EVA, LA PRIMA TRANS

Si chiama Eva come la prima donna. In realtà è il trans più famoso d’Italia. Gli amori e le infedeltà; il passaggio da uomo a donna; la perdita della verginità e l’operazione che non vuole affrontare

Dopo Sandra Milo incontriamo un’altra protagonista di Otto donne ed un mistero, lo spettacolo diretto da Claudio Insegno che sta riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica: Eva Robin’s, bravissima attrice e splendida trans, come si definisce lei stessa. Con la sua schiettezza confessa di aver perduto la verginità molto presto, e di non aver mai pensato ad operarsi perché «a che servono tutti questi orifizi?».

8 donne ed un mistero racchiude in sé il dubbio, l’incertezza. Allora mi viene da pensare che l’ambiguità faccia parte della sua vita…
No, assolutamente. L’ambiguità fa parte degli altri. Sono vaghe la persone che non riescono ad esprimersi chiaramente. A me sembra di averlo detto in tutte le maniere come sono fatta. Sono una persona molto diretta e chiara, a volte perfino cruda. Ambiguo è lo sguardo che cerca di decodificarti, ambiguo è colui che non ha ancora le idee chiare su quello che è, e non mi sembra che faccia parte del mio caso.

Nessun dubbio invece sulla sua professionalità, che decantano spettatori e colleghe. A proposito delle sue compagne di avventura, come va tra di voi?
Mi piace stare insieme alle mie colleghe, abbiamo creato un rapporto di familiarità quotidiana. Tutti i giorni ci ritroviamo, ed ormai siamo una famiglia nella finzione così come nella quotidianità. Ci spostiamo tutte insieme, ognuna ha capito qual è il carattere dell’altra, e sa come prenderla. È vero ci sono stati motivi di scontro con le note registiche. Il regista (Claudio Insegno, ndr) è diventato pazzo per cercare di metterci tutte insieme e dirigerci, però alla fine è andata bene.

Con chi di loro ha un maggior feeling?
Ho scelto di fare questo spettacolo perché c’era Sandra (Milo, ndr) che avevo conosciuto molti anni fa, e che mi aveva fatto una grande simpatia. Sa quelle sensazioni a pelle. Ora che la conosco meglio posso dire che è piena di umanità, di segreti e consigli da dare. Non tiene nulla per sé, è una persona che dispensa tutto. Tutte le mie colleghe hanno dei segreti da regalare. Ad esempio, con Caterina Costantini, che mi ha scelto, c’è un rapporto di punzecchiamento, proprio come nella scena, ma tra di noi c’è molto affetto e molta umanità. Corinne Cléry è quello che si vede, è una persona molto raffinata, piena di cose da dare. Non voglio dimenticare neanche Nadia Rinaldi, molto energica, forse troppo (ride, ndr), però dietro alla sua forza c’è tanta sofferenza e tanta debolezza. Sono tutte donne piene di miserie e nobiltà allo stesso tempo.

Nello spettacolo lei interpreta il ruolo della ‘sfigata’ bruttina, che non ha mai avuto una relazione sentimentale, malata di cuore e segretamente innamorata di suo cognato. Non le è stato difficile interpretare un ruolo così diverso da lei?
All’inizio ero titubante. Mi spaventava l’idea di stare tanti mesi fuori. Poi ho pensato che non fosse destino che facessi questo spettacolo. Mi sono resa conto che mi veniva data una chance: interpretare una vergine, proprio io che la verginità l’ho perduta veramente molto presto (ride, ndr)

A quanti anni?
Molto presto, ma per decoro non glielo dico. I miei primi rapporti sessuali sono avvenuti in età davvero prematura. E poi ho continuato, perché attraverso il sesso c’è stata la conoscenza degli uomini e di me stessa.

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Facciamo un salto indietro nel passato. Com’era da bambina?
Dunque, io sono stato un bambino fino a tredici anni. Poi, a 14 anni il caso ha voluto che iniziassi una terapia ormonale, perché avevo un amico, un pazzo infermiere che mi ha fatto avere queste iniezioni di ormoni. Per cui ho fermato lo sviluppo maschile a quell’età, e mi ricordo che sono andata a Riccione e sono toranta a casa con i capelli mesciati, io che ero castana scura. Già a quell’età mi hanno iniziato a chiamare signorina. Questo è stato il passaggio.

Le definizioni non sono certo il massimo. Ma per aiutare anche a non far confusione lei come si definisce?
Io sono una trans. Probabilmente diventerò una transgender quando sarò anziana. Perché essere una transessuale anziana non mi calza. Sono sempre scappata via da queste definizioni, da queste classificazioni.

La sua ‘diversità’ l’ha fatta soffrire?
Al contrario, mi sono sempre molto divertito (è l’unica volta in cui parla al maschile, ndr). Ho sofferto per le cose della vita che fanno soffrire tutti. Mi ha fatto male il dolore di mia madre perché il suo rapporto con gli uomini era molto contrastato. Noi siamo cresciuti in quattro e non tutti abbiamo avuto lo stesso padre. Per cui mia madre si trovava sempre di fronte a questi farabutti, e per orgoglio e dignità si allontanava. Soffrivo nel non avere una famiglia completa, al contrario della mia diversità che non mi ha mai fatto soffrire. Anzi, è sempre stato uno stimolo per rendere la vita più colorata, più piccante e divertente.

C’è stato un momento in cui ha capito che il suo essere diversa poteva aiutarla a costruirsi una carriera nel mondo dello spettacolo?
Si, ma perché io penso alla mia diversità come unicità. Non ho mai avuto complessi su questa cosa, anzi l’ho sempre sostenuta con fierezza e con la spavalderia della giovinezza. Una volta passato il primo periodo ho costruito un’identità sociale, non dovendomi nascondere, cosa che fa tanta gente.

Desidera avere un rapporto di coppia, una bella storia?
Io osservo molto le altre coppie…

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Desidera avere un rapporto di coppia, una bella storia?
Io osservo molto le altre coppie, vedo che fanno fatica a stare unite insieme. Ad un certo punto, finito l’incanto, ci si sbrana. Tutto ciò che era meraviglioso si trasforma in un disastro. I rapporti duraturi sono un’utopia. Non ci ho mai pensato tanto a formare una coppia. Sono in coppia con i miei amici, con i miei gatti; distribuisco amore nelle cose che faccio nella vita, ma il mio non è un amore unicamente designato ad una persona sola. Quello non mi interessa, almeno in questo momento. Magari è un sogno inconscio, ma credo sia destinato a fallire.

Dalle sue parole sembra inattaccabile, forte, senza punti deboli. Ma è sempre stata così forte? Non c’è mai stato un momento in cui la cattiveria degli altri le ha fatto male? Oggi si sente di tutto ragazzi gay malmenati, ingiuriati….
Non mi hanno mai malmenata, a meno che non l’abbia chiesto…(scoppia nell’ennesima risata, ndr). Ingiurie? Si, ci sono state, io stesso ingiurio. Tanto più avanti diventerò anche sorda, così non sentirò nemmeno più le offese.

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Chi ingiuria e perché?
Beh, sono una persona molto feroce. Ho questa aria così innocua, molto accondiscendente, però ho un senso della vita ed un ironia che taglia, che è quella che mi aiuta a stare in piedi.

La sua prima storia importante con un uomo?
Storie vere?

Storie importanti, non parlo di flirt o di sesso, anche perché non mi vuole dire a che età ha fatto sesso per la prima volta…
Beh, non mi sembra il caso di mettere una roba così su internet

Vabbè, ho capito: niente scoop! Su Vanity Fair ho letto una sua bellissima intervista. Mi ha fatto sorridere quando ha detto che odia la mattina il fastidiosissimo ‘alzabandiera’…
È vero, ma qui a Napoli per fortuna non è successo. Sono sollevata.

Torniamo alla domanda sulle sue storie importanti?
Le storie più lunghe le ho avute con le donne. Poi, ho avuto anche storie con uomini, una per 3 anni e mezzo e l’altra per 16 anni. Quest’ultimo uomo, nello stesso tempo, stava con una donna, ed io con altri uomini. Non mi sono mai limitata ad un rapporto solo, non sono mai riuscita ad essere fedele. Ho sempre confessato tutti i miei piccoli e grandi tradimenti. Per cui sa, dirle una persona sola è riduttiva.

La sua infedeltà è dovuta alla sua natura, o al fatto che forse ancora deve conoscere il grande amore della sua vita?
È una fonte mia di immaturità. Ho capito che si può essere fedeli ad una persona e non tradirlo umanamente, ma non carnalmente. Ho sempre pensato che è difficile stare con una sola persona nell’era moderna, a meno che non abbiano avuto una diversa radice culturale. Diventa anche un po’ fuori tempo, non si è più fedeli a nulla, neanche ai gusti che cambiano di continuo. Io non ci riesco, dopo un po’ mi stanco e torno a tradire. Forse in questo momento che mi sento particolarmente pigra ne potrei approfittare per avere una relazione (nuova languida risata, ndr)

Le piace avere storie solo con uomini eterosessuali o anche con uomini gay?
No, solo eterosessuali. Con i gay possiamo andare a vedere un bellissimo film, commentarlo, avere in comune la ricerca di oggetti nei mercatini di antiquariato. Tutte le cose che si fanno con le amiche…

Insomma gli eterosessuali amano andare con i trans?
A sentir gli eterosessuali nessuno va con i trans, quando invece il fenomeno è sempre più in crescita. Evidentemente c’è qualche conto che non torna.

Perché negano?
Bisogna tener presente che l’uomo ha come prima preoccupazione quella del mantenimento delle apparenze. La donna può esporsi a qualsiasi umiliazione pubblica, l’uomo di fronte ad un desiderio sessuale particolare prova un imbarazzo enorme, e preferisce nasconderlo. Nel sesso alcuni uomini vogliono la discrezione assoluta perché probabilmente quella è la parte più delicata e tenera del loro essere, e deve rimanere privata.

Parla per esperienza personale?
Certo.

Molti degli uomini che sono venuti a letto con lei sono sposati ed hanno dei figli?
Si, beh certo. E non l’è mai pesato essere l’altra?
No, sono abituata ad essere l’altra, l’amante, quella a cui gli auguri di Natale vengono fatti dopo che sono stati fatti alla moglie. Le mie feste spesso le ho passate con gli amici, perché il mio uomo era a casa con sua moglie.

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Come giudica l’atteggiamento dei suoi uomini: vigliaccheria o egoismo?
Non c’è recriminazione verso il loro tipo di vita. Io faccio la mia e non voglio intromissione. Sono delle regole tacite che si accettano appena inizia un rapporto. A me, poi, non interessa invadere la vita delle persone con cui ho rapporti sessuali. Mi basta quello che possono darmi sessualmente. Se va bene ok, altrimenti non vengono riconfermati.

Da quello che mi dice mi verrebbe da pensare che lei un po’ si accontenta. Ma non le è mai venuta voglia di avere un uomo tutto per se, senza bisogno di scendere a compromessi?
Mah, non sono una maniaca! Non mi piace fissarmi su una persona, anche perché vorrebbe dire soffrire enormemente. Ho imparato sulla mia pelle che è meglio avere dieci uomini che accanirsi su uno solo. Si soffre molto meno.

L’offesa che mi ha fatto più male?
Non me lo ricordo

Il complimento più bello che ho ricevuto?
Sono quelli che ricevo sul mio lavoro, quando mi dicono che sono una grande sorpresa. Ed io rispondo che sono una sorpresa anche per me stessa.

Cosa la colpisce in un uomo?
Deve essere un uomo estremamente virile. Mi basta poco per essere erotizzata, ma ci vuole poco anche per farmi cambiare idea.

Cosa guarda al primo appuntamento in un uomo?
Le mani mi piacciono molto, il sorriso ed il modo di guardare. Mi piace come si atteggia, come si muove, come parla.

Com’è il suo rapporto con la Chiesa?
La chiesa è sottosviluppata, Dio è molto più evoluto. La Chiesa fa parte dell’umanità, per cui è rimasta un pò indietro. Sono dei poveri peccatori anche gli uomini di Chiesa. Si sa benissimo cosa succede in Vaticano. Ho amici nello Stato Vaticano, nelle alte sfere del prelato, che mi raccontano cose veramente inaudite. La Chiesa è fatta di uomini che appartengono all’umanità peccatrice.

Perché l’odio per il diverso?
Perché attraverso la violenza e l’odio si va a colpire qualcosa, un riflesso che dentro di se da fastidio. Si castiga qualcuno perché si vede in lui la stessa cosa che ci si sente di aver, la si vive riflessa nell’altro. Il famoso gioco degli specchi.

Se un giorno si svegliasse senza una parte di se….
Si riferisce a quella cosa li?

Si a quella, cosa proverebbe?
Mancherebbe qualcosa, ormai mi sono abituata.

Mai pensato di diventare donna a tutti gli effetti?
Si, ci ho pensato, perché ad un certo punto della vita ti viene quel delirio per cui vuoi capire e comprendere tutto. Poi mi sono detta cosa me ne faccio di tutti quegli orifizi?

Crede di avere una marcia in più sessualmente?
Ci sono stati dei momenti in cui ho pensato di avere una marcia in più.

Il suo sogno nel cassetto?
Lavorare fino in tarda età.

In questo momento è felice?
Si, sono molto serena e mi sento realizzata. Ho bisogno del mio lavoro e della serenità delle persona che ho a casa.

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di Michele Sabia