una per “Miglior drama tv”.

L’altra nomination, invece, va a Billy Porter, che nello show interpreta (magistralmente) Pray Tell, e fa la storia: l’attore, infatti, risulta il primo uomo di colore dichiaratamente gay a ricevere una nomination agli Emmy Awards.

Viola Davis de “Le Regole del Delitto Perfetto” aka “How to Get Away With Murder” ottiene l’unica nomination per la serie tv (come miglior attrice drammatica), che tra i protagonisti ha l’amatissima coppia gay Connor/Oliver.

Connor e Oliver di "How to Get Away with Murder"

Tra i reality, nominato anche “RuPaul’s Drag Race”.