Facci: “La Rai censura l’omofobo Cerrelli? Fa bene”

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"La par condicio non si deve a chi ha idee superate dalla storia". Così il commentatore di Libero risponde al vicepresidente dei Giuristi Cattolici che sostiene di essere...

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Avrebbe dovuto partecipare ad un talk sull’omosessualità durante la scorsa puntata di Domenica In, il vicepresidente Unione Giuristi Cattolici Italiani Giancarlo Cerrelli, ma alla fine l’invito è salta. La cosa non è andata giù a Cerrelli secondo cui la Rai lo avrebbe censurato per impedirgli di esporre la sua teoria secondo cui l’omosessualità è una malattia e si può curare. “Sapevano che avrei parlato di ciò che sta dietro questa esplosione dell’omosessualità – dice Cerrelli -. Ovvero l’ideologia del gender che ha come fine quello di voler indifferenziare i sessi. Vogliono fare passare il concetto che la sessualità non è biologica, ma culturale. E per fare questo bisogna passare dall’omosessualizzazione della società”.

A rispondergli è Filippo Facci commentatore di Libero secondo cui ammesso che la rai avesse davvero censurato Cerrelli, avrebbe fatto bene perché “non c’è da invocare una malintesa ‘libertà di espressione’ che rimetta in discussione i fondamentali della civiltà moderna. Non alla Rai, almeno, laddove ci si dovrebbe sforzare di riflettere un minimo la società reale e la media sensibilità dei cittadini”.

La par condicio, dunque, secondo Facci, non è un diritto a cui appellarsi quando ci sono di mezzo “fantasmatiche idee già seppellite dalla Storia, dal liberalismo, dal metodo sperimentale, retroguardie di una religiosità retriva e ideologica che da noi, semmai, ha ancora troppo peso anche perché se ne impossessano inquietanti associazioni di genitori”.

Doppio attacco, dunque, non solo a Cerrelli e alla sua associazione dei Giuristi Cattolici, ma anche alle associazioni di genitori che, puntualmente, insorgono quando l’omosessualità viene rappresentata in TV.

In soccorso di Cerrelli arriva il deputato PDL Alessandro Pagano, “non a caso militante di Alleanza Cattolica”, fa notare Facci, che annuncia un’interrogazione parlamentare sulla vicenda e sostiene che l’esclusione di Cerrelli farebbe parte di un piano per imporre “un pensiero unico”.

A niente è valsa la smentita di Mara Venier che avrebbe dovuto condurre quel talk show. La presentatrice ha spiegato che non c’è stata alcuna censura e che anzi Cerrelli era stato invitato proprio perché “ero curiosa di sentire le sue idee”. Ma la scaletta è cambiata e il tema dell’omosessualità è stato sostituito con quello delle baby-squillo.

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d'amore Viennese.

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